La Resistenza dei militari italiani in Provenza

La Resistenza dei militari italiani in Provenza

La Provenza era stata occupata dalle truppe italiane nel giugno 1940 dopo la resa senza condizioni della Francia. Le unità erano quelle della IV armata, costituite da nove Divisioni di cui tre costiere per complessivi 100.000 uomini. La notizia dell’armistizio le colse però nel momento peggiore, in quanto alcune erano in fase di trasferimento per rientrare in Italia e altre si trovavano già oltre il confine. Al loro seguito marciava un notevole numero di famiglie ebree che cercava scampo alla cattura da parte nazista.
Il generale Mario Vercellino, comandante della IV armata, aveva ricevuto la "Memoria 44" e sapeva di doversi opporre al transito dei tedeschi o a loro eventuali azioni di forza, e aveva dato gli ordini relativi. Ma le colonne motorizzate tedesche, occupando i valichi alpini, i porti, i nodi stradali e ferroviari precedevano sistematicamente le nostre unità in lenta marcia di ripiegamento a piedi.
In quella disperata situazione l’ordine di Badoglio di opporsi contro chiunque, anche se giunto troppo tardi, provocò numerosi episodi di resistenza: a Grenoble, a Chambery, al Moncenisio, al Col di Tenda, alla Stazione di Nizza, a Mentone.
Il 12 settembre il generale Vercellino, considerati inutili i tentativi di opporsi che avrebbero potuto provocare rappresaglie o danno alla popolazione civile, proclamò lo scioglimento della sua armata. Il proclama lasciava in balia di se stessi decine di miglia di uomini. Per molti di questi si aprì la via del ritorno a casa, per molti altri che si trovavano ancora in territorio francese si offrì invece l’opportunità di passare con la resistenza del Maquis.
Alcune migliaia di quei militari, che erano giunti in Italia sfuggendo alla cattura tedesca, ripararono sulle montagne piemontesi dove costituirono i primi nuclei armati partigiani portandovi la loro esperienza di guerra.

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Io Nato Io fui nel secolo passato, circa ventinovemilacinquecentosettantacinque giorni o giù di li Città tu se’ la Venere Firenze Patria dell’Allighier, salve, e mia Patria Allor che a salutar venni col pianto La valle de lo giglio, ed alla vita De ‘l sole i raggi ailluminar lo mondo

Pubblicato il 9 luglio 2016, in La Resistenza dei militari con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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