Delvisio Deli – Lager Brunnenthal "Arburge"

Delvisio Deli
Lager Brunnenthal "Arburge"
1 settembre 1944

I
Sorge il canto mio come l’Aurora,
Che spunta Febo alle nostre colline.
Lo stesso il canto mio si ristora,
Perché ve bevve l’acque cristalline.
Pronto lo ritrovo a qualunq’ora,
Come si gioca con dama e pedine.
Con la mossa pronta al suo dovello,
Come l’alpino è adatto al suo fardello.
II
È quasi un anno e non mi sembra bello,
Tirar fuori questa mia Musa,
Perché l’ho messa dentro ad un castello,
Come ‘na monachella l’ho rinchiusa.
Chiedo perdono su di questo e quello,
Per primo uso io la mia scusa.
Se manca su di me tale cultura,
Che non adotto la giusta misura.
III
Son prigioniero chiuso dentro le mura,
E là meno una vita tribolata.
Ma su di questo non uso paura,
La musa è la mia vecchia fidanzata.
Voglio mettermi ancora con premura
A far sentire la voce tanto amata.
Come quando io ero ventenne,
Poi grigio-verde la mia vita venne.
IV
Lontano sono io da ogni parente,
Non vedo notizia paesana,
Nemmeno un sacco per dar gusto al dente,
Per mangiare un po’ di roba sana.
Ma dentro il cuore mio tutto è presente,
Un desiderio d’amor sempre brama.
Quello d’aver salute fino in fondo,
Al ciclo operativo furibondo.
V
0 Dio del ciel proteggi tutto il mondo,
Dona la pace, ché l’è molto attesa.
A questi capi fai saldare il conto,
Che han fatto la guerra per pretesa.
Contro di loro è tutto il mondo,
Vonno tenere ancor la guerra accesa.
Per dominare i popoli latini,
Così ne pensa Hitler e Mussolini.
VI
Ma tutti i giorni vengono i cugini,
Buttando giù le dette caramelle.
Sono convinti ancor questi assassini,
Benché sanno lasciarci, si, la pelle.
Stanno per consegnare i confini,
Restando tutti con le parolelle.
Sono convinti ancor della vittoria
E la campana già gli sona gloria.
VII
Tutto ne verrà scritto sulla storia,
Ciò che fa questo popolo brutale.
Resterà inciso nella memoria
E per me resterà vecchio rivale.
Se salvo resterò su questa boria,
Per ritornar nella casa natale,
farò preghiera di ringraziamento
A Iddio supremo su nel firmamento.
VIII
Mi richiudo di nuovo a ‘sto commento,
Seguitando or la vita tribolata.
Ma la prego in ogni momento,
la Divina Madre Immacolata.
Ché un giorno finirà questo tormento,
Questa vita mia sia liberata.
Così posso tornare a casa mia,
Ringraziando la Vergine Maria.

Tratto da
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Informazioni su toscano

Io Nato Io fui nel secolo passato, circa ventinovemilacinquecentosettantacinque giorni o giù di li Città tu se’ la Venere Firenze Patria dell’Allighier, salve, e mia Patria Allor che a salutar venni col pianto La valle de lo giglio, ed alla vita De ‘l sole i raggi ailluminar lo mondo

Pubblicato il 25 marzo 2017, in Poesie dal fronte con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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