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Ho Chi Minh – Diario dal carcere

Ho Chi Minh
Diario dal carcere

Dopo il dolore la gioia

Tutto cambia, è la legge,
la ruota gira gira
dopo la pioggia
il sereno.
In un attimo, il mondo
cambia l’umida veste
stende su diecimila lì
tappeti splendidi.
Dolce il sole
leggera la brezza
coro di passeri.
Uomini e bestie
si sentono come nuovi.
È la natura.
Dopo il dolore,
la gioia.

Fuori dal carcere 1

le nubi abbracciano i monti
i monti stringono le nubi.
Come uno specchio
che nulla offusca
il fiume scorre
con acqua limpida.
Sulla cresta dei monti
vento dell’ovest.
Io vado solo
col cuore che palpita
scrutando il cielo lontano
penso ai miei compagni.

Nota
1 Questa poesia fu il primo messaggio, scritto sul bordo di un giornale ci­nese, giunto nel Vietnam dopo i diciotto mesi di carcere di Ho Chi Minh in Cina: tutti lo credevano morto, e la gioia fu grande.
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Ho Chi Minh – Poesie dal carcere

Ho Chi Minh

Poesie dal carcere

Poeta a tempo perso

I versi non m’hanno mai
appassionato molto
ma in prigione,
non avendo nulla
di meglio
per trascorrere i lunghi giorni
e distrarmi un po’
faccio versi,
attendendo la libertà

La natura e’ bella

Pur con le gambe e i polsi
strettamente legati
ovunque sento uccelli
e il profumo dei fiori.
Ascoltare, aspirare
chi può togliermi quanto
fa la via meno triste
l’uomo meno isolato?

Poesia di lotta

Gli antichi si dilettavano
a cantar la natura:
fiumi, montagne, nebbia,
fiori, neve, vento, luna.
Bisogna armare d’acciaio
i canti del nostro tempo.
Anche i poeti imparino
a combattere

Da "Diario dal carcere" di Ho Chi Minh (1942-1943)

Ho Chi Minh – Al mio bastone rubato da una guardia

Ho Chi Minh
Diario dal carcere

Al mio bastone rubato da una guardia
w
Per tutta la vita fosti diritto,
solido, instancabile:
tenendoci per mano
camminammo per anni.
Maledetto il brutale aguzzino
che ci ha separati
lasciando te solitario
e me inconsolabile!

Coperte di carta

Libri nuovi, vecchi volumi,
raccolti a mucchio…
Meglio una coperta
di carta che nulla.
Voi che dormite al caldo
in bei letti da principi
molta gente in prigione
non può chiudere orecchio.

Fantasmi

Nero, irsuto… è l’immagine
del guerriero Ciang Fei’
la cima d’un albero?
l’eroe KuanYu?
Il sole che si leva
é testimone
del mio stato d’animo.
Tutto l’anno senza notizie
dal mio paese
aspettando ogni giorno un’eco.

Nota
I Ciang Fei e Kuan Yu sono due eroi dell’epopea popolare dell’Epoca dei tre regni (III secolo), simboli di lealtà e di valore cavalleresco.

Ho Chi Minh – Diario dal carcere – Sera d’autunno

Ho Chi Minh
Diario dal carcere

Sera d’autunno

Sono le dieci. L’Orsa Maggiore
sfiora le vette.
E’ autunno. Un grillo canta
la sua allegria.
Che importa al prigioniero
l’autunno coi suoi canti?
Solo un canto lo tocca:
riaver la libertà.
L’anno scorso
ero libero
in quest’inizio di autunno
l’autunno mi ritrova
quest’anno
qui in prigione.
Son forse meno utile
al mio popolo amato?
Quest’autunno equivale
io credo
all’altro autunno.

La luce
Entrando in carcere,
si paga la luce
in moneta Kuang Si;
ciascuno sei centesimi.
In questo luogo di tenebre
la luce del giorno ha il suo prezzo.

Vecchia Cina

Il capo della prigione
gioca tutto il giorno
ìl capo dei custodi
deruba i prigionieri
il funzionario capo
prepara i documenti
nulla cambia a Laì Pin:
c’è la pace imperiale.

Ho Chi Minh – Diario dal carcere – Poesia di lotta

Ho Chi Minh
Diario dal carcere
Poesia di lotta
Gli antichi si dilettavano
à cantar la natura:
numi, montagne, nebbia,
fiori, neve, vento, luna.
Bisogna armare d’acciaio
i canti del nostro tempo.
Anche i poeti
imparino a combattere!

