Franco Loi – Piazzale Loreto 1944

Piazzale Loreto 1944:
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Franco Loi

Piazza Loreto, dominata dal Titanus
tu, aperta,
come una mano dalla pelle morta
sembri voler toccare la gente che passa,
e là, presso la staccionata sconnessa
sotto la colla dei manifesti stracciati,
è là che ridono, la, che la gente sorda
stringe le gambe e vorrebbe gridare.
Gente che pensa in silenzio che si smangia dentro,
che mette le radici ai piedi, come quei tremolii
che, presso al letame, si diramano verso la luce
e sotto la corteccia passa la formica
che è il terrore e la rabbia e lo sbalordimento.
E li, ben lavati, con la barba rasata,
seduti sulle casse di legno, o, come i più impudenti,
attaccati alla staccionata, che sembrano accarezzare
teneramente gli sten,
o che tra il ridere e il parlare, annusano crescere gli odi
gli occhi lividi delle camicie nere
uno fuma, un altro piscia, un terzo sputa,
e un delinquente, col suo modo di fare pieno di merda
con le mani rosate sui fianchi cerca gli occhi che
gli si negano…
O gente milanese,
voi, gente laboriosa,
in mezzo a noi una povera donna scoppia a piangere,
ed è una febbre che trema per la piazza
e fa smagrire le facce che stringono i denti a testa bassa.
Ehi tu…!…si tu!… che vuoi?
Manca qualcosa?
Io…?
Si, tu,
e un teppista col mitra puttana
afferra per un braccio quella che piange.
Io signore…?.
Tira su la testa!
e lentamente,
come ride una baldracca, gli occhi bianchicci
sbavano negli occhi che l’amore fa morire
poi, calmo, tira secco uno sputo
tra i piedi nella polvere, e graffia come una lama
l’occhiata storta tra quegli uomini scorticati, [….

Loi è stato testimone di quanto avvenne in piazza Loreto il 10 agosto 1944 dove furono fucilati per rappresaglia dalle Brigate Nere, 15 partigiani e i loro cadaveri lasciati sul marciapiede.
Così avrebbe raccontato il poeta molti anni dopo: "C’erano molti corpi gettati sul marciapiede, contro lo steccato, qualche manifesto di teatro, la Gazzetta del Sorriso, cartelli , banditi! Banditi catturati con le armi in pugno! Attorno la gente muta, il sole caldo. Quando arrivai a vederli fu come una vertigine: scarpe, mani, braccia, calze sporche.(….) ai miei occhi di bambino era una cosa inaudita: uomini gettati sul marciapiede come spazzatura e altri uomini, giovani vestiti di nero, che sembravano fare. la guardia armati!"
Personalmente avrei voluto che la piazza venisse ricordata solo per questo atto di barbarie fascista, i morti Partigiani non meritavano la contaminazione con i loro assassini.
Ma così gli uomini hanno voluto.
A volte la passione e l’odio non sono buoni consiglieri, la scelta che fu fatta ha lasciato un brutto ricordo, perchè "la violenza sporca chi la usa", ma anche in questo caso la colpa è di chi per primo l’ha usata.

 

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Informazioni su toscano

Io Nato Io fui nel secolo passato, circa ventinovemilacinquecentosettantacinque giorni o giù di li Città tu se’ la Venere Firenze Patria dell’Allighier, salve, e mia Patria Allor che a salutar venni col pianto La valle de lo giglio, ed alla vita De ‘l sole i raggi ailluminar lo mondo

Pubblicato il 18 aprile 2016, in Le Poesie con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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