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Latif Halmat Chiodo

Latif Halmat
Poeta Curdo

Chiodo

È vero
che nei mercati del mondo
non esistono chiodi.
È vero!
sono tutti nelle prigioni,
conficcati. nelle braccia
di chi anela la luce.

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Hemin, sec. XX Frontiere

Hemin, sec. XX
Poeta Curdo
Frontiere

Terra adorata, mia terra,
amore che ho perduto
se tu fossi remota
in un cielo inaccessibile
o su una vetta ai limiti del mondo
saprei correre da te
anche con scarpe di ferro.
Ma ti separa da me un tratto sottile.
L’invasore lo chiama confine.

Hejar, sec. XX – Quel fiore

Hejar, sec. XX

Quel fiore

Quel fiore –
gli hanno strappato i petali, ma è vivo
quel cuore –
nella sventura, è rimasto saldo
quella stella –
è caduta, con una scia di luce nella foresta
come chi sa morire con un sorriso
quando spalanca le ali
il vento dell’altopiano.
Li porto con me,
sono l’immagine
del non arrendersi.

Gegherxuin, sec. XX – Essere liberi

Gegherxuin, sec. XX

Essere liberi

Vivere è bello, quando si è liberi,
tutti, uomini e donne, non tu e io soltanto,
liberi di dire la nostra,
di vagabondare per mari e terre,
liberi di bere e mangiare, di lavorare e giocare,
liberi di sceglierci il cammino.

Non trovo le parole; non so con chi prendermela.
Per quanto tempo ancora vivremo incatenati,
nell’oscurità, nella vergogna?
Basta.
Finiamola, con l’ignoranza, andiamo verso la luce!
Spada alla mano, liberiamoci dai mostri
e ritroviamo la fierezza di un nome
così caro, così sacro per noi tutti.

Sherko Bekas, – Calze

Sherko Bekas,

Calze

Fuori, il freddo Dicembre
ha reso muto il vento.
Dentro, lei siede
tutta sola.
Come agnellini
intorno a lei dormono i suoi figli.
Suo marito, da molti anni ormai,
è un uragano che insegue
l’amore di queste montagne.
Lei siede tutta sola
lei sembra un salice piangente,
il capo curvo sul grembo.
Lavora e lavora e lavora
per finire il paio di calze di lana
che lui le ha chiesto.
A mezzanotte saranno pronte.
Ma lei non sa
che quando quel paio di calze arriverà
dov’è il suo uomo,
a lui, servirà soltanto la sinistra.

Sherko Bekas – Quando

Sherko Bekas

Quando

Quando prendi un suo raggio
e con quello scrivi,
ti fa visita il sole
e ti regala un libro.
Quando sai leggere
le parole dell’onda
ti fa visita l’acqua
e ti regala la sua ninfa più bella.
E quando ti si accende nel cuore
l’amore per gli oppressi
ti fa visita il futuro
e ti offre tutta la felicità del mondo.

Sherko Bekas – Dialoghi

Sherko Bekas

Dialoghi

Ho posato l’orecchio sopra il cuore
della terra.
Parlava d’amore, del suo amore
per la pioggia,
la terra.
Ho posato l’orecchio sul liquido cuore
dell’acqua.
Il mio amore, l’amor mio
è la sorgente, cantava
l’acqua.
L’ho posato sul cuore
dell’albero.
Della sua folta chioma,
– l’amore suo – diceva,
l’albero.
Ma quando accostai l’orecchio
all’amore stesso,
che non ha nome,
era di libertà che parlava,
l’amore.