*

*Tintinnio di catene
Al posto delle corde
mi hanno messo catene
che a ogni passo tintinnano
come la cintura di giade
e cammei d’un mandarino.
Le guardie son convinte
ch’io sia una spia
ma che bel portamento
e che bel tintinnio!
Tentativo di fuga
Aveva un solo pensiero:
la Libertà!
Scattò giù dal vagone
rischiando la sua vita
corse per qualche centinaio
di metri, ma poi
le guardie lo raggiunsero
lo portarono indietro.
Poliziotti goderecci
Mangiano a Kuo Te
pesce appena pescato.
fanno onore a Pao Hsiang
a uno stufato di cane.’
Come si vede, le guardie
i miei tetri custodi
qualche volta san vivere
e spesso mangiar bene.
Nota
1 Piatto molto apprezzato
nella vecchia Cina.

Ho Chi Minh – Poeta a tempo perso

Ho Chi Minh

Diario dal carcere

Poeta a tempo perso

I versi non m’hanno mai
appassionato molto
ma in prigione,
non avendo nulla
di meglio
per trascorrere i lunghi giorni
e distrarmi un po’
faccio versi,
attendendo la libertà
*

La natura e’ bella

Pur con le gambe e i polsi
strettamente legati
ovunque sento uccelli
e il profumo dei fiori.
Ascoltare, aspirare
chi può togliermi quanto
fa la via meno triste
l’uomo meno isolato?
*

Poesia di lotta

Gli antichi si dilettavano
a cantar la natura:
fiumi, montagne, nebbia,
fiori, neve, vento, luna.
Bisogna armare d’acciaio
i canti del nostro tempo.
Anche i poeti imparino
a combattere

Ho Chi Minh – L’orsa maggiore

Ho Chi Minh

Poesie dal carcere

L’orsa maggiore

Notte d’inverno

senza materasso senza coperta

senza sonno

le gambe e il corpo contorti…

fogliami di banane

luna dal fiato gelido…

nel cielo tra le sbarre

l’Orsa Maggiore dondola.

*

Dopo otto mesi

Cielo, è tua decisione

seppellir vivo un uomo?

Otto mesi languendo

tra i ferri e le catene.

Non più scaldarsi al sole…

prezzo d’un’ombra umana!

Ma quando s’apriranno

le porte della cella?

Ho Chi Minh – Dopo un anno

Ho Chi Minh
Diario dal carcere

Dopo un anno

Alla porta, un custode
Moschetto in spalla…
Nel cielo nuvole
che fuggono sopra la luna…
Cimici ovunque,
carri armati notturni…
Squadriglie di zanzare
volano senza sosta…
Penso alla patria,
sogno
vorrei prendere il volo
in sogno erro sui fili
della malinconia.
Son rinchiuso da un anno
che crimine ho commesso?
Mi scorrono le lagrime
scrivendo questo verso.

Pensando all’amico

Mi avevi accompagnato
sulla riva del fiume.
A presto, ti dicevo,
Al prossimo raccolto!
Ma l’aratro è passato di nuovo
tra le zolle
e io sto carcerato,
lontano dai miei campi.

Ho Chi Minh – Trasporto fluviale

Ho Chi Minh
Diario dal carcere

Trasporto fluviale

Scendo verso Yong Ming
per la via delle acque
appeso per i piedi
al tetto della giunca
supplizio d’altre età!
Sulle rive, dovunque,
sono densi i villaggi
e leggere galleggiano
barche di pescatori.

La natura è bella

Pur con le gambe e i polsi
strettamente legati
ovunque sento uccelli
I I profumo dei fiori.
ascoltare, aspirare
chi può togliermi quanto
fa la via meno triste
l’uomo più isolato?

Ho Chi Minh – La tassa

Ho Chi Minh
Diario dal carcere

LA TASSA
Bisogna pagare una tassa
entrando in carcere
cinquanta yuan
è il minimo.
Se non avete soldi
da dare ai secondini
ogni ora che passa
vi diventa un tormento.

 

FOCOLAI NEL CARCERE

I questo carcere viviamo
quasi in famiglia:
ognuno si procaccia
riso olio sale legna.
C’è davanti a ogni cella
un focherello acceso
e tutto il giorno fuma
il brodo con gli aromi.
A ciascuno il suo fuoco
per cucinarsi il cibo
a ciascuno una qualche specie
di marmitta.
Darsi bollire il tè
i legumi, il riso…
Tutto il giorno
continua il fuoco sacro.