Don Camillo De Piaz

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Per la Libertà
Nel nome di Dio

Don Camillo De Piaz
Nato a Madonna di Tirano (Sondrio) il 24 febbraio 1918, deceduto a Sondrio il 31 gennaio 2010,
Frate partigiano.
I suoi funerali sono stati celebrati martedì 2 febbraio 2010 nella Basilica della Beata Vergine di Tirano dove abitava dal 1957 quando, su pressione del Sant’Uffizio, fu costretto a ritirarsi perché considerato "scomodo" a causa delle sue simpatie marxiste e del suo dialogo con i comunisti. Frate dell’Ordine dei Servi di Maria, era stato ordinato sacerdote a Vicenza nel 1941. Dal 1943 al 1945 aveva partecipato alla Resistenza, dedicandosi soprattutto all’assistenza dei perseguitati dai fascisti e alle loro famiglie e lavorando per l’uscita del giornale clandestino L’uomo. Tra gli animatori, in quegli anni, del "Fronte della Gioventù" (il movimento unitario antifascista, in cui confluivano giovani cattolici, comunisti e di altre formazioni politiche), nel dopoguerra don De Piaz ha svolto, con padre David Maria Turoldo, una importantissima attività culturale attraverso le iniziative della "Corsia dei Servi" e la produzione letteraria, sino a che nel 1996, per una ischemia cerebrale, non fu più in grado di leggere e di scrivere. Nel 2009 a don Camillo De Piaz, il Comune di Tirano aveva consegnato un diploma di "benemerenza civica". Negli anni il frate partigiano aveva presieduto Centri culturali nazionali e internazionali e importanti concorsi letterari. Nel 1973, Enrico Berlinguer gli aveva consegnato a Milano il "Premio Eugenio Curiel" con questa motivazione: "Sacerdote, militante antifascista, compagno di lotta di Curiel, ha saputo unire nel fuoco della Resistenza e nell’impegno civile dalla Liberazione ad oggi le aspirazioni convergenti di libertà e di progresso del popolo italiano espresse da componenti ideali diverse".

Tratto da,
Religiosi nella Resistenza

http://www.anpi.it/

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Informazioni su toscano

Io Nato Io fui nel secolo passato, circa ventinovemilacinquecentosettantacinque giorni o giù di li Città tu se’ la Venere Firenze Patria dell’Allighier, salve, e mia Patria Allor che a salutar venni col pianto La valle de lo giglio, ed alla vita De ‘l sole i raggi ailluminar lo mondo

Pubblicato il 25 febbraio 2016, in Per la Libertà nel nome di Dio con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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