Anton Ivanov–Bulgaria

Anton Ivanov – Bulgaria

Addio e non piangete per me.
Trovate conforto fra le file dei com­battenti.
Ancora una volta audacia, coraggio o e fede nella vittoria.
Vi stringo al cuore fortemente e vi bacio con ardore
Anton Ivanov
Di anni 52 – operaio – nato a Koprivstica l’8 novembre 1889 -. Dapprima garzone d’osteria e sguattero, quindi marinaio nella flotta – nel 1902 diventa membro del circolo socia­lista [ Iskra ] ( La favilla ) – alla scissione del partito segue l’ala sinistra di Blagoev – ve­nuto a Sofia e impiegatosi come operaio metallurgico, diventa uno dei maggiori orga­nizzatori socialisti – svolge una parte preminente negli scioperi dei ferrovieri, dei minatori di Pernik e dei lavoratori degli zuccherifici di Sofia – nel corso della prima guerra mon­diale svolge propaganda contro la guerra e nel 1918 partecipa alla rivolta militare – dal 1918 al 1925 è segretario del Comitato di Sofia del Partito Comunista Bulgaro – nel 1922 viene nominato membro del Comitato Centrale del Partito, incarico che svolge fino alla morte – dopo il 9 giugno 1923 viene incaricato dell’organizzazione, per il circondario di Sofia, dell’insurrezione del settembre – arrestato due giorni prima dell’insurrezione, viene torturato dalla polizia di Cankov – rilasciato dopo qualche tempo, è costretto a espa­triare – durante la guerra di Spagna si occupa dell’organizzazione delle Brigate Internazio­nali, la bulgara « Dimitrov », la polacca « Dabrowski » e l’italiana « Garibaldi » — Ritornato in Bulgaria, nel corso della seconda guerra mondiale, diventa uno dei maggiori dirigenti della lotta clandestina del « Fronte Patriottico » — Arrestato il 26 aprile 1942 -. Processato a Sofia dal 3 al 18 luglio 1942 –.

 

Fucilato il 23 luglio 1942, nelle carceri centrali di Sofia,con altri membri del Comitato Centrale del Partito Comunista Bulgaro.

Sofia, I8.VII.I942

Care figliole, cara Ivanka,
non ci hanno lasciato finire di scrivere tranquillamente neppure le nostre lettere. Il processo è stato fatto piú che al galoppo. 48 imputati, duecento testimoni e trenta avvocati, in dodici giorni, dal 6 al 18 luglio. Fatto unico nella farsa e ell’oscurantismo fascista.
«Non permetto che si parli di politica! » Queste sono le uniche e ba­nali parole del giudice. Per questo motivo hanno tolto la parola al mio difensore, Anton Bojadzìev e nello stesso tempo hanno permesso a un «difensore » occasionale, Sotir Janev, di rovesciare i veleni politici fa­scisti contro di noi e l’Unione Sovietica.
Miei cari, ormai sono insieme a nobili compagni, davanti alla morte me ne vado fiero e tranquillo, convinto della prossima fine di questa banda imbestialita e impazzita per la mancanza di prospettive.
Addio, figliole mie, addio Ivanka, non rimpiangetemi: battetevi audacemente insieme con gli eroi di tutto il mondo per distruggerei nostri distruttori. Muoio tranquillo gustando la dolcezza della vittoria vicini.
Addio e non piangete per me. Trovate conforto fra le file dei com­battenti. Ancora una volta audacia, coraggio o e fede nella vittoria.
Vi stringo al cuore fortemente e vi bacio con ardore
i1 vostro felice padre
PS. Jordanka e Giorgio hanno dato tutta la loro salute, la loro forza, la loro dedizione e bontà per recare sollievo ai miei ultimi giorni Restate loro sempre grati e riconoscenti. Lottate e studiate!

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