Bartolo Cattafi – Autocondanna

Bartolo Cattafi

Autocondanna

Non fummo né abili né attenti,

non vedemmo le cose, c’era buio.

Comparve un esile barbaglio,

era il filo di fiamma d’una torcia

o d’altro dramma che riguarda l’uomo.

Le cose cominciavano a chiarirsi.

Chiedemmo arnesi d’emergenza,

sedia, benda, un gruppo di fucili

repentini.

Alle spalle, che importa, ciò che conta

è la porta d’uscita per salvare

l’unica cosa amata, a lungo amata,

trafugandola al mondo, alla chiarezza.

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Informazioni su toscano

Io Nato Io fui nel secolo passato, circa ventinovemilacinquecentosettantacinque giorni o giù di li Città tu se’ la Venere Firenze Patria dell’Allighier, salve, e mia Patria Allor che a salutar venni col pianto La valle de lo giglio, ed alla vita De ‘l sole i raggi ailluminar lo mondo

Pubblicato il 20 ottobre 2015, in Le Poesie con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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