Anton Saefkow – Germania

 Anton Saefkow – Germania

 

Anche se adesso devo morire, ho pure la grande e

forse dolorosa fortuna di poterti scrivere ancora

prima della mia morte. Noi due che tanto

ci amiamo dobbiamo separarci per sempre.

 

Anton Saefkow

Di anni 41 – autista, meccanico – nato a Berlino il 22 giugno 1903. – Sin dalla prima gioventú milita nell’Associazione della Gioventú Comunista Tedesca (KJVD) in cui di­venta responsabile della direzione regionale Berlino-Brandeburgo e membro del Comitato Centrale – svolge attività politica a Dresda e nella Ruhr, dove assume la direzione delle organizzazioni sindacali -. Nell’aprile 1933 arrestato una prima volta ad Amburgo – sevi­ziato – condannato a tre anni di reclusione su imputazioni relative alla sua attività nel 1932, quando il Partito Comunista era ancora legale – per l’azione di collegamento e di proselitismo svolta fra i detenuti viene tradotto, allo scadere dei tre anni, al campo di concentramento di Dachau -. Rilasciato nel 1939, nel 1943 dà vita al gruppo clandestino che da lui prende nome ~. Arrestato al principio del luglio 1944, dopo che un agente della Gestapo era riuscito a penetrare nell’organizzazione, con la maggior parte dei com­pagni del gruppo – tradotto nelle carceri di Brandeburgo (Berlino) -. Processato dal Tribu­nale del Popolo di Berlino

 

-. Giustiziato nelle carceri di Brandeburgo

il 18 settembre 1944, con circa cento patrioti del gruppo.

 

Penitenziario di Brandeburgo

9 settembre 1944

Anne mia,

vi sono dei momenti culminanti nella vita politica e in quella pri­vata. La guerra, con il concentramento di tutte le forze, ha raggiunto il suo apice e tra breve avrà la sua decisione. Con essa aumenterà il nu­mero dei sacrifici che noi, amici e nemici, saremo chiamati a compiere. Anche se adesso devo morire, ho pure la grande e forse dolorosa fortuna di poterti scrivere ancora prima della mia morte. Noi due che tanto ci amiamo dobbiamo separarci per sempre.

Già in questa lettera voglio ringraziarti, compagna mia, per quanto di bello e di grande mi hai dato nella nostra vita in comune. Il 5 set­tembre sono stato condannato a morte dal Tribunale del Popolo. Per la prima volta dopo la sentenza, oggi, mentre scrivo queste righe, al pensiero di voi i miei occhi si sono bagnati di pianto. Poiché, se la disperazione minaccia di spezzarmi, la ragione mi trattiene. Tu lo sai che sono un’uomo combattivo e che morrò coraggiosamente. Ho sempre voluto soltanto il bene. Il momento culminante della nostra vita privata è stato il nostro incontro, or sono tre anni e mezzo, e il nostro maturo godimento, il nostro bel tempo. Solo la poesia conosce una felicità senza nubi e una gioventù eterna. Le nostre nubi furono causate dalla guerra,dovute dalla preoccupazioni. Gioia e dolore, cosí come è stato, sono l’unità del nostro breve, grande e maturo amore. Io solo so che la nostra Bärbel è il consapevole frutto di questo grande, potente amore. Ap­punto perchè ti conosco, non ho timori per il mantenimento e l’educazione della nostra bambina.

Mammina! Sentiti abbracciata e baciata come nei nostri giorni piú belli Saluta tutti quelli che mi hanno caro e mi vogliono bene. Addio!

Per sempre, fino all’ultima ora, il tuo

Anton

 

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