Roberto Roversi «Il tedesco imperatore»

Roberto Roversi

«Il tedesco imperatore»

Quando venni in Lombardia
ero giovane, allora.
Per strade róse dai fischi dei vapori
il pianto di un ragazzo
migrò libero verso la frontiera:
l’ombra dei montanari saliva verso il cielo
e in tiepidi restaurants i camerieri
scoprivano agli ufficiali
distratti da un occhio adolescente
fragili zuppiere.
Nel rifugio della stazione,
mentre i treni bruciavano
bianchi neri contro le vetrate,
la donna appoggiò i chiari
capelli sul mio zaino.
Terra per eserciti
in fuga verso i monti.
Tremano al lume della luna le giovani foglie.
Austria, Svizzera, Francia alla frontiera.

*

In due giorni di cammino
sui laghi volarono,
col balzo delle trote, le speranze.
A Novara, a Novara;
oh a Novara, in un osteria
avvinghiata da caserme bruciate;
un uomo grida sul prato della periferia,
al mattino era morto. Ivrea, Aosta…
su quelle strade marciavo e per i monti
frustrato da tristezza, dai ricordi.

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Informazioni su toscano

Io Nato Io fui nel secolo passato, circa ventinovemilacinquecentosettantacinque giorni o giù di li Città tu se’ la Venere Firenze Patria dell’Allighier, salve, e mia Patria Allor che a salutar venni col pianto La valle de lo giglio, ed alla vita De ‘l sole i raggi ailluminar lo mondo

Pubblicato il 10 febbraio 2015, in Le Poesie con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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