Fernande Volral – Belgio

 Fernande Volral – Belgio

Ho agito conformemente ai miei principi.

Non è una morte triste quando si ha questa consolazione.

Credo di essermi sempre comportata degnamente.

 

Fernande Volral

Di anni 24 nata a Charleroi (Hainaut) nel 1920 -. Dal 1940 agisce nelle organizzazioni  clandestine entrata a far parte delI’Armée Belge des Partisans 1 — Il 23 febbraio 1943, sorpresa nel corso di un trasporto di armi, ferisce uno dei tedeschi assalitori – catturata, viene tradotta nelle carceri di St-Gilles (Bruxelles) – trasferita nel settembre 1943 in Ger­mania, al campo di Nielzen — Processata il 26 marzo 1944

Ghigliottinata il 7 agosto 1944 a Wolfenbúttel (Germania).

Mammina mia,

ho una notizia ben triste da darti, ti prego sii coraggiosa, sono stata condannata a morte. Forse questa sera sarò giustiziata. Tu devi pen­sare a mio fratello e sopportare tranquillamente questa prova. Sono molto calma, mammina mia. Lo vedi anche tu, ho la coscienza tran­quilla. Ho agito conformemente ai miei principi. Non è una morte triste quando si ha questa consolazione. Credo di essermi sempre comportata degnamente. Ho molto pensato a te, dopo che sono in prigione. Mam­mina mia, renditi conto anche tu, non devi troppo piangermi, ero gio­vane e libera, non lascio bambini.

Per quanto riguarda mio fratello, digli che cerchi di essere un uomo, questo è tutto quanto gli chiedo. Presto il mondo sarà libero, e lo sarà pure per lui, il mio piccolo Claude, che avrà lottato. Digli di cercare di ben comprendere la vita, avrei tanto voluto fargliela scoprire. Ho pen­sato enormemente anche a lui, in prigione. Ti chiedo di abbracciarmi Marie. Dille che lei è uno dei miei piú bei ricordi. Sono veramente fe­lice di aver incontrato sulla mia strada una persona cosí buona e cosi onesta. Le voglio molto bene e le sono molto riconoscente per avermi dato un po’ della sua amicizia. Domando perdono a tutti per il dolore che Vi arreco, ma so che voi mi perdonerete. La causa che difendo è giusta, è sacra. Che i miei compagni sappiano che non ho mai dubitato del suo trionfo. Ho anche l’autorizzazione a scrivere ad Albert. Gli scriverò in­dirizzando a sua sorella. E’ molto giovane, sarà libero quando ritornerà, si rifarà una nuova vita, l’altra non ha contato. Da sposati siamo rimasti cinque giorni insieme!

Mammina mia, ho lasciato della roba da mia cognata. Vedi di ri­prenderla. Vorrei che tu dessi a Marie quella bomboniera tanto bella ch’ella mi aveva dato tempo fa. Sarà un ricordo per lei. A te, lascio il mio orologio che si deve trovare a St-Gilles. Disgraziatamente, non lascio molto. Vedi mammina mia, ti amo molto e ti domando di por­tare su Claude tutto il tuo amore materno. Credo che dopo questa guerra s’inizierà una vita di felicità. Vi chiedo di approfittarne, tutti. Ho anche una grande consolazione: nessun amico mi ha seguito in pri­gione. T’assicuro che questo mi dà una grande forza. Ti prego di in­formare una delle mie vecchie compagne di prigione, Antoinette Del­mazière di Courrières o di Henin-Liétart, sulla Manica. Non lo ricordo più con esattezza, ma indirizza alle due località, la lettera giungerà cer­tamente senza altre indicazioni. Lei ti parlerà di me. E’ stata molto buona con me. Dille che ho pensato a lei sino alla fine. Le mie vecchie compagne di prigione verranno certamente a prendere mie notizie. Tu dirai loro che ho saputo accettare la mia sorte con calma e che mi sono mostrata degna sino alla fine. Ho mantenuto le mie convinzioni sino alla fine, sono sempre rimasta atea. Oggi è una giornata bella e calda, questo per me è un simbolo dell’aurora che vedo spuntare. Approfit­tatene.

La prigione non mi ha cambiata moralmente, salvo per rendermi migliore.

Ed ora dico addio a te, mammina mia, e a tutti quelli che mi hanno voluto bene. Ancora una volta, coraggio. Ti lascio, ahimè, per sempre.

La tua « grande » figlia

Fernande

Note

1 « Armata Belga dei Partigiani » (o Partisans Armés = , Partigiani Armati »): movimento sorto nei mesi successivi all’occupazione tedesca e i cui quadri erano prevalentemente costituiti da veterani delle Brigate Internazionali di Spagna e da dirigenti del movimento operaio. Il movimento, che compi innumerevoli atti di sabotaggio e azioni armate, tentò di dare alla resistenza belga un’azione unitaria. Gran parte dei suoi esponenti caddero in combattimento o furono presi e giu­stiziati.

 

 

 

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