Ho Chi Minh – Diario del carcere V°

Ho Chi Minh
Da Diario del carcere

Gli scacchi
Per occupare il tempo,
ci si allena agli scacchi.
Pedoni e cavalieri
s’affrontan di continuo.
Ripiegare in un attimo,
attaccare in un attimo:
piede veloce cervello pronto
avanzano e vincono.
Larghezza di vedute,
e cura del dettaglio!
Premere senza tregua,
risoluto e tenace.
A che servon le torri
se sei stato accerchiato?
Può vincere la partita
una pedina audace.
L’equilibrio iniziale
rende incerto lo sbocco;
ma la vittoria infine
da una parte si piega.
Prepara bene i colpi,
tieni i piani segreti
forse in te c’è la stoffa
di un grande condottiero.
*
Nostalgia
Da una a cella,
Ad un tratto,
sale un’aria nostalgica
la nota divien gemito,
la cadenza singhiozzo.
Dolore di vedersi
oltre i monti e le valli!
Su di una soglia,
un’ombra attende pensierosa.
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Informazioni su toscano

Io Nato Io fui nel secolo passato, circa ventinovemilacinquecentosettantacinque giorni o giù di li Città tu se’ la Venere Firenze Patria dell’Allighier, salve, e mia Patria Allor che a salutar venni col pianto La valle de lo giglio, ed alla vita De ‘l sole i raggi ailluminar lo mondo

Pubblicato il 29 agosto 2016, in Ho Chi Min - Diario dal Carcere con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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