Il partigiano Cif: "Io prigioniero della Rsi, fui graziato da un repubblichino"

Il partigiano Cif: “Io prigioniero della Rsi, fui graziato da un repubblichino
Giunto a Milano l’8 settembre 1943, col ritorno dei fascisti che pretendevano di reclutare i giovani, a Villani sembrò del tutto normale rispondere di no e schierarsi contro. Si collegò subito ad Arturo Capettini, gappista milanese, che gli diede fiducia e lo incaricò di organizzare un gruppo di giovani autonomi e che battezzò “Giovani studenti per la libertà”. Villani si mise in contatto con alcuni giovani e Azione e libertà, divenne amico e collaboratore del giovane Bruno Trentin, oltre che di Leo Valiani. Riesce ad agganciare  alcuni lavoratori dell’Atm in preparazione sciopero del marzo 1944. Il raggruppamento diviene numeroso e fa capo a Sergio Kasman, capo di Giustizia e libertà a Milano, braccio destro di Ferruccio Parri, ucciso il 9 dicembre 1943.Il raggruppamento del quale faceva parte Villani si era spinto ad affiggere manifesti in piazza del Duomo a Milano,  tra febbraio e marzo 1945, ma l’azione andò male. Giuseppe Canevari, un giovane antifascista  di 17 anni venne catturato, condotto nella sede della Muti di via Rovello e ucciso.
Ferruccio Parri e il partigiano Walter de Hoog, di origine olandese, nome di battaglia Tulipano, stretto collaboratore di Parri, vengono arrestati il 2 gennaio 1945 in via Vincenzo Monti 92 dai tedeschi. Per liberarlo, Cif con Edgardo Sogno e Bruno Trentin, si reca al Comando generale della banda repubblichina Carità a Porta Venezia, vestiti tutti e tre da brigatisti neri. Salgono al terzo piano dell’edificio e, mitra spianati, ordinano a tutti di alzare le mani. “Mentre Sogno parlava, uno dei brigatisti seguitava a muoversi. MI avvicinai allungandogli la bocca del mitra tra collo e orecchio. Questo atto di clemenza mi salvò la vita, qualche mse più tardi”. 
Quel viso Villani infatti lo avrebbe rivisto durante la sua carcerazione a Como e fu proprio quel repubblichino graziato, che gli risparmiò la vita. l tentativo fallisce perché Tulipano era già stato fatto salire su un convoglio diretto a Mauthausen.
Villanilucidissimo ricorda anche quando con Trentin viene di nuovo affidato il compito di liberare Parri, che secondo le informazioni sarebbe stato trasportato dall’Albergo Regina all’ospedale militare. Villani e Trentin predispongono l’assedio all’ospedale militare, ma ricevono poi l’ordine dal comando di tornare alle proprie basi. Anche questa operazione sfuma. Una lunga storia di battaglie e di azioni militari, fino al giorno della LiberazioneTratto dal Quotidiano
Repubblica
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Informazioni su toscano

Io Nato Io fui nel secolo passato, circa ventinovemilacinquecentosettantacinque giorni o giù di li Città tu se’ la Venere Firenze Patria dell’Allighier, salve, e mia Patria Allor che a salutar venni col pianto La valle de lo giglio, ed alla vita De ‘l sole i raggi ailluminar lo mondo

Pubblicato il 18 marzo 2017, in Racconti partigiani con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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