Archivio mensile:settembre 2014

Dal diario di Emanuele Artom,

Dal diario di Emanuele Artom,
partigiano ucciso nel 1944
Con il camion venne su un prigioniero, scovato in un gabinetto pubblico. L’ho visto scendere, cupo, piccolo, silenzioso, avvilito, legato fra due soldati. E’ un essere abietto che stamane si alzò, senza pensare che era l’ultima volta, con lo scopo di braccare dei giovani che non vogliono combattere contro l’Italia, ma mi turba l’idea che possa venire ucciso. Come sono contento di non averlo catturato io ! Pensando alla sua possibile fine, l’avrei lasciato fuggire. Uccidere in battaglia, ma non a sangue freddo. Forse non ha nessuna colpa vera di essere chi è, perché la vita è un terribile mistero : chi distrugge un mistero senza averlo prima conosciuto ? […] Un partigiano mi racconta la morte del prigioniero quindici giorni fa. Quando lo conducono sul posto dell’esecuzione, chiede di fumare una sigaretta. Gliele danno, ma siccome cerca di finirla il più adagio che può, lo fanno smettere a metà. Il condannato si rivolge a un compaesano pregandolo di salutargli la moglie, e quello risponde : “Sei pazzo se credi che faccia un piacere a un mascalzone come te”.

Ecco come la guerra rende gli uomini…

I Bambini Di Sant’Anna

I Bambini Di Sant’Anna

Una bambola di pezza
dorme su un prato
bagnato di rosso.
Le mani
che l’abbracciavano
ora giacciono fredde…
Altri visi
innocenti
hanno incontrato il dolore
e riposano assopiti.
Il silenzio e il fumo
avvolgono tetri
il borgo
un tempo
ridente e spensierato.
Una mano muta e tremante
raccoglie la bambola
perché racconti ad altri bambini
la storia di chi ha dormito sul prato
e gridi con forza
il disprezzo
per la guerra
che tutto distrugge
e spazza via.
Una bambola di pezza
dorme su un prato
bagnato di rosso.
Mentre tanti altri bambini dormono
tristi come fiori strappati
da mani crudeli e spietate.

Scuola elementare G. Matteotti- Gubbio- 2007

Anonimo – Il Partigiano di Pozzaglio

Anonimo

Il Partigiano di Pozzaglio

La giusta pace è giunta alle porte

bandiera rossa ormai vittoriosa
troppi eroi ha raccolto la morte
ognun di loro avrà la sua rosa.
E gli eroi che son caduti per la vittoria
passeran nel libro sacro di questa storia.
Belle bambine venite ad abbracciare
chi colla fede e speranza nel cuore
l’Italia nostra seppe liberare
col proprio, sangue e il proprio onore.
Partigian son due anni che soffri tanto
ma il soffrire per la patria è sempre un vanto.
Mille tormenti hai sfidato cantando
col tuo bel mitra fedele in compagnia
nazifascisti ti stavan cercando
erano in troppi e dovevi andar via.
Ora è giunto finalmente il gran momento
che i Tedeschi e i fascisti van come il vento.
Dalla sua mamma ritorna il partigiano
dalla sua mamma oppur dalla morosa
per tanti giorni gli è stato lontano
ma per la fede ormai vittoriosa.
Partigiano son due anni che soffri tanto
ma il soffrire per la patria è sempre un vanto.
Il primo ucciso è stato a Pozzaglio
era innocente e chiamava la mamma
pietà invocava lor l’han fucilato
lo sdegno in tutti accese la fiamma
Mai pietà di quelle bestie ma bestie vili
donne e vecchi han picchiato coi loro fucili
assassini vi daremo ciò che vi aspetta
siam milioni d’Italiani vogliam vendetta.

Note
La canzone si riferisce al giovane partigiano Luigi Ruggeri (nome di battaglia "Carmen"), che fu arrestato dai fascisti in seguito a una delazione, portato a Cremona, sottoposto a tortura e poi pubblicamente fucilato sulla piazza principale di Pozzaglio il 24 settembre 1944.

Trilussa – Natale di guera

Trilussa
Natale di guera
Ammalapena che s’è fatto giorno
la prima luce è entrata ne la stalla
e er Bambinello s’è guardando intorno.
– che freddo, mamma mia! Chi m’arripara?
che freddo, mamma mia! Chi m’arriscalla?
– Fijo, la legna è diventata rara
e costa troppo cara pe’ compralla…
– E l’asinello mio dov’è finito?
– Trasporta la mitraja
sur campo de battaja: è requisito.
– Er bove? – puro quello fu mannato ar macello
– Ma li Re Maggi arriveno?
– E’ impossibbile perchè nun c’è la stella che li guida;
la stella nun vô uscì: poco se fida
pe’ paura de quarche diriggibile…
– Er Bambinello ha chiesto:
– Indove stanno tutti li campagnoli che l’antr’anno
portaveno la robba ne la grotta?
Nun c’è neppuro un sacco de la polenta,
nemmanco una frocella de ricotta…
– Fijo, li campagnoli stanno in guerra,
tutti ar campo e combatteno.
La mano che seminava er grano
e che serviva pe’ vangà la terra
addesso viè addoprata unicamente
per ammazzà la gente…
Guarda, laggiù, li lampi de li bombardamenti!
Li senti, Dio ce scampi, li quattrocentoventi
che spaccano li campi?
– Ner di’ così la Madre der Signore
s’è stretta er fijo ar core
e s’è asciugata l’occhi co’ le fasce.
Una lagrima amara per chi nasce,
una lagrima dòrce per chi more…

