Leopold Bertna – Austria

Leopold Bertna – Austria
 
Molte cose mi sono riuscite, e spero anche poterne raccogliere i frutti.
Se tuttavia ciò non dovesse essere, attenderò la morte a testa alta.
Sopporto il mio destino con dignità da combattente,
e mì aspetto che dopo la mia a morte siano giudicati
quei mascalzoni cosí come se lo meritano.
Leopold Bertna
Di anni 23 falegname e autista – nato a Vienna il 31 marzo 1921 da famiglia di origine cecoslovacca Comunista dall’età di 16 anni – esonerato dalla Wehrmìacht grazie alla sua origine straniera, è tuttavia costretto a prestare servizio, come autista, nella Technische Nothilfe * – organizza azioni di sabotaggio a depositi e autorimesse militari, alcune delle quali riesce a incendiare – svolge propaganda antinazista e prepara letteratura clandestina -promuove scioperi di operai stranieri -. Alle cinque del mattino del 2 dicembre 1912 arrestato nella propria abitazione di Vienna, su delazione, da elementi della Gestapo – tradotto alla sede della Gestapo del Morzinplatz – torturato – trasferito al Landesgericht Il e al Landesgericht I di Vienna – ancora piú volte torturato Processato il 15 marzo 1944 dal Tribunale del Popolo nel Palazzo di Giustizia di Vienna -.
Decapitato il 24 maggio 1944 nel Landesgericht I di Vienna.
Landesgericht H 5.III 1944
Mio carissimo fratello ed esempio,
ancora 8 giorni e io, il piú giovane dei tuoi fratelli, dovrò percorrere quel cammino che è destinato a tutti noi combattenti. Per me che sono giovane è un cammino difficile, eppure non mi fa piegare.
Tengo conto con entusiasmo delle parole della tua prima lettera, per me purtroppo anche ultima. Giorno per giorno, quando ho riletto quello scritto, ho sentito: qui parla insieme un fratello e un compagno. Se avevo bisogno di un incoraggiamento questa sola lettera, in tutta la mia posta, me l’ha dato.
Ma quando venni a sapere che anche tu ti trovi in carcere, per dire la verità, non ne ebbi troppo dispiacere, perché conosco bene la situazione politica e la tua esperienza. Ma temo per la tua salute. Comunque, i1 tuo maestro di alfabeto Morse, il quale, nota bene, rese irrequieti i miei sorveglianti con la tua scatola di provviste, mi disse che tu stai bene e che attendi con sicurezza di essere liberato. Caro Lois, ho un solo desiderio, che tu non ti debba sbagliare: conosco il tuo caso e so anche come lo giudicano.
Non temere, non sono pessimista, so e mi rendo perfettamente conto che il nostro movimento è destinato sicuramente a riportare la vittoria in questa grande lotta. Ma ciononostante non dobbiamo riposarci e cullarci nella convinzione che la vittoria, alla fine della guerra, non sarà che una questione di settimane. La lotta fino in fondo, ecco la consegna sin dal 1941.
Nella lotta il nostro movimento si è arricchito di molte esperienze, anche di esperienze amare. I popoli che combattono eroicamente contro l’occupazione fascista, imparano molto presto a distinguere tra le parole e i fatti dei cosiddetti « alleati occidentali ».
Per quanto riguarda te, spero che tu riesca a tornare libero, e ti voglio consegnare un’accusa che è importante per il nostro movimento. Come tu sai, in uno dei nostri gruppi c’era Larva Alois. Ti ricorderai che chiese anche a te di fornirgli dei collegamenti. Proprio in quel periodo strinse anche dei rapporti con tale « Joschi » (Koutny, 5 Ziegelofengasse), che nella mia accusa è indicato col nome di « Willy ». Probabilmente lo conobbe attraverso Eva. Larva conosceva questo «Joschi » da prima, e doveva quindi sapere che era trotzkista. Ambedue violarono spesso le leggi della cospirazione e Larva, nonostante avesse ricevuto molti segni premonitori, non fece alcun tentativo per iniziare una investigazione e per avvertire i nostri. Purtroppo, nella mia inesperienza non potevo credere che il mio migliore amico potesse preparare una tale fine a innumerevoli persone, anziché agire da uomo.
Credimi, Lois, ho sofferto come te, e sono stato costretto ad arrendermi come te, perché i rapporti erano 2:1 contro di me. Ciononostante ho agito secondo le leggi umane e le regole del combattimento. Molte cose mi sono riuscite, e spero anche poterne raccogliere i frutti. Se tuttavia ciò non dovesse essere, attenderò la morte a testa alta. Sopporto il mio destino con dignità da combattente, e mì aspetto che dopo la mia a morte siano giudicati quei mascalzoni cosí come se lo meritano.
Non voglio essere sentimentale, ma quale giovane muore volentieri? Se penso ai miei amici, come Reingruber, che mori con le parole: «Eppure vediamo l’alba, viva l’Armata Rossa », sono fiero di aver dedicato la mia giovane vita a questa grande causa. Sii sicuro, mio caro Lois, non dovrete aver vergogna di me. Ho fatto del mio meglio, e ciò che prima solo pochi hanno capito di me, lo capiranno dopo la mia morte.
Sì, vediamo sorgere il sole a Oriente. Sappiamo che porterà la libertà al nostro popolo. Compagni, mostratevi degni di queste giornate!
Viva la rivoluzione!
Viva l’eroico Esercito Rosso!
Fronte Rosso! *
Ti saluta e ti dice addio tuo fratello
Leopold
 
Note
* Assistenza Teorica — è una delle organizzazioni di ausiliari istituita dai tedeschi per la mobilitazione civile.
*Saluto comunista nei Paesi di lingua tedesca.

 

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