Ho Chi Minh – Diario dal carcere – Sera d’autunno

Ho Chi Minh
Diario dal carcere

Sera d’autunno

Sono le dieci. L’Orsa Maggiore
sfiora le vette.
E’ autunno. Un grillo canta
la sua allegria.
Che importa al prigioniero
l’autunno coi suoi canti?
Solo un canto lo tocca:
riaver la libertà.
L’anno scorso
ero libero
in quest’inizio di autunno
l’autunno mi ritrova
quest’anno
qui in prigione.
Son forse meno utile
al mio popolo amato?
Quest’autunno equivale
io credo
all’altro autunno.

La luce
Entrando in carcere,
si paga la luce
in moneta Kuang Si;
ciascuno sei centesimi.
In questo luogo di tenebre
la luce del giorno ha il suo prezzo.

Vecchia Cina

Il capo della prigione
gioca tutto il giorno
ìl capo dei custodi
deruba i prigionieri
il funzionario capo
prepara i documenti
nulla cambia a Laì Pin:
c’è la pace imperiale.
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Informazioni su toscano

Io Nato Io fui nel secolo passato, circa ventinovemilacinquecentosettantacinque giorni o giù di li Città tu se’ la Venere Firenze Patria dell’Allighier, salve, e mia Patria Allor che a salutar venni col pianto La valle de lo giglio, ed alla vita De ‘l sole i raggi ailluminar lo mondo

Pubblicato il 12 gennaio 2017, in Ho Chi Min - Diario dal Carcere con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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