Georg Helland – Norvegia

Georg Helland – Norvegia
Ora vorrei terminare: le parole contano poco e noi due ci siamo sem­pre compresi  senza parlare troppo. Non avrò il tempo di scrivere a tutti, penserai tu a trasmetterei miei saluti.
Che la pace del Signore sia con te, cara, finché ci rivedremo.
Affettuosi saluti e arrivederci

Georg Helland
Di anni 36 – doganiere – nato a Stavanger (Rogaland) il 25 luglio 1905 — Dopo aver partecipato alla guerra di Norvegia sino alla capitolazione, si dedica subito alla lotta clandestina divenendo capo di un gruppo di informatori che oltre alla zona di Rogaland si estende nella parte occidentale del Paese – partecipa ad azioni di franchi tiratori e provvede al costante collegamento con le forze militari — Arrestato il 4 agosto 1941 a Stavanger, in seguito a delazione, da elementi della Gestapo – tradotto nelle carceri di Ladegaard – il 4 ottobre 1941 trasferito nelle carceri « Akebergveien » di Oslo e infine nella fortezza di Akershus – torturato _ Processato il 14 dicembre 1941 dal Tribunale Militare tedesco di Oslo -.

Fucilato il 29 dicembre 1941 nella foresta di Nannestad (Oslo) con altri dieci patrioti -.
Decorato di Medaglia al Valor Militare con Stella.

Akershus, Oslo, 29 dicembre 1941
Cara Conny,
quando leggerai queste righe, sarò tornato a Dio.
Vorrei tanto che ti fosse di conforto sapere che il mio animo è in pace, ora che tutto è stato deciso. Temo tanto che tu senta un vuoto at­torno a te, ma non devi disperarti, pensa solo che io me ne sono andato in un luogo dove rivedrò mamma e papà e dove io spero ardentemente di incontrare piú tardi voialtri.
Non so davvero come ringraziarti per quanto hai fatto per me nella mia infanzia e nella mia adolescenza, non ho di te che buoni ricordi, non ti consola questo?
L’unica cosa che mi rattrista è che negli ultimi anni siamo stati sem­pre lontani, con Lilli a Sauda e Anni a Bergen. Perciò sono stato tanto felice quando siete venuti tutti a trovarmi. Il nostro addio è stato pro­prio come doveva essere, un sorriso e una affettuosa stretta di mano. Vuoi cercare di esaudire il mio ultimo desiderio e pensare a me come a un caro fratello che un giorno rivedrai? Lo farai? Io credo che ne avrai la forza.
Ora vorrei terminare: le parole contano poco e noi due ci siamo sem­pre compresi senza parlare troppo.
Non avrò il tempo di scrivere a tutti, penserai tu a trasmetterei miei saluti.
Che la pace del Signore sia con te, cara, finché ci rivedremo. Affettuosi saluti e arrivederci.
Tuo fratello
Georg

Akershus 29.12.1941
Cara Conny,
perché tu sappia.
Ho scritto: a te, a Lilli, ad Anni, a Dan, Arvid, Halvor, Rullen, Tollboden, Svendsen, alla signora Lie e alla famiglia Jacobsen.
Vuoi trasmettere i miei saluti alla zia Karen e agli altri nel sud, come pure a quelli di città ai quali non ho potuto scrivere.
Ho tanti amici che non ho piú potuto salutare un’ultima volta. Siamo tutti qui riuniti e scriviamo e parliamo fra noi. Una grande pace regna fra noi. Mentre scrivo, stiamo aspettando che il Pastore venga a pren­derci per condurci all’ultimo servizio religioso nella nostra chiesa.
Fra poche ore la mia anima sarà giunta nella pace del Signore.
Arrivederci
Goggen
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