Emilio Parisotto – Palestina

Emilio Parisotto

Palestina

Palestina, sui tetti fucilati stagna l’ombra dei corvi.
Hanno intinto il rostro nel tuo sangue Palestina,
ma non lo beve l’ulivo che tende al mezzodì le radici divelte,
non il grano vinto dai cingoli,
non la cenere dei morti dissepolti,
non il cedro dilaniato dal ferro.

Hanno steso filo spinato sulle tue ossa, Palestina,
hanno versato asfalto sulla polvere dei tuoi templi,
hanno colato piombo nelle ferite di Ismaele.
Dove sono i tuoi aedi, Palestina?
Chi canterà l’urlo delle pietre divise?
Chi dirà il furore del sasso nella mano spezzata di tuo figlio?
Orfano bela al deserto l’agnello, e cerca la fonte predata.
Lontano, sulla soglia della tenda, la vecchia fila il suo lamento perpetuo:

Gerusalemme, Gerusalemme…

Bruciavano i morti, ad Auschwitz, e il mondo tacque.
Bruciano i vivi, a Gaza, e il mondo tace.
Tu paghi ancora per Auschwitz, Palestina.
E non c’eri.

Chi c’era pagherà per Gaza?

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Informazioni su toscano

Io Nato Io fui nel secolo passato, circa ventinovemilacinquecentosettantacinque giorni o giù di li Città tu se’ la Venere Firenze Patria dell’Allighier, salve, e mia Patria Allor che a salutar venni col pianto La valle de lo giglio, ed alla vita De ‘l sole i raggi ailluminar lo mondo

Pubblicato il 23 maggio 2016, in Poesie di Libertà con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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