La Resistenza dei militari italiani a Dubrovnik

La Resistenza dei militari italiani a Dubrovnik

L’8 settembre 1943 a Dubrovnik (Ragusa) stazionava un forte presidio della Divisione Marche che si oppose all’avanzata della divisione SS Prinz Eugen, che puntava all’occupazione del porto. Il 10 settembre i tedeschi riuscirono a entrare in città, mentre gli italiani stavano nei fortini situati sulle alture circostanti. Nella notte del 12 settembre i tedeschi fecero prigioniero il generale Giuseppe Amico, comandante della piazza, e chiesero il disarmo del presidio. Indignati per l’arresto proditorio del loro generale, i soldati si mossero dalle caserme per avviare furiosi combattimenti lungo i camminamenti della città fortificata. Lo stesso vicecomandante della divisione Prinz Eugen venne ferito in quegli scontri. Non ci fu purtroppo la sperata insurrezione della popolazione e la resistenza italiana venne alla fine sopraffatta. Il generale Amico, nuovamente catturato, fu portato fuori città e ucciso a tradimento da un sicario dei tedeschi. La città ha dedicato una via ai soldati italiani che combatterono per la sua liberazione.

La Resistenza dei militari italiani a Belgrado

I superstiti della difesa di Spalato continuarono a combattere e nacquero così prima il Battaglione Garibaldi, subito accolto nelle fila della I Brigata proletaria iugoslava, e poi il Battaglione Matteotti, costituito grazie al moltiplicarsi dei militari che avevamo scelto di combattere i tedeschi. Per ben tre volte i due battaglioni Garibaldi e Matteotti, le maggiori formazioni italiane in Bosnia, rischiarono di essere annientati dalle offensive tedesche a largo raggio e di lunga durata e tuttavia ressero alle più dure prove meritando l’elogio di Tito e frequenti citazioni nei bollettini di Radio Londra. I due battaglioni parteciparono anche alla conquista di Belgrado, città alla cui tenuta i tedeschi attribuivano un’enorme importanza morale e strategica. La sede del Teatro Nazionale della città fu liberata il 19 ottobre dal Battaglione Garibaldi, dopo tre giorni di violenti scontri con i tedeschi. A Belgrado venne decisa anche la costituzione della Brigata d’assalto Italia, grazie alla fusione dei due battaglioni Garibaldi e Matteotti con altri tre composti da centinaia di italiani liberati dalla prigionia; una brigata forte di 4.000 uomini che nel maggio 1945 ritornò in patria con il nome di Divisione Italia.

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Io Nato Io fui nel secolo passato, circa ventinovemilacinquecentosettantacinque giorni o giù di li Città tu se’ la Venere Firenze Patria dell’Allighier, salve, e mia Patria Allor che a salutar venni col pianto La valle de lo giglio, ed alla vita De ‘l sole i raggi ailluminar lo mondo

Pubblicato il 19 luglio 2016, in La Resistenza dei militari con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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