La famiglia Einstein

La famiglia Einstein
di Paolo Chiti, 10-4-2008, Tutti i Diritti Riservati.
Questa storia si svolge nel comune di Rignano sull’Arno (FI).
Era l’estate del 1944 e tedeschi battevano in ritirata per attestarsi sulle rive dell’Arno.

Anche alla villa del Focardo si vivevano giorni di apprensione: l’ingegner Robert Einstein, ebreo e cugino del famoso fisico Albert Einstein, convinto dagli amici si era nascosto nei boschi limitrofi, lasciando alla villa la moglie Cesarina Mazzetti e le due figlie, Anna Maria detta "Cici" e sua sorella Luce.

Il giorno 3 agosto alla villa si attestò un reggimento dell’esercito tedesco. Alla fine di una giornata che li aveva visti mangiare e bere senza sosta, due militari chiesero della famiglia Einstein, si presentarono sette donne: la moglie dell’ingegner Einstein con le due figlie, che all’epoca dei fatti hanno 58, 27 e 18 anni; le due sorelle Mazzetti, nipoti degli Einstein, da tempo ospiti alla villa dopo essere rimaste orfane; oltre ad una signora francese con la figlia, amiche di famiglia.

Chiesti i nomi presero le prime tre portandole in una stanza della villa, venne inscenato una specie di processo dopo il quale la moglie venne portata ai confini del bosco per chiamare il marito, che i tedeschi immaginavano nei dintorni.

L’ingegnere, convinto dai partigiani che si trattava di un tranello, restò nel bosco.

Invece la moglie venne riportata nella villa e dopo poco risuonò il crepitio dei mitra, poi i soldati lasciarono la villa, incendiandola.
Neanche otto ore dopo gli alleati giungevano alla villa.

Robert Einstein dal quel giorno non si riprese più.

Decise di farla finita il 13 luglio dell’anno successivo, giorno dell’anniversario di matrimonio, distrutto dal dolore e deluso perché i responsabili non erano stati trovati, si ritirò nella stessa sala del martirio e ingerendo del veleno si uccise.

Nel 1962 esce il libro autobiografico "Il Cielo Cade" di Lorenza Mazzetti, una delle due nipoti prima citate, che ripercorre i giorni della tragedia.

Da questo libro l’omonimo film del 2000, dei fratelli Andrea e Antonio Frazzi.

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Informazioni su toscano

Io Nato Io fui nel secolo passato, circa ventinovemilacinquecentosettantacinque giorni o giù di li Città tu se’ la Venere Firenze Patria dell’Allighier, salve, e mia Patria Allor che a salutar venni col pianto La valle de lo giglio, ed alla vita De ‘l sole i raggi ailluminar lo mondo

Pubblicato il 9 settembre 2013, in La lotta partigiana in Toscana con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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