Teresa Vergalli – La Resistenza di Annuska

La Resistenza di Annuska: "Insegnai alle altre staffette i diritti delle donne"


Annuska – questo il suo nome di battaglia, questo il nome dello spettacolo tratto dal suo libro, ‘Storie di una staffetta partigiana’ – ha uno sguardo lucido sull’Italia di oggi. Ma la memoria è fatta anche di ricordi e di storie, perché la Resistenza non è calata dall’alto, è salita dal basso. E’ un mosaico composto di esperienze, impossibile da sintetizzare, ma che si può solo preservare e rilanciare.
Teresa Vergalli viene da una famiglia di antifascisti, il padre passò sette mesi in carcere nel 1933, amnistiato nel decennale del regime. Il dopo l’8 settembre 1943, studentessa di 16 anni, si trovò al centro dell’attività antifascista del padre. Che però era netto: "Non mi voleva nella Resistenza, voleva che continuassi a studiare". Poi un bombardamento alleato distrusse la sua scuola, a inizio 1944, e lì lei si impose: "Gli dissi, non posso più andare a scuola, ora vi dò una mano".
Annuska quell’inverno organizzò le staffette di Bibbiano, la sua città, e della zona intorno, come Montecchio e Cavriago. Con il passaparola, sceglieva le staffette e accompagnava i partigiani che dovevano raggiungere l’Appennino. "Quelle strade le conoscevo benissimo, e mio padre mi portava e mi indicava le case accanto a cui si poteva passare e le altre".
Poi anche lei salì
in montagna: "Le ultime settimane era diventato pericoloso rimanere in città, sono dovuta andare anche io". Tornerà giù alla vigilia del 25 aprile, quando i tedeschi se ne erano andati ma gli alleati ancora non si vedevano. "Eravamo a Reggio Emilia, e non arrivavano". Poi fu festa. E i ricordi di quella festa e del come si arrivò a quella festa sono parte della memoria da conservare. Anche se, come ripete Annuska, "non basta".

Tratto da quotidiano

Repubblica

http://www.repubblica.it/

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Informazioni su toscano

Io Nato Io fui nel secolo passato, circa ventinovemilacinquecentosettantacinque giorni o giù di li Città tu se’ la Venere Firenze Patria dell’Allighier, salve, e mia Patria Allor che a salutar venni col pianto La valle de lo giglio, ed alla vita De ‘l sole i raggi ailluminar lo mondo

Pubblicato il 15 marzo 2017, in La Resistenza in Italia con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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