Elena Bono – Combattimento

Elena Bono

Combattimento

Ululano i monti
in mezzo alla battaglia,
sibilano selve
agitando braccia di fuoco.
Tu taci,
cuore,
ti comprimi sull’arma.
Tu sei silenzioso,
sangue,
corri sulla terra
e ti seguono gli occhi dei morenti
mentre da loro ti allontani.
Forse soltanto qualche donna
altrove
sente in sé la tua voce
all’improvviso.
Disperatamente
gridi in seno a tua madre
e in seno a Dio,
sangue silenzioso.

Epitaffi partigiani
Il Principino
Varzi Michele detto Il Principino.
Aveva un anello d’oro,
lo sapeva far brillare con gesti da signore.
Lo lasciarono tre giorni
inchiodato a quella porta
col capo penzoloni
lui che piaceva alle ragazze,
che sapeva far brillare
un filo d’oro con gesti da signore.

Sicilia
Di Sicilia non sa il nome nessuno.
Taceva sempre
per non far ridere della parlata.
Con la faccia spaccata
non volle dire dov’era il Comando.
– E pazienza – disse quando lo misero al muro.

Per Luigina Comotto, savonese
Fucilata a settant’anni.
Il tuo mucchietto d’ossa insanguinate.
Per salvare quei giovani
non hai rinunciato alla vita
ma alla tua morte
la dolce morte da tanto tempo aspettata.
Un giorno doveva venire
col velo nero
ed il viso di cera
della Donna dei Sette Dolori
e sedertisi accanto
sospirando e pregando insieme,
la buona morte odorosa d’incenso
nella stanzetta ordinata
tutto uno specchio
in un brillio di candele,
i garofani sparsi sul letto
e le vicine intorno
a recitare il rosario
con tintinnio di corone,
ora l’una ora l’altra che dice
asciugandosi gli occhi:
– Com’è rimasta bene,
pare quand’era ragazza.-
Quest’altra morte tu
non la conosci,
la strana morte col casco d’acciaio
e la bestemmia fra i denti,
il furgone cellulare
coll’urlo della sirena,
il poligono di tiro,
in fondo là il muro;
tu non sai come metterti
che cosa fare
se puoi aggiustarti le vesti
farti un segno di croce.
Troppo tardi queste cose per impararle,
e che diranno le tue vicine,
morire una morte così
da scomunicati.
Eppure anche Nostro Signore
qualche donna l’ha avuta sotto la croce.
Oh Madre dei Sette Dolori
morire una morte così
tutta diversa.
Ma non vorresti sbagliare.
Con un dito tremante
sfiori la manica del graduato,
che per favore scusi
che cosa bisogna fare.
– Tu niente. Soltanto morire, –
ride il casco d’acciaio.
E ride il plotone allineato.

Luigina Comotto, settantenne, fucilata per non aver voluto rivelare nulla sugli attentatori del prefetto repubblichino di Savona.
“Sono vecchia – disse da ultimo –e non servo più a niente.
Invece i giovani che cercate servono a qualcosa, e non sarò io
a darveli. Fate quel che volete”
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Informazioni su toscano

Io Nato Io fui nel secolo passato, circa ventinovemilacinquecentosettantacinque giorni o giù di li Città tu se’ la Venere Firenze Patria dell’Allighier, salve, e mia Patria Allor che a salutar venni col pianto La valle de lo giglio, ed alla vita De ‘l sole i raggi ailluminar lo mondo

Pubblicato il 13 ottobre 2015, in Le Poesie con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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