La rappresaglia di Empoli

“per dignità, non per odio”
La rappresaglia di Empoli
di David Irdani, 2-10-2006, Creative Commons – Attribuzione 3.0.

 

 
Nel tardo pomeriggio del 23 Luglio 1944 alcuni componenti della Brigata Garibaldi “Guido Boscaglia” stavano organizzando nella cittadina di Empoli forme di lotta contro i nazifascisti che occupavano la città.

 

Alcuni di loro furono sorpresi da otto militari della 29 Panzer-grenadier-regiment che intimarono loro di arrendersi. La reazione di un partigiano armato di Sten fu fulminea: restarono uccisi sette militari. Uno di loro, come riportano alcune testimonianze dirette e dalla documentazione ufficiale, riuscì a mettere in moto il motocarro e fuggire ferito.

 

 

Questa vicenda ebbe subito la reazione del Comando Germanico. Nel Kriegstagebuch della Armee 14 si legge:
Nella notte tra il 23 e il 24 Luglio, nel punto carta 49/20 (corrispondente a ‘Pratovecchio bei Empoli’) cinque soldati sono stati uccisi, uno è stato ferito.

 

Ricerca reattiva è rimasta senza risultato

 


Il 25 Luglio 1944 ancora si annotava:

 

 

In seguito al rastrellamento in località … sono stati fucilati 42 italiani.

 

Sequestrati due mitra americani e due pistole.

 


Fortunatamente i fucilati furono solo 29 e non 42 come l’ufficiale del Comando riportava nel carteggio ufficiale, probabilmente l’ufficiale tedesco che aveva effettuato la fucilazione, aveva comunicato di aver soppresso 42 civili per 5 soldati deceduti, per la nota proporzione di dieci italiani per ogni tedesco ucciso.

 

 

I ventinove innocenti furono giustiziati in Piazza Ferrucci, davanti alla ex caserma dei Carabinieri, oggi piazza XXIV Luglio dove esiste una lapide marmorea commemorativa.
Si noti che sull’evento sopra riportato esiste un contenzioso storico su come sono avvenuti i fatti che scatenarono la rappresaglia.
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Informazioni su toscano

Io Nato Io fui nel secolo passato, circa ventinovemilacinquecentosettantacinque giorni o giù di li Città tu se’ la Venere Firenze Patria dell’Allighier, salve, e mia Patria Allor che a salutar venni col pianto La valle de lo giglio, ed alla vita De ‘l sole i raggi ailluminar lo mondo

Pubblicato il 26 luglio 2013, in La lotta partigiana in Toscana con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

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