Paul Eluard – Novembre 1936

Paul Eluard
Novembre 1936

Guardateli al lavoro i costruttori di macerie

Sono ricchi pazienti neri ordinati idioti

Ma fanno quel che possono per esser soli al mondo

Sono agli orli dell’uomo e lo colmano di sterco 
Piegano fino a terra palazzi senza capo. 

A tutto ci si abitua

Ma a questi uccelli di piombo no

Ma non al loro odio per tutto quel che luccica

Non a lasciarli passare. 

Parlate del cielo e il cielo si vuota

Poco c’importa l’autunno

I nostri padroni hanno pestato i piedi

Noi l’abbiamo dimenticato l’autunno

Dimenticheremo i padroni. 

Città in secca oceano d’una goccia scampata

Di un unico diamante coltivato alla luce

Madrid città fraterna a chi ha patito

Lo spaventoso bene che nega essere esempio

A chi ha patito

L’angoscia indispensabile perché splenda quel bene 

E alla sua verità salga la bocca

Raro alito sorriso come rotta catena

E l’uomo liberato dal suo passato assurdo

Levi innanzi ai fratelli un volto uguale 
E alla ragione dia vagabonde ali.

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Informazioni su toscano

Io Nato Io fui nel secolo passato, circa ventinovemilacinquecentosettantacinque giorni o giù di li Città tu se’ la Venere Firenze Patria dell’Allighier, salve, e mia Patria Allor che a salutar venni col pianto La valle de lo giglio, ed alla vita De ‘l sole i raggi ailluminar lo mondo

Pubblicato il 8 dicembre 2015, in Poesie di Libertà con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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