Sylwester e Marian Tubacki – Polonia

Sylwester e Marian Tubacki – Polonia

Ricordatevi sempre che vostro figlio Sylwester è morto per la Patria da vero polacco.
Mam­mina carissima, quel sentimento
che ho per la Patria lo succhiai dal tuo seno.
Sii orgogliosa che tuo figlio è morto per la Patria.

Sylwester e Marian Tubacki
Fratelli – Sylwester  di anni 28, Marian di anni 24 –  ghigliottinati a Breslavia il
22 gen­naio 1943.

Breslavia X, 22.1.1941
Mia amatissima famigliola, cara mammina, papà, fratelli e sorellina,
con questa lettera è l’ultima volta che vi scrivo. Oggi alle 6,,o mi taglieranno la testa, per la nostra Patria che ha bisogno di sacrifici per risorgere e vivere. Dal profondo del cuore vi saluto, vi stringo, bacio tutti voi, e vi prego miei cari di non tormentarvi. Ricordatevi sempre che vostro figlio Sylwester è morto per la Patria da vero polacco. Mam­mina carissima, quel sentimento che ho per la Patria lo succhiai dal tuo seno. Sii orgogliosa che tuo figlio è morto per la Patria. E cosí, amici amatissimi. Questa è la volontà di Dio. Ricordate sempre che dal no­stro sangue sorgerà quella che non è morta. Mia cara famiglia, io mo­rirò, ma ciò non mi impressiona, sono contento al massimo grado. Comè, nobile e decoroso morire per la Patria lo sa solo colui che per essa muore. Non mi rincresce per la vita perché la dono per la Patria; mi duole solo per voi, miei carissimi, ma cosí è. Cosí vuole Iddio e cosí deve essere. Miei carissimi, muoio per Dio, per la Patria e per voi. At­traverso la morte nostra, di tanti polacchi, deve sorgere la nostra Patria per voi. Miei carissimi, siate sempre dei veri polacchi. Questa è la mia ultima preghiera che rivolgo a voi. Aspettiamo la morte nella stessa cella, io, Marys e un altro polacco e due céchi. Si, carissimi, ancora una volta vi saluto, vi stringo e bacio fino a soffocarvi, vostro figlio e fratello Sy1wester che mai vi dimenticherà.
Arrivederci, miei amatissimi. Dio, la Patria e voi, miei carissimi, sono per me tutto: per questo muoio.
Vostro figlio e fratello Sylwek
Arrivederci! Ancora la Polonia non è morta*.
Breslavia X, carceri
Miei cari **, papà e mammina, miei cari,
non vi ho potuto scrivere perché non mi era permesso. Ora vi comunico che questa lettera è l’ultima. Cari, io scrivo e piango perché, mie amati, non vi vedrò mai piú. La mia malattia è tanto aumentata che quando mi alzo dal letto cado e non posso piú alzarmi. E cosí la fine per me è gioia. Miei cari, vivete lieti e felici, non disperatevi per le nuvole nere. Coraggiosamente disperdetele e vivete lieti. Edzio e Stasio, obbedite ai genitori. Non fate sciocchezze. Oggi noi andiamo là dove è Luidwik per congiungerci a lui e vivere insieme e sbarazzarci dei fastidi terrestri. Che farci? Si dice: cosí è. Una settimana la ho avuto 1a confessione e la santa Comunione. Amati genitori, fratelli e sorelline, miei cari tutti, sin dall’11.8.I942 ero rinchiuso solo, dal 19.9.42 ancora solo. Prima del processo ancora solo. Dopo la sentenza fino al giorno del processo ancora solo. Per me la fine è bene. Cosa importa la nostra vita su questa terra? Che fa Nina? Ditele addio da parte mia, che preghi molto per me e voi tutti pregate per noi poveri condannati. E addio a voi tutti insieme.
Marian
Note
* Sono le prime parole dell’inno nazionale polacco.
** Letteralmente: « miei cari cuori».

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