Augusto Aglietti – La cattura

clip_image002

La cattura

Disfatta di Caporetto

Augusto Aglietti racconta gas, resa a Val Doblar, Slovenia il 24 ottobre 1917

E’ la notte di Caporetto, alle 2 è iniziato il bombardamento, il Comando ordina il trasferimento del personale e del materiale sanitario in una località vicina.

Giunti a Case Cance si preparò subito il posto di medicazione e il posto per il ricovero momentaneo dei feriti più gravi. Fatto tutto questo (si era alle ore 7) il bombardamento si fa più intenso e arrivarono pure delle bombe con gas asfissianti, il capitano ordinò di ritirarsi in galleria e di accendere subito della paglia davanti per disperdere e fare innalzare i gas. Nello stesso tempo ci mettemmo tutti la maschera contro i gas asfissianti. Il bombardamento continua, fino alle ore 15, si medicarono 11 feriti dei quali un Ufficiale (tenente Bellichi Com.te la 10° compagnia) il quale ci diede la notizia che il nostro reggimento era stato fatto quasi tutto prigioniero e che il nemico era vicino e fra breve sarebbe da noi. Il capitano medico e io ci impressionammo di quelle notizie così allarmanti. Finito di medicare la ferita del tenente riportata al ventre da palla di fucile, lo collocammo nell’Infermeria in attesa di essere sgombrato alla Sezione di Sanità 19° Divisione. Alle ore15-20 giungono due Tedeschi nella bocca della galleria col fucile spianato intimandoci la resa. Fatta vedere la Croce Rossa, non dissero altro, guardarono ingiro se ce ne erano degli altri e poi ci fecero cenno di uscire dalla galleria e andare con loro. Guardai il capitano negli occhi e lui guardò me, e senza aprir bocca si venne fuori uno per volta dalla galleria e con i due sergenti di Sanità, si dovette seguire i due Tedeschi.

Traggo e Ringrazio

L’Espresso e Finegil editoriale con

l’Archivio diaristico nazionale

di Pieve Santo Stefano
LA GRANDE GUERRA 1914-1918
I diari raccontano

Annunci

Informazioni su toscano

Io Nato Io fui nel secolo passato, circa ventinovemilacinquecentosettantacinque giorni o giù di li Città tu se’ la Venere Firenze Patria dell’Allighier, salve, e mia Patria Allor che a salutar venni col pianto La valle de lo giglio, ed alla vita De ‘l sole i raggi ailluminar lo mondo

Pubblicato il 15 giugno 2017, in Ricordi della Grande Guerra 1915 - 1918 con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: