Bambini di Lidice

I Bambini di Lidice – Cecoslovacchia

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Monumento ai bambini di Lidice

Bambini di Lidice*

Vera Honzíková

30 giugno 1942

Cari amici,

ricevete da me un affettuoso saluto e un ricordo. Non so dove si tro­vino Béda e Zdenek, lo zio e la zia, forse lavorano in qualche posto. Tutti noi bambini siamo in Polonia. Qui fa sempre freddo. Karel ri­corda Vlasta, che fa? come sta? Abbiamo nostalgia di Lidice. La mattina e la sera ci dànno pane e vitel** , a mezzogiorno la minestra. Spero che ci rivedremo. Saluti

Vera e Karel

Mavrenka Hocková

Cari amici,

un affettuoso saluto dalla Polonia vi inviano Míla e Marus. Vi pre­gheremmo di inviarci qualche panno, perché non possediamo altro che quello che portiamo, e specialmente qualche cosa da mangiare. E qualche corona (tedesca). Sapete niente dei genitori? Noi siamo separati da loro. Spedite al piú presto, perché non sappiamo quanto tempo resteremo in questo posto. Saluti

Míla e Marùska

Eva Kavková

Cara Zia,

siamo qui soli, senza papà e mamma, non abbiamo che un abito e perciò vi preghiamo se poteste mandarci qualcosa. Qualche vecchia scarpa e un pezzetto di pane, oppure qualche focaccia. Accetteremo tutto con gioia… Saluti

Eva, Fina e Venda

Mario Hanfová

Cari,

vi salutiamo affettuosamente e ci ricordiamo di voi. Non vi hanno scritto papà o mamma? Se vi hanno scritto fateci sapere il loro indi­rizzo. Mandateci qualche cartolina postale e un po’ di cibo, perché qui non ci danno molto da mangiare. Fateci sapere cos’è successo di Lidice. Inviate qualcosa che si conservi a lungo. Siamo qui tutti bambini del paese. Non sappiamo dove siano i nostri genitori. Spediteci pure qualche abito e scarpe. Soprattutto, se potete, almeno un pezzo di pane. Man­date tutto quello che vi è possibile, ne abbiamo bisogno. Cordiali sa­luti da

Maruska, Anickà, e Viscl *** Hanfovi

Note

* Secondo il comunicato ufficiale emanato dalla Gestapo all’indomani della strage di Lidice, 88 bambini vennero inviati a Lódz (Polonia), mentre altri 7 d’età inferiore a un anno furono affi­dáti a un asilo di Praga. Tre furono mandati nel Reich, per essere germanizzati ». Secondo le fonti cecoslovacche, dei 104 bambini di Lidice solo 16 poterono far ritorno in patria. Un bimbo che nacque nel campo di concentramento di Ravensbruck da una donna di Lidice venne immediata­mente ucciso dalle SS. Dei bimbi inviati a Lédz, 9 vennero poi affidati con nomi e documenti falsi a famiglie tedesche, per essere tedeschizzati. Tra quelli che tornarono, Anicka Hanfová riuscì a fuggire dalla famiglia tedesca che la ospitava; Marie Dolezalová si riconobbe da una fotografia, perché durante il suo soggiorno in Germania aveva dimenticato tutto, compresa la lingua materna; Vera Vokatà, che dallo stesso « tutore » tedesco aveva appreso in qual modo era stato ucciso il padre, tornò dopo quattro anni, ricordava il céco e ricordava il punto in cui sorgeva, un tempo, la sua casa.

**Nota marca di margarina.

*** Anicka e Valek, che hanno firmato questa lettera scritta dalla sorella Maruska, sono fra i pochi che si sono salvati.

Durante la seconda guerra mondiale, faceva parte del Protettorato di Boemia e Moravia del Terzo Reich e fu completamente distrutto il 10 giugno 1942 come rappresaglia da parte degli occupanti tedeschi, in seguito all’attentato delle forze partigiane ceche in cui era stato ucciso Reinhard Heydrich, “Protettore del Reich” nel protettorato di Boemia e Moravia. L’ordine di distruzione totale dell’abitato e l’uccisione di tutti gli uomini adulti fu data da Adolf Hitler in persona.

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Reinhard Heydrich

La rappresaglia causò la morte di 192 uomini con più di 16 anni, fucilati, dopo che essi stessi dovevano, a gruppi di 10, portarsi sul luogo dell’esecuzione che era il muro di una fabbrica. Gli uomini non vennero bendati. Gli ultimi gruppi di 10 dovettero camminare sui corpi delle precedenti vittime, prima di arrivare al muro. La strage iniziò alle 7 di mattina, e terminò attorno alle 17.

Le 184 donne di Lidice furono caricate su camion il 12 giugno 1942, portate alla stazione di Kladno e fatte salire su treni speciali diretti al campo di concentramento di Ravensbrück.

Al loro arrivo, furono all’inizio isolate in un speciale block e successivamente divise tra la fabbrica di cuoio, nella costruzione di strade, nella fabbrica tessile e di munizioni.

Gli 88 bambini di Lidice, da 1 a 16 anni, furono portati nell’area della fabbrica tessile di Lodz. Su ordine del comandante del campo, non fu data loro alcuna assistenza medica. Il 2 luglio 1942 furono portati al campo di sterminio di Chelmno a 70 km da Lodz. È molto probabile che la maggior parte di loro sia stata gasata il giorno stesso dell’arrivo. Solo 17 fecero ritorno a casa alla fine della guerra.

Il paese fu raso al suolo completamente e dato alle fiamme. Scomparve dalle carte geografiche, ma venne ricostruito nel 1949 nei pressi del vecchio villaggio distrutto nel 1942. Attualmente la popolazione di Lidice è di 451 persone.

Il vecchio villaggio non fu più ricostruito.

Da Wikipedia

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