Antonio García Luque (Rafael Albertí) Il moro fuggiasco

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Antonio García Luque
(Rafael Albertí)

Il moro fuggiasco

Mattino di Peguerinos,
con l’Escorial sullo sfondo.
Latra la mitragliatrice.
Escono, simili a tronchi,
in mezzo ai tronchi, gli uomini:
sono spagnoli e mori.
Là in basso San Rafael
li assiste. Escono, torvi,
"regolari" di Larache
mandati contro di noi
da ufficiali del delitto
che si dicono cattolici.
Busta Ben Alí Mohamed,
barba nera, neri occhi,
nero, dai suoi avamposti
tutto cauto si distacca.
E fra l’erba strisciando
dice, rizzandosi a un tratto,
il pugno in alto, tranquillo,
dìnanzi ai fucili, solo:
" lo essere rosso, compagni.
Non tirate: essere rosso."
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Informazioni su toscano

Io Nato Io fui nel secolo passato, circa ventinovemilacinquecentosettantacinque giorni o giù di li Città tu se’ la Venere Firenze Patria dell’Allighier, salve, e mia Patria Allor che a salutar venni col pianto La valle de lo giglio, ed alla vita De ‘l sole i raggi ailluminar lo mondo

Pubblicato il 23 novembre 2016, in Spagna 1936 - 1939 Poesie con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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