Anonimo – Uno che gli fu amico Pancio

Anonimo
Uno che gli fu amico

Pancio
Berretto alla spagnola, riccioli fuggenti
Un viso un poco altero, occhi sempre ardenti
Noi ti ricordiamo sempre più:
Pancio, dove sei tu?
Piangemmo un dì l’amara tua sorte
Quel tenebroso dì della tua morte
Fu un terribil destino e nulla più
Pancio, cosa fai tu?
Sarà per sempre a noi il tuo bel volto
E non lo vedemmo più nemmen da morto
Or non ti avremo più quassù
Pancio, perchè non torni più?
La giovinezza tua che il sol cercava
Che libertà e vita un dì sognava
Tace muta ora quaggiù
Pancio, perché non senti più?
All’ombra di un cipresso ti nascondi
E al richiamo nostro più non rispondi
E una voce che t’invoca di lassù
Pancio, perché non rispondi più?
Ma libertà e vita presto avremo
Perché il nemico nostro fugheremo
A guidarci sarai proprio tu
O nostro amato Pancio di lassù.
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Informazioni su toscano

Io Nato Io fui nel secolo passato, circa ventinovemilacinquecentosettantacinque giorni o giù di li Città tu se’ la Venere Firenze Patria dell’Allighier, salve, e mia Patria Allor che a salutar venni col pianto La valle de lo giglio, ed alla vita De ‘l sole i raggi ailluminar lo mondo

Pubblicato il 30 maggio 2016, in Poesie di Libertà con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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