Joyce Salvadori Lussu – Il primo sole

Joyce Salvadori Lussu
Il primo sole

Questo primo sole, tra i rami esili
dei faggi spogli,
ha già un tepore di primavera, un odore
vivo, di foglie cadute che diventan terriccio,
di radici avide, di germogli.
Figlio, come diversa, per me, questa da tutte le altre primavere.
Mai avevo saputo il profumo del primo raggio fecondo.
Il mondo, per me, era la nostra casa
e l’odore del focolare e del bucato
e del lardo appeso sotto la cappa del camino
e del fiore reciso che langue nell’acqua torbida
e del lumino
davanti al Sacro Cuore di Gesù.
E tu, figlio, coi tuoi capelli odorosi di vita,
serravi le finestre
perché il profumo angusto e dolce del focolare non si sperdesse.
E quando quella sera vennero a prenderti, rimasi smarrita
per lo stupore: “Che cosa ha fatto?”.
E tu esitavi, e mi guardavi, distratto
dal mio dolore.
“Non è nulla, mamma. È un errore.
Torno subito”.
Allora, perché indugiavi, il tedesco ti percosse. Ed io piansi.
“Ma ha sedici anni, signore!
Che può aver fatto?”
Oh quante cose avevi fatto, figlio,
oltre le finestre chiuse!
È tiepido, questo sole. Asciuga le foglie di faggio, che crepitano
sotto il passo guardingo dei compagni:
le armi sono cariche.
Scenderanno tra poco.
E quando più tardi (io attizzavo il fuoco
e cuocevo la “uppa per te, figlio; non era possibile
che tu non tornassi, subito)
quando più tardi vennero a dirmi: è Tuo figlio è tra i morti
sulla piazza, in paese”, io non capivo ancora.
E aggiunsi legna nel focolare
come se tu dovessi tornare,
figlio. E misi il mantello e i guanti di lana
e presi la borsa, per scendere nel paese;
e mi avviai fuori dell’uscio, nella tramontana
fredda, col mio stupore senza fine.
Quando appoggiai il tuo capo pesante sul mio braccio
i tuoi capelli sapevano di sangue e di terra.
Come queste foglie morte di faggio
molli ai germogli nuovi di primavera.

Note
Questa struggente lirica di Joyce Salvadori Lussu, partigiana e poetessa italiana, medaglia d’argento al valor militare, capitano nelle brigate Giustizia e Libertà, è stata scelta da Primo de Lazzari per introdurre il suo volume
Ragazzi della Resistenza
, Teti Editore – Milano, 2008
Annunci

Informazioni su toscano

Io Nato Io fui nel secolo passato, circa ventinovemilacinquecentosettantacinque giorni o giù di li Città tu se’ la Venere Firenze Patria dell’Allighier, salve, e mia Patria Allor che a salutar venni col pianto La valle de lo giglio, ed alla vita De ‘l sole i raggi ailluminar lo mondo

Pubblicato il 21 dicembre 2016, in Le Poesie con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: