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Elena Bono – I canti della montagna

Elena Bono
I canti della montagna

Soltanto chi ogni giorno va a morire
può cantare così.
Era come cantassero i torrenti
le grandi erbe selvagge
le montagne.
Il vostro cuore conteneva tutto
entro di sé:
erbe acque montagne,
cuore umano
più grande della morte

Parole e Musica – Dalle belle città

Patria Indipendente
Cantavano i partigiani
Chiara Ferrari
Breve rassegna (e breve storia) di alcune famose canzoni della Resistenza, dei loro testi e dei luoghi dove sono nate
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Dalle belle città o Ribelli della montagna (1944) è l’inno della III Brigata d’assalto garibaldina in Liguria che venne quasi completamente distrutta il 6 aprile 1944. Il canto diventerà poi l’inno della Brigata Mingo. Autore delle parole è Emilio Casalini “Cini”; della musica, invece, tra le poche completamente originali, è Angelo Rossi detto Lanfranco che la compose durante i turni di guardia. Come per molte altre canzoni nate sul campo di battaglia, però, i testi sono il frutto della collaborazione dei numerosi partigiani presenti.
Per ascoltare la canzone
https://youtu.be/oZAnRM8xbRY
Dalle belle città date al nemico
fuggimmo un dì su per l’aride montagne
cercando libertà tra rupe e rupe,
contro la schiavitù del suol tradito.
Lasciammo case, scuole ed officine,
mutammo in caserme le vecchie cascine
 armammo le mani di bombe e mitraglia
temprammo i muscoli ed i cuori in battaglia.
Siamo i ribelli della montagna
Siamo i ribelli della montagna,
viviam di stenti e di patimenti,
ma quella fede che ci accompagna
sarà la legge dell’avvenir
ma quella fede che ci accompagna
sarà la legge dell’avvenir.
Di giustizia è la nostra disciplina,
libertà è l’idea che ci avvicina,
rosso sangue è il color della bandiera
partigian della folta e ardente schiera.
Sulle strade dal nemico assediate
lasciammo talvolta le carni straziate
sentimmo l’ardor per la grande riscossa,
sentimmo l’amor per la patria nostra.
Siamo i ribelli della montagna…

Deportati

Deportati
Canto di riferimento: Deportees

I raccolti sono tutti caricati
e le pesche stanno marcendo
Le arance sono tutte impacchettate
in ammassi di creosoto
Vi stanno riportando indietro
in volo verso il confine messicano
perchè voi poi spendiate tutto
il vostro denaro per guadare di nuovo
*
Addio Juan, addio Rosalita
Addio amici miei, Jesus e Maria
Non avrete un nome quando sarete
su quel grande aeroplano
Il solo nome che vi daranno
sarà deportati
*
Il padre di mio padre guadò
quel fiume
Gli presero tutto il
denaro che aveva guadagnato
nella sua vita
I miei fratelli e le mie sorelle
lavoravano nei frutteti
Guidando i grossi autocarri
per tutta la vita
*
Addio Juan, addio Rosalita
Addio amici miei, Jesus e Maria
Non avrete un nome quando sarete
su quel grande aeroplano
Il solo nome che vi daranno
sarà deportati
*
L’aereo prese fuoco sul
Los Gatos Canyon
Una sfera infuocata
di lampi che fece tremare
le colline
Chi sono questi compagni
che son morti come foglie secche
Alla radio sento dire che sono solo deportati
*
Addio Juan, addio Rosalita
Addio amici miei, Jesus e Maria
Non avrete un nome quando
sarete su quel grande aeroplano
Il solo nome che vi daranno
sarà deportati
*
Abbiam trovato la morte
tra le vostre colline
e nei vostri deserti
nelle vostre valli e nelle
vostre pianure
sotto i vostri alberi
e nei vostri cespugli
Su entrambe le rive
del fiume abbiamo
trovato eguale morte
*
Addio Juan, addio Rosalita
Addio amici miei, Jesus e Maria
Non avrete un nome quando sarete
su quel grande aeroplano
Il solo nome che vi daranno
sarà deportati
*
Alcuni di noi sono clandestini,
altri indesiderati
Il nostro contratto di lavoro
è terminato e dobbiamo
trasferirci
Ma ci sono seicento
miglia dal confine Messicano
Ci danno la caccia c
ome fuorilegge, come ladri
di bestiame, come rapinatori
*
Addio Juan, addio Rosalita
Addio amici miei, Jesus e Maria
Non avrete un nome quando sarete
su quel grande aeroplano
Il solo nome che vi daranno
sarà deportati
*
E’ questo il modo migliore
con cui possiam far crescere
i nostri frutteti
E’ questo il modo migliore
con cui possiam far crescere
la buona frutta
morire come foglie secche
e marcire sul terreno
ed esser conosciuti con nessun
nome se non "deportato"
*
Addio Juan, addio Rosalita
Addio amici miei, Jesus e Maria
Non avrete un nome quando
sarete su quel grande aeroplano
Il solo nome che vi daranno
sarà deportati.

Così come oggi uccidono i negri

Così come oggi uccidono i negri
Canto di riferimento: Asì como hoy matan negros

Così come oggi uccidono negri
Prima forono messicani.
Così, uccidendo cileni,
nicaraguensi o peruani,
si dissetavano i “gringos”
con istinti inumani.
Chi disputa loro il terreno
E chi gli sbarra la strada?
E’ un bandito cileno,
è il nostro Joaquin Murieta.
Un giorno per il marciapiede
Passò un cavallo di seta.
Ora per il cammino
Galoppano i nostri destini
E come papaveri
Si incendiarono le sue pistole.

A Silvia

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4 Agosto 1944 La Brigata Sinigaglia entra a Firenze

A “Silva”

Il Partigiano Francesco Zaltron "Silva"

vive ancora oggi nel ricordo.

“Viola” con il Bren dietro ad un masso
Giove lì vicino con la sua pistola
Rino “il folletto”, Carli e il siciliano
tutti e tre imbottiti
con le bombe a mano
Silva non può morire
Silva non può cadere
di tutti noi è il migliore
soli sarà la fine
ahi Maria!
corri lungo la contrada
in casa c’è chi prega
fuori c’è chi spara
Dietro a quella curva
arriva come una saetta
furgone bestia nera
carico di fretta
si alza la polvere
la polvere contro il vento
parte il primo sparo
urla di lamento
Il convoglio arresta
Silva prova a scappare
ma incappucciato cade
alzati o sarà la fine
al buio del suo sguardo
l’ultima primavera
un colpo di pistola
e già si è fatta sera
Silva non può morire
Silva non può cadere
di tutti noi è il migliore
soli sarà la fine
ahi Maria!
piange tutta la contrada
in casa c’è chi prega
fuori c’è chi spara
Aria di primavera
in questa terra di frontiera
dove la resistenza
alza la sua bandiera
Silva non può cadere
Silva non può morire
per lui non c’è una fine

Elena Bono – I canti della montagna

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Elena Bono

I canti della montagna

Soltanto chi ogni giorno va a morire
può cantare così.
Era come cantassero
i torrenti
le grandi erbe selvagge
le montagne.
Il vostro cuore conteneva tutto
entro di sè:
erbe acque montagne,
cuore umano
più grande della morte.

Anonimo – Briganti neri

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Anonimo

Briganti neri

Quei briganti neri
E quei briganti neri mi hanno arrestato,
in una cella scura mi han portato.
Mamma, non devi piangere per la mia triste sorte:
piuttosto di parlare vado alla morte.
*
E quando mi han portato alla tortura.
legandomi le mani alla catena:
Tirate pure forte le mani alla catena,
piuttosto che parlare torno in galera.
*
E quando mi portarono ai tribunale
dicendo se conosco il mio pugnale:
Sì sì che lo conosco, ha il manico rotondo,
nel cuore dei fascisti lo cacciai a fondo.
*
E quando l’esecuzione fu preparata,
fucile e mitraglie eran puntati,
non si sentiva i colpi, i colpi dì mitraglia,
ma sì sentiva un grido: Viva l’italia!
*
Non si sentiva i colpi della fucilazione,
ma si sentiva un grido: Rivoluzione!

Anonimo – Giovani Ribellli

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4 Agosto 1944 la Brigata Sinigaglia entra e libera Firenze

Anonimo
Giovani Ribellli

Siam giovani ribelli
temprati dal soffrire
ma non vogliam servire
‘na setta di assassin
*
Ci hanno chiamato alle armi
contro i nostri fratelli
per questo siam ribelli
abbiamo in petto un cuor
*
Addio cara famiglia
deh non piangete mamma
se tutta la montagna
noi la presidierem
*
Anche se fame e freddo
da intirizzirci l’ossa
il grido di riscossa
noi ci riscalderà
*
E i vili repubblichini
che ci han questa sorte
nel cuore della notte
tutti li beccherem

Anonimo – Inno Partigiani Fiorentini

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Anonimo
Inno Partigiani Fiorentini

 

Sinigaglia, Lanciotto, Rosselli
son brigate di garibaldini
che guidate dagli inni più belli
combattiam per migliori destini
d’una patria tradita vilmente
da un ventennio di lutti ed orror
liberata sarà finalmente
dal tiranno tedesco invasor.
*
Siamo i partigiani
si lotta, si vince, si muor
siamo gli Italiani e abbiamo una fede nel cuor
per l’Italia bella tutto daremo ancor
contro i barbari nazifascisti
l’inesorabile nostro valor.
*
Va fuori d’Italia, va fuori che è l’ora,
va fuori d’Italia, va fuori che è l’ora.
*
Fanciullacci, Caiani, ‘Potente”
son tre nomi coperti di gloria
trucidati così barbaramente
dai nemici di tutta la storia
ma sapranno che i martiri nostri
son con noi sempre in piedi così
e gridando che: “Noi non siam morti”
marceremo con voi un dì.

 

Anonimo – Figli dell’officina

Anonimo

Figli dell’officina

Figli dell’officina

o figli della terra,

già l’ora s’avvicina

della più giusta guerra,

*

la guerra proletaria,

guerra senza frontiere,

innalzeremo al vento

bandiere rosse e nere,

*

Avanti, siam ribelli,

fieri vendicator

un mondo di fratelli

di pace e di lavor.

*

Dai monti e dalle valli

giù giù scendiamo in fretta,

con queste man dai calli

noi la farem vendetta;

*

del popolo gli arditi,

noi siamo i fior più puri,

fiori non appassiti

dal lezzo dei tuguri

*.

Avanti, siam ribelli…

*

Noi salutiam la morte,

bella vendicatrice,

noi schiuderem le porte

a un’era più felice;

*

ai morti ci stringiamo

e senza impallidire

per l’anarchia pugnamo;

o vincere o morire,

*

Avanti, siam ribelli..,