Trilussa – La ninna-nanna de la guerra

Trilussa
La ninna-nanna de la guerra

Ninna nanna, nanna ninna,

er pupetto vô la zinna:
dormi, dormi, cocco bello,
sennò chiamo Farfarello
Farfarello e Gujrmone
Gujermone e Ceccopeppe
che se regge co’ le zeppe,
co’ le zeppe d’un impero
mezzo giallo e mezzo nero.
Ninna nanna, pija sonno
ché se dormi nun vedrai
tante infamie e tanti guai
che succedeno ner monno
fra le spade e li fucilli
de li popoli civilli…
Ninna nanna, tu nun senti
li sospiri e li lamenti
de la gente che se scanna
per un matto che commanna;
che se scanna e che s’ammazza
a vantaggio de la razza…
o a vantaggio d’una fede
per un Dio che nun se vede,
ma che serve da riparo
ar Sovrano macellaro.
Ché quer covo d’assassini
che c’insanguina la terra
sa benone che la guerra
è un gran giro de quatrini
che prepara le risorse
p è li ladri de le Borse.
Fa’ la ninna, cocco bello,
finché dura ‘sto macello:
fa’ la ninna, ché domani
rivedremo li sovrani
che se scambieno la stima
boni amichi come prima.
So’ cuggini e fra parenti
nun se fanno comprimenti:
torneranno più cordiali
li rapporti personali.
E riuniti fra de loro
senza l’ombra d’un rimorso,
ce faranno un ber discorso
su la Pace e sul Lavoro
p è quer popolo cojone
risparmiato dar cannone

Rappresaglie di San Giustino

Rappresaglie di San Giustino
di David Irdani, 24-4-2010,
Questa storia si svolge nel comune di Loro Ciuffenna (AR).
Sul Pratomagno operavano alcune compagnie della Brigata “Lanciotto” dislocata in diverse zone del territorio. Una di queste aveva la sua base in località Roveraia ed un’altra nella zona a monte del paese di Anciolina.
Nei primi giorni di Luglio 1944, un nutrito gruppo di partigiani si recò in località San Giustino con l’intento di andare a rifornirsi di cibo in un ammasso pubblico per il grano e l’olio.
L’azione fu rapida e curata in ogni particolare. A fine azione fu deciso di lasciare le porte aperte del deposito per dare modo alla popolazione di prendere anche loro del cibo per le proprie necessità. Al termine dell’azione, quando i partigiani stavano rientrando sul Pratomagno, ci fu uno scontro a fuoco con un piccolo gruppo di soldati tedeschi incrociato casualmente sulla via. Due soldati (di nazionalità polacca) furono uccisi. La reazione del comando tedesco non si fece attendere, e il 3 Luglio, in località La grotta, furono fucilati per rappresaglia 6 civili. Ma la scia di sangue non si fermò. La notte fra il 5 e il 6 Luglio, sulla strada fra Castiglioni e San Giustino, un camion cisterna tedesco carico di benzina, esplose causando l’uccisione dell’equipaggio formato da 4 soldati tedeschi.
Pensando che l’ordigno fosse stato piazzato dai Partigiani, il Comando tedesco, che aveva occupato la fattoria del Borro e ne aveva fatto propria la base, ordinò di prelevare dal paese di San Giustino alcuni uomini e ne ordinò la fucilazione nei pressi del fiume Oreno. I cittadini uomini “prescelti” caricati sui camion furono 32. solo uno si salvò (Piero Sottani) fingendosi morto sotto i corpi degli altri 31 fucilati. Solo nei giorni successivi, le donne del paese poterono dare giusta sepoltura a quei corpi.
Per molti decenni, questo avvenimento, ha diviso la comunità locale, tra chi vedeva nell’azione partigiana un pretesto da dare ai tedeschi per l’uccisione di massa. Solo negli anni ’90, con la fruizione pubblica dei registri di guerra inglesi, la vicenda fu in parte chiarita;
In realtà a piazzare la mina sulla strada furono gli “alleati” (Caporale inglese Bos ed i tenenti francesi Pape e Condler) impegnati in azioni di sabotaggio ad alcuni tralicci telefonici.
Una curiosità emersa dai carteggi (War Office 204/11484) è che il sopradescritto gruppo di sabotatori non doveva trovarsi a Castiglion Fibocchi ma a Castiglion Fiorentino. Fu un errore dell’equipaggio dell’aereo a paracadutare i militari alleati in questa zona. Lo stesso comune di Loro Ciuffena ha porto le scuse ai partigiani locali (che sempre avevano denunciato l’estraneità dei fatti) perchè più volte negli opuscoli rievocativi dell’eccidio aveva accreditato loro la responsabilità, anche indiretta, della morte dei propri cittadini.