Don Giovanni Fornasini

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Per la Libertà
Nel nome di Dio

Don Giovanni Fornasini
 Nato a Pianaccio di Lizzano in Belvedere (Bologna) il 23 febbraio 1915, ucciso il 13 ottobre 1944 a San Martino di Caprara (Bologna), sacerdote,
Medaglia d’Oro al valor militare alla memoria.

Parroco di Sperticano, piccola parrocchia della zona di Marzabotto, don Fornasini (che era stato ordinato sacerdote nel 1942), aveva fatto suonare le campane a festa quando, il 25 luglio 1943, Mussolini era stato destituito. Il giovane sacerdote fu vicino ai partigiani della Brigata "Stella Rossa" e, durante l’occupazione, difese la popolazione inerme dalle angherie dei nazisti. Con i suoi coraggiosi interventi, don Fornasini salvò la vita a molti dei suoi parrocchiani. Sfuggito ai primi eccidi, continuò audacemente la sua missione. Mentre dava sepoltura (vietata dai nazisti), ai morti di Casaglia di Caprara, don Fornasini affrontò un ufficiale tedesco, accusandolo apertamente dei delitti compiuti nella zona di Marzabotto; il sacerdote fu immediatamente abbattuto. La massima decorazione al valor militare gli è stata concessa con questa motivazione: "Nella sua parrocchia di Sperticano, dove gli uomini validi tutti combattevano sui monti per la libertà della Patria, fu luminoso esempio di cristiana carità. Pastore di vecchi, di madri, di spose, di bambini innocenti, più volte fece loro scudo della propria persona contro efferati massacri condotti dalle SS. germaniche, molte vite sottraendo all’eccidio e tutti incoraggiando, combattenti e famiglie, ad eroica resistenza. Arrestato e miracolosamente sfuggito a morte, subito riprese arditamente il suo posto di pastore e di soldato, prima tra le rovine e le stragi della sua Sperticano distrutta, poi a San Martino di Caprara dove, pure, si era abbattuta la furia del nemico. Voce della Fede e della Patria, osava rinfacciare fieramente al tedesco l’inumana strage di tanti deboli ed innocenti, richiamando anche su di sé le barbarie dell’invasore e venendo a sua volta abbattuto, lui Pastore, sopra il gregge che, con estremo coraggio, sempre aveva protetto e guidato con la pietà e con l’esempio". Il 18 ottobre 1998, il cardinale Biffi aprì a Marzabotto il processo canonico per la beatificazione di don Fornasini e di altri due sacerdoti (Ferdinando Casagrande e Ubaldo Marchioni), considerati i "martiri di Monte Sole". Postulatore, il prof. Alessandro Albertazzi. A don Giovanni Fornasini, ricordato anche come "l’angelo di Marzabotto", sono state intitolate la Scuola elementare di Porretta Terme e una via di Bologna. Un cippo lo ricorda nel cimitero di San Martino di Caprara, con altri quattro parroci della zona assassinati dalle SS.

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Informazioni su toscano

Io Nato Io fui nel secolo passato, circa ventinovemilacinquecentosettantacinque giorni o giù di li Città tu se’ la Venere Firenze Patria dell’Allighier, salve, e mia Patria Allor che a salutar venni col pianto La valle de lo giglio, ed alla vita De ‘l sole i raggi ailluminar lo mondo

Pubblicato il 10 marzo 2016, in Per la Libertà nel nome di Dio con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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