Salvatore Quasimodo – Ai Quindici Di Piazzale Loreto

Salvatore Quasimodo
Ai Quindici Di Piazzale Loreto
 
Esposito, Fiorani, Fogagnolo,
Casiraghi, chi siete ? Voi nomi, ombre ?
Soncini, Principato, spente epigrafi,
voi, Del Riccio, Temolo, Vertemati,
Gasparini ? Foglie d’un albero
 di sangue, Galimberti, Ragni, voi,
Bravin, Mastrodomenico, Poletti ?
O caro sangue nostro che non sporca
la terra, sangue che inizia la terra
nell’ora dei moschetti. Sulle spalle
 le vostre piaghe di piombo ci umiliano :
troppo tempo passò. Ricade morte
da bocche funebri, chiedono morte
le bandiere straniere sulle porte
ancora delle vostre case. Temono
da voi la morte, credendosi vivi.
La nostra non è guardia di tristezza,
non è veglia di lacrime alle tombe:
la morte non dà ombra quando è vita
(,
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Informazioni su toscano

Io Nato Io fui nel secolo passato, circa ventinovemilacinquecentosettantacinque giorni o giù di li Città tu se’ la Venere Firenze Patria dell’Allighier, salve, e mia Patria Allor che a salutar venni col pianto La valle de lo giglio, ed alla vita De ‘l sole i raggi ailluminar lo mondo

Pubblicato il 7 febbraio 2015, in Le Poesie con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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