Sobibor – Lager tedeschi

Sobibor
Costituzione: marzo 1942

Ubicazione: a nord-est di Lublino

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La data esatta della costituzione di questo campo non è certa, ma si sa che esso entrò in funzione il 16 maggio 1942 ospitando i primi convogli di ebrei. Questo campo fu eretto con lo scopo precipuo di sterminare gli ebrei rastrellati in Polonia e, più tardi, in Austria, Francia, Olanda e Cecoslovacchia. Fu costruito a regola d’arte da quell’Einsatzgruppe Reinhard che aveva già dato prova di capacità e di competenza in simili imprese.
Il campo era suddiviso in tre sezioni, una delle quali adibita a laboratori (calzoleria, sartoria, panificio ecc.) che producevano quanto era richiesto dalla guarnigione di sorveglianza, in gran parte formata da elementi ucraini aderenti al nazismo. Un’altra comprendeva i baraccamenti, un’altra ancora le installazioni del massacro: il magazzino nel quale avveniva il taglio dei capelli, la camera a gas vera e propria, il crematorio.
A Sobibor furono soppresse almeno 250.000 persone, principalmente ebrei. Ma questo numero è certamente inferiore alla realtà, dato che molto spesso interi convogli passavano alla gassatura, così come avvenne nell’agosto 1943 quando di un gruppo di 600 ufficiali russi che entrarono nel campo ne sopravvissero solo 80. Tutti gli altri furono immediatamente soppressi ed i loro resti bruciati.
Il 14 ottobre 1943 trecento deportati, guidati da un ufficiale russo, Alexandrei Petchorski, s’impossessarono delle armi delle guardie, dopo averle sopraffatte, ed evasero dal campo. Una gran parte fu ripresa durante la fuga, ma una quarantina riuscì a mettersi in salvo, raggiungendo le unità partigiane che operavano nella zona. Questi furono i testimoni dei misfatti di Sobibor.
Dopo la rivolta il campo fu sgombrato e distrutto dalle stesse SS. Oramai non resta più nulla di quello che fu uno dei più efficienti impianti di soppressione collettiva.
Nel bosco dove, una volta, venivano bruciati i cadaveri che il crematorio non riusciva a smaltire, un grande tumulo di ceneri umane e di terra intrisa di sangue ricorda l’efferatezza di quel luogo ed il martirio delle vittime.

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Tratto da
ANED – Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti
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Informazioni su toscano

Io Nato Io fui nel secolo passato, circa ventinovemilacinquecentosettantacinque giorni o giù di li Città tu se’ la Venere Firenze Patria dell’Allighier, salve, e mia Patria Allor che a salutar venni col pianto La valle de lo giglio, ed alla vita De ‘l sole i raggi ailluminar lo mondo

Pubblicato il 1 marzo 2017, in I Lager Tedeschi con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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