Giuseppe Bartoli – Noi che cademmo

Giuseppe Bartoli

Noi che cademmo

Fummo una zolla qualunque 
al taglio del vecchio aratro 
che il nuovo trattore ferisce 
impianto, sudore e lavoro 
Ora ascoltiamo i sospiri 
di neri e snelli cipressi 
dipinti da soffi di sole 
in chicchi di riso azzurrino 
che l’acre piovasco flagella 
Viviamo in bellezze di morte 
fra pioppi inclinati sul rio 
E siamo la gialla pannocchia 
che nutre la fame del povero 
che accende la fede nell’uomo 
Siamo promessa di pace 
che tesse tovaglie d’altare 
e bianchi lini di sposa 
per alta promessa di vita 
……………………………………. 
noi che cademmo a vent’anni 
nel sogno sublime dei liberi.

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Informazioni su toscano

Io Nato Io fui nel secolo passato, circa ventinovemilacinquecentosettantacinque giorni o giù di li Città tu se’ la Venere Firenze Patria dell’Allighier, salve, e mia Patria Allor che a salutar venni col pianto La valle de lo giglio, ed alla vita De ‘l sole i raggi ailluminar lo mondo

Pubblicato il 17 gennaio 2017, in Le Poesie con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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