Testimonianze – Gabriella Di Tante

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Testimonianze
Gabriella Di Tante
Ho fatto tre anni di scuola sotto il regime fascista, vestita come le altre da piccola italiana`, poi la scuola chiuse al passaggio della guerra perché venne occupata da sfollati di Livorno che erano vitti­me di un tremendo bombardamento.
Avevo 10 anni, ma il passaggio della guerra me lo ricordo benissi­mo perché fu un mese di terrore. C’era un continuo cannoneggiare e la gente fu sfollata diverse volte, prima verso Quaracchi e Petriolo, poi anche a Peretola. Gente che si spostava continuamente con mez­zi rudimentali di allora e si portava le cose più necessarie, le materas­se, qualcosa da mangiare, un po’cli risparmi, l’oro. Poi mi ricordo che in alcune case c’erano delle stanze vuote che venivano murate con dentro le cose come la macchina da cucire, il corredo della ragazza, qualche oggetto prezioso della famiglia. Mi ricordo che noi si aveva accanto la Nella, l’ostetrica di Brozzi. Lei aveva una di queste stanze e anche noi si portò tutta questa roba e anche in tante altre case face­vano così; poi si andò tutti a Peretola.
Mi ricordo il terrore dei rastrellamenti dei tedeschi: i miei cugini erano tutti militari di leva ma anche mio padre, che era già vecchio per fare il militare, era terrorizzato e ogni volta, prima di uscire di casa, anche per andare a prendere una boccata d’aria, era agosto e faceva caldo, ci facevano andare noi sulla porta per vedere se passavano i tedeschi e se c’erano loro scappavano nei campi. C’erano anche dei segnali, se per esempio si chiamava a voce alta "ALDA" voleva dire che c’erano i tedeschi. Poi quando ci fu lo sfollamento per andare a Peretola , gli uomini furono costretti a uscire tutti allo scoperto. Mi ricordo che mio padre mi mise sopra un barroccio con delle mate­rasse, e mi disse, siccome ero macilenta: "Se si avvicinano i tedeschi mi raccomando tossisci, fai finta di essere tisica", perché i tedeschi avevano paura della tisi perché all’epoca si moriva.
Altro terrore era per le bombe che si sentivano fischiare e poi ca­scavano.
Un’altra cosa che ricordo bene è il ritiro delle truppe tedesche. Era­vamo a Peretola, passavano su due file molto rade, armati di mitra che guardavano in alto se c’erano persone che gli potevano sparare. Noi zitti col fiato sospeso e si diceva: "finirà la guerra!" perché Firen­ze fu liberata I’11 Agosto, e noi il 1° Settembre; la maggior parte dei morti fu in questo periodo e noi si era arrabbiatissimi, si diceva: "Ma cosa ci vuole agli alleati a venire a liberare anche noi!"

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Informazioni su toscano

Io Nato Io fui nel secolo passato, circa ventinovemilacinquecentosettantacinque giorni o giù di li Città tu se’ la Venere Firenze Patria dell’Allighier, salve, e mia Patria Allor che a salutar venni col pianto La valle de lo giglio, ed alla vita De ‘l sole i raggi ailluminar lo mondo

Pubblicato il 17 novembre 2015, in Avevamo 20 anni, forse meno con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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