Daniel Kempin; Mordecai Gebirtig Brucia, fratelli! Brucia!

27 GENNAIO

Daniel Kempin; Mordecai Gebirtig

"Undzer shtetl brent!"

Brucia, fratelli! Brucia!
Oh, il nostro povero villaggio, fratelli, brucia!
Venti malvagi, gonfi di rabbia,
rabbia e devastazione, sfacelo e distruzione;
Più forte adesso quelle fiamme selvagge crescono –
Tutto, intorno a noi, adesso brucia!
E tu stai lì, a guardare
le braccia incrociate e inutili
E tu stai lì a guardare –
Mentre il nostro villaggio brucia!

Brucia, fratelli! Brucia!
Oh, il nostro povero villaggio, fratelli, brucia!
Presto le lingue di fuoco rabbiose
avranno consumato ogni casa, completamente,
Mentre il vento selvaggio soffia e ulula! –
Tutta la città è in fiamme!
E tu stai lì, a guardare
le braccia incrociate e inutili
E tu stai lì a guardare –
Mentre il nostro villaggio brucia!

Brucia, fratelli! La nostra città brucia!
Oh! Dio non voglia che il momento venga,
Che la nostra città, insieme a noi,
Sia ridotta in cenere e fumo,
Lasciando, quando il massacro sarà terminato
Solo mura carbonizzate e vuote!
E tu stai lì, a guardare
le braccia incrociate e inutili
E tu stai lì a guardare –
Mentre il nostro villaggio brucia!

Brucia, fratelli! La nostra città brucia!
E la nostra salvezza è nelle vostre mani.
Se la vostra città vi è cara
Afferrate i secchi, domate gli incendi!
Fate vedere che sapete farlo!
Non state lì, fratelli, a guardare
Le braccia incrociate e inutili,
Non state lì, fratelli, domate il fuoco! –
Il nostro povero villaggio brucia!

Mordecai Gebirtig, nato a Cracovia (Polonia) nel 1877, scriveva poesie e canzoni in Yiddish. Nel 1936 scrisse "Undzer shtetl brent!" dopo un pogrom che aveva avuto luogo nella città polacca di Przytyk. Durante la guerra, la canzone divenne molto popolare nel ghetto di Cracovia e ispirò molti giovani a prendere le armi contro i Nazisti. Oltre a venir cantata in molti altri ghetti e nei campi di concentramento, questa canzone venne anche tradotta in polacco e in molte altre lingue. Gebirtig venne ucciso nel giugno del 1942 durante un rastrellamento nel ghetto di Cracovia.

Tratto da

OLOKAUSTOS – Storia dell' Olocausto dal 1933 al 1945

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Informazioni su toscano

Io Nato Io fui nel secolo passato, circa ventinovemilacinquecentosettantacinque giorni o giù di li Città tu se’ la Venere Firenze Patria dell’Allighier, salve, e mia Patria Allor che a salutar venni col pianto La valle de lo giglio, ed alla vita De ‘l sole i raggi ailluminar lo mondo

Pubblicato il 28 gennaio 2016, in 27 Gennaio 1945 con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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