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Pietro Zanella – Due povere strofe

Pietro Zanella

Due povere strofe

lo non conosco l’arte dello scrivere, pertanto lascio degnamente esternare le ansie, gli spaventi, i sentimenti di noi tuttia chi sa.
Mi permetto solo di trascrivere due povere strofe di una poesia che l’animo mio, non ancor ventenne, mi ispirò pochi giorni dopo la liberazione:

E venne, finalmente, il giorno sospirato,
dagli sgherri, dai tiranni fui rilasciato,
dietro assicurazione del padre benedettino
che nel suo convento mi tenne dalla sera al mattino.
Eran passate quarantacinque notti

da quando da Trentanove e compagni stolti
venni fermato, arrestato e percosso
perché volantini antifascisti mi trovarono addosso.

Anonimo – All’assalto

All’assalto
Canto di riferimento: Na juriš!

All’assalto, all’assalto, all’assalto,
echeggia nei boschi l’urlo dei combattenti,
le file nemiche sono folte!
Colpisci, irrompi,
picchia, spara!
*
All’assalto, oh -bel, partigiano
innanzi a te è il giorno della libertà.
*
All’assalto, all’assalto, all’assalto,
vendichiamo le case bruciate,
vendichiamo tutte le nostre tombe!
Scaccia gli indemoniati,
e salva i sofferenti!
*
All’assalto, oh bel, partigiano
innanzi a te è il giorno della libertà.
*
All’assalto, all’assalto, all’assalto,
al rogo gli alberi marci,
diventi un paradiso la terra;
splenda per tutti il sole,
vi prosperi soltanto la gioia!
*
All’assalto, oh bel, partigiano
innanzi a te è il giorno della libertà.
*
All’assalto, all’assalto, all’assalto,
fratelli oppressi venite con noi,
conquistiamoci da soli la libertà!
Attraverso la fame e il dolore,
per una vita migliore!
*
All’assalto, oh bel partigiano
innanzi a te è il giorno della libertà.

Alfonso Gatto – Ai compagni d’Italia

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Alfonso Gatto

Ai compagni d’Italia

Milano vi manda il suo cuore,
il vento delle pianure
le sue nevi
bianche di tanti morti, di tante case,
il lungo inverno in cui attese
l’ora e l’urlo della riscossa.
*
Vi manda la sua bandiera rossa,
il cielo d’aprile,
le fabbriche difese ad una ad una
la gioia che l’invase
(l’esser viva e libera nel mondo.
*
Milano vi manda il suo cuore,
compagni.
che, batte sull’Europa, questo cuore,
batte sull’Italia: sveglia i morti,
sveglia i vivi nel cielo d’aprile

Alfonso Gatto – Innamorarsi allora

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Alfonso Gatto
Innamorarsi allora

Innamorarsi allora
e che voleva dire?
I giorni d’ora in ora
per l’ora di morire.
*
L’amor non si nasconde
passeggia per le vie,
ma girano le ronde
aspettano le spie,
*
per indicare: è lui.
Un’ombra nei viali
negli angoli più bui,
l’inseguono i segnali
*
delle pattuglie. Certo
la notte è bella, odora
di pascolo all’aperto
della campagna, è l’ora
*
d’arrendersi alla piena
di quel cielo stellato.
Si perde nella lena di
correre, sul prato

vivo si guarda intorno,
ma tacciono i latrati
dei cani, nasce il giorno
dei giorni innamorati.
*
La bella morte sposa
il piccolo corriere
che dorme con la rosa
di sangue all’origliere.
*
Innamorarsi allora
e che voleva dire?
I giorni d’ora in ora
per l’ora di morire.

Alfonso Gatto dedicata a Eugenio Curiel

 

Bandiera_animata_Italia_Nazionale_dal_1946
Alfonso Gatto
Dedicata a
Eugenio Curiel

 

 

In un giorno della vita
ho camminato con Giorgio
a capo scoperto nel cielo.
Giorgio era un compagno
Giorgio era il Partito,
maturo come un frutto,
Giorgio era la sua voce
inceppata e sicura,
(i) denti neri (il) tabacco nero
(la) sigaretta arrotolata
un desiderio di svegliare
il mondo coi suoi pensieri.
*
Ho udito Giorgio
ho visto Giorgio
alto come le case
nell’orizzonte del cielo.
*
Come un grande studente
usciva in fretta alle porte
a insegnare la strada
ai giovani compagni.
Compagna anche la morte,
diceva, il sangue è rosso.
*
A maggio lo portammo al cimitero.
Se potevamo camminare
e coprirlo di fiori e di bandiere
era perchè da morto c’indicava
la grande strada della primavera.
Lui che c’indicava
la grande strada della primavera.

Anonimo – Il canto dei partigiani caduti

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Poesia di Anonimo
Il canto dei partigiani caduti

Quando il nemico spadroneggiava
nelle nostre valli, ci siamo ribellati,
siamo saliti sulla montagna, ci siamo
conquistate una ad una le armi,
assaltandolo, trascinandolo nelle gole
abbandonate dei nostri mondi.
Siamo rimasti al freddo, al vento, 
soli, col ricordo delle case lontane, dove le mamme pregavano per noi.
Lassù non avremmo partiti.
Non ambizioni. Una sola bandiera:
Il tricolore della patria in catene.
Ci portarono le stelle il volto dei nostri cari lontani.
Ci portò il vento l’ultimo sospiro dei nostri morti.
Abbiamo perduto la spensierata
baldanza con la quale siamo partiti.
Ci ha fatto diventare muti il silenzio del bosco senza sole.
Ci ha fatto diventare freddi lo spettacolo delle case in fiamme.
Siamo morti sputando in faccia all’invasore.
Siamo ancora insepolti all’ombra delle rocce, ai margini delle strade.
Non avremmo che le lacrime delle
nostre mamme atterrite,
e il perenne ricordo dei nostri compagni.
Solo questo chiedono a voi
le nostre carni a brandelli:
Onestà, libertà, giustizia.

I soldati della palude

I soldati della Palude
Canto di riferimento: Die moorsoldaten [I soldati della palude]

Fin dove lo sguardo può giungere
non si vede che brughiera e palude
non un uccello canta qui attorno
soltanto qualche quercia povera e spoglia
*
Siamo i soldati della palude
marciamo con le vanghe
nel fango!
*
In questa brughiera deserta
sorge il lager abbandonato
dove noi lontani dalla libertà
siamo ammassati dietro ai reticolati
*
Siamo i soldati della palude
marciamo con le vanghe
nel fango!
*
La mattina andiamo in colonna
nella palude dove lavoriamo
Scaviamo nella calura del sole
e parlare di casa non ha senso
*
Siamo i soldati della palude
marciamo con le vanghe
nel fango!

Canto di Buchenwald

Canto di Buchenwald
Canto di riferimento: Buchenwald-Lied

All’alba, ma prima che il sole si levi,
le colonne vanno verso le fatiche della giornata
avanzando nel primo mattino.
E il bosco è nero e il cielo è rosso
e noi portiamo nella bisaccia un tozzo di pane
e nel cuore, nel cuore gli affanni.
*
O Buchenwald, non potrò mai dimenticarti,
perché sei il mio destino.
Solo chi può lasciarti è in grado di sapere
quanto meravigliosa sia la libertà!
O Buchenwald, non ci lamentiamo e non piangiamo:
quale che sia il nostro futuro
vogliamo comunque dire sì alla vita,
poiché verrà il giorno
in cui saremo liberi.
*
La notte è tanto corta ed il giorno tanto lungo,
ma risuona un canto che in patria si cantava:
così il nostro coraggio non viene meno.
Tieni il passo, compagno, e non perderti d’animo,
noi portiamo la volontà di vivere nel sangue
e nel cuore, nel cuore la fede!
*
O Buchenwald…

Il nostro sangue è caldo e la ragazza lontana,
ed il vento canta sommesso ed io le voglio tanto bene:
se mi restasse fedele!
Le pietre sono dure ma il nostro passo è fermo,
e portiamo con noi picconi e vanghe
e nel cuore, nel cuore l’amore!
*
O Buchenwald…

Deportati

Deportati
Canto di riferimento: Deportees

I raccolti sono tutti caricati
e le pesche stanno marcendo
Le arance sono tutte impacchettate
