Ajace – Versi pazzi

Ajace

Versi pazzi
Signori, perdonatemi,
che da sol mi presento;
sono il Garibaldino
che viene a voi vicino;
io sono il Combattente
io sono il partigiano
che va sul monte al piano,
che marcia allegramente
e digiuna sovente.

Ho vissuto per mesi
e mesi e mesi sulla neve
son passato all’estate
non ci siamo mai fermati.
Quante botte abbiam dato
per i monti e vallate!

Ora ci prepariamo
per l’ultima battaglia;
col ferro e la mitraglia
per l’Italia pugniamo.

Siamo pronti a schiacciare
chi vuol ostacolare
la marcia trionfale
di noi Garibaldini.

Gli avanzi di galera
detti camicie nere
ci chiamano banditi
e assassini accaniti
ma quando noi veniamo
tra voi, popolo nostro,
il vostro bel sorriso
ci sembra un paradiso,
ci ripaga gli stenti
fatiche e patimenti.

O popol, tutti uniti
abbattiamo il servaggio
avanti alla riscossa
con la bandiera nostra.
Aiace
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Informazioni su toscano

Io Nato Io fui nel secolo passato, circa ventinovemilacinquecentosettantacinque giorni o giù di li Città tu se’ la Venere Firenze Patria dell’Allighier, salve, e mia Patria Allor che a salutar venni col pianto La valle de lo giglio, ed alla vita De ‘l sole i raggi ailluminar lo mondo

Pubblicato il 31 luglio 2017, in Le Poesie con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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