Domenico Quaranta – Italia

Domenico Quaranta -Italia

I miei ultimi pensieri sono stati per la Patria,

per il Re e per Voi. I miei ultimi baci sono stati

per il Santo Tricolore e per Voi.
Addio

Domenico Quaranta (Giovanni Bormita)
Di anni 23 – studente in giurisprudenza – nato a Napoli il 3 ottobre 1923 è Tenente di complemento dell’Esercito e comandante di una batteria contraerea a Savona, subito dopo 1’8 settembre 1943 si unisce alle formazioni partigiane che si vanno organizzando in Piemonte, entrando a far parte del I Gruppo Divisioni Alpine Mauri *- prende parte a numerosi combattimenti in Val Casotto e compie missioni a Savona e a Genova -. Nel marzo 1944, ferito nel corso di un combattimento in Val Casotto, viene catturato da reparto tedesco – tradotto nelle carceri di Cairo Montenotte (Savona) – per 31 giorni sottoposto a interrogatori e sevizie -.

Fucilato senza processo il 16 aprile 1944, in località Luglio

(Cairo Montenotte), da plotone tedesco, con altri quattro patrioti -.

Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Carissimi,

sono morto, credo facendo il mio dovere fino all’ultimo. Avrei desiderato continuare a servire la mia Patria ed il mio Re, ma se Dio così ha voluto è segno che il mio sacrificio valeva più della mia opera futura. Sono quindi contento di aver donato alla Grande Madre il mio corpo, come donai a te Mamma, fin dal primo vagito, la mia anima immacolata acciocchè Tu la custodissi così come Essa da oggi custodirò in eterno i miei resti mortali. Sono fiero di aver lottato con le armi in pugno per la gloria del mio Re, come lottai sui libri per dare a Te, mio amatissimo Babbo, quelle soddisfazioni che avrebbero dovuto ricompensare le amarezze ed i sacrifici patiti per me.
A Te Mamma resta il mio spirito che in Te vivrα, fin che Tu vivrai: a Te Babbo ho dato la più· grande soddisfazione: l’orgoglio di poter dire mio figlio è caduto per la libertà della Patria.
Il dolore che avete provato per la mia fine è stato inenarrabile. Lo so: sono stato il vostro unico figlio, l’unico scopo della vostra vita! Avete spiati i miei primi passi, mi avete guidato, mi avete sorretto: e di ciò vi ho sempre espressa la mia gratitudine sconfinata, vi ho sempre ammirati, vi ho sempre adorati. Consolate però questo dolore al pensiero che vostro figlio ha mantenuto il suo giuramento di fedeltα. Nella vita si giura una sola volta. Io giurai di essere fedele al Re e di combattere per il bene della Patria. Ciò ho fatto e ne sono fierissimo.
I miei ultimi pensieri sono stati per la Patria, per il Re e per Voi. I miei ultimi baci sono stati per il Santo Tricolore e per Voi.
Addio
Mimino

Note
Dal nome di battaglia del suo comandante, il maggiore Enrico Martini; fu una delle prime formazioni sorte in Piemonte nel settembre 1943 e la maggiore tra le formazioni autonome, cioè non facenti capo a una direzione politica.
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