Olaf Andersen Norvegia

 

Olaf Andersen – Norvegia

 

Sono l’1,30 e alle 6,30 circa quanto deve succedere succederà.Ti occuperai tu dei miei effetti, quelli che ho qui ad Akershus e quelli che sono rimasti a casa e penserai tu a distri­buirli come meglio credi.

 

Olaf Andersen
Di anni 24 – meccanico specializzato – nato a Hisoy (Arendal) l’11 luglio 1917 -. Partecipa alla guerra dell’aprile-giugno 1940 e viene fatto prigioniero – rilasciato, tenta con cinque compagni di raggiungere su una imbarcazione a vela l’Inghilterra, per arruolarsi nelle forze norvegesi – sorpreso il 28 luglio 1941, al largo delle coste norvegesi, da vedette della Marina tedesca e catturato insieme ai compagni – tradotto nelle carceri di Kristian­sand S. e successivamente a MölIergaten 19 e ad Akershus (Oslo) – torturato -. Processato il 10 febbraio 1941 dal Tribunale Militare tedesco di Oslo -.

 

Fucilato il 16 marzo 1942 ad Hòya, nel fiordo di Oslo, con tre suoi compagni di fuga e un altro patriota.

 

Akershus, 16 marzo 1942
Cara madre mia,
è difficile, cara, iniziare questa lettera, ma purtroppo bisogna farlo. Non te la prendere troppo, credi soltanto in una volontà superiore. Anche con questo noi adempiamo a una missione. Non sono sempre stato molto bravo come avrei dovuto esserlo, e ti prego tanto tanto di perdonarmi. Ho pregato Dio di perdonare i miei peccati e sento che Gesú mi ha ascoltato. Cosí ora non temo la morte e sono convinto che certamente ci rivedremo. Sono l’1,30 e alle 6,30 circa quanto deve succedere succederà. Ti occuperai tu dei miei effetti, quelli che ho qui ad Akershus e quelli che sono rimasti a casa e penserai tu a distri­buirli come meglio credi. Salutami tutti a His, ognuno singolarmente, e anche coloro che si trovano a Lyngór. Non ho la possibilità di scri­vere tante lettere e allora tu penserai a salutarli per me. Credo che non sia opportuno scrivere alla nonna, sarà meglio che lo faccia tu. Io non sono sempre stato molto bravo, ma spero proprio che lo dimentiche­ranno. Salutami tutti coloro che furono buoni con noi in questo pe­riodo. Il pastore Hauge è stato con noi per tutta la sera; fu veramente straordinario, senza di lui non so come avrei potuto sopportare tutto
questo. Scrivo alcune righe a Gjaever di modo che tu non debba farlo. Ilo pregato Hauge di salutarmi Lyder. Dunque, mamma, quando tu riceverai questa lettera, io non sarò piú fra i vivi. E io credo che in tutto questo vi sia un piú alto volere. Come ho già detto ad Hauge, è ,certamente meglio morire oggi da buon cristiano, che non fra molti
senza forse essere figlio di Dio. Io cerco di non rendermi migliore di quello che sono, che Dio mi perdoni. A Tore e Karl non avrò l’occasione di scrivere; li saluterai tu da parte mia, quando ritorneranno a casa. Io spero che tutto andrà bene per loro nella vita. Che Dio ti benedica e sia con te. Grazie di tutto.
Con un ultimo saluto dal tuo figlio
Olaf

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