Louis Aragon – La rosa e la reseda

Louis Aragon
La rosa e la reseda
 
Colui che credeva al cielo e colui che non ci credeva
Entrambi adoravano la bella prigioniera dei soldati
Colui che saliva sulla scala e colui che aspettava in basso
*
Colui che credeva al cielo e colui che non ci credeva
Che importa come si chiama questa chiarezza sui loro passi
Che uno fosse di chiesa e l’altro si defilasse
*
Colui che credeva al cielo e colui che non ci credeva
Entrambi erano fedeli nelle labbra nel cuore nelle braccia
Ed entrambi dicevano che essa viva e chi vivrà vedrà
*
Colui che credeva al cielo e colui che non ci credeva
Quando il grano è sotto la grandine è pazzo chi fa il difficile
E’ pazzo colui che si occupa dei suoi litigi nel cuore della lotta comune
*
Colui che credeva al cielo e colui che non ci credeva
Dall’alto della cittadella la sentinella sparò
per due volte e l’uno cancella l’altra tomba che morirà
*
Colui che credeva al cielo e colui che non ci credeva
Sono in prigione l’uno ha il più triste giaciglio
L’uno più dell’altro si congela, l’altro preferisce i topi
*
Colui che credeva al cielo e colui che non ci credeva
Un ribelle è un ribelle due singulti fanno un solo rintocco funebre
E quando viene l’alba crudele passano dalla vita al trapasso
*
Colui che credeva al cielo e colui che non ci credeva
Ripetendo il nome di colei che nessuno dei due sbagliò
E il loro sangue gronda con uno stesso colore con uno stesso scoppio
*
Colui che credeva al cielo e colui che non ci credeva
Gronda, gronda, si mescola alla terra che amò
Affinché alla nuova stagione maturi un’uva moscata
*
Colui che credeva al cielo e colui che non ci credeva
L’unico corre e l’altro ha delle ali della Bretagna o del Jura
E lampone o mirabella il grillo canterà di nuovo
dite flauto o violoncello il doppio amore che bruciò
l’allodola e la rondine la rosa e la reseda.
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Informazioni su toscano

Io Nato Io fui nel secolo passato, circa ventinovemilacinquecentosettantacinque giorni o giù di li Città tu se’ la Venere Firenze Patria dell’Allighier, salve, e mia Patria Allor che a salutar venni col pianto La valle de lo giglio, ed alla vita De ‘l sole i raggi ailluminar lo mondo

Pubblicato il 4 luglio 2017, in Poesie di Libertà con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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