Anonimo – 25 dicembre 1944

Anonimo
25 dicembre 1944

Quieta è la notte e un palpito di stelle
interroga la terra insanguinata.
E’ Natale dovunque. Anche il Ribelle
che tiene la montagna desolata
pensa alla mamma sua, alle sorelle,
al papà e alla dolce fidanzata
e prega loro mille cose belle.
Vegliano nella casa abbandonata,
veglian gli armati con i cuori pronti
in attesa dell’angelo di pace.
Nelle baite si fermano i racconti,
si ravvivano i fuochi sulla brace.
Anche sui dorsi dei nevosi monti
nasce il Bambino. Tutto il mondo tace.
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Io Nato Io fui nel secolo passato, circa ventinovemilacinquecentosettantacinque giorni o giù di li Città tu se’ la Venere Firenze Patria dell’Allighier, salve, e mia Patria Allor che a salutar venni col pianto La valle de lo giglio, ed alla vita De ‘l sole i raggi ailluminar lo mondo

Pubblicato il 1 agosto 2016, in Le Poesie con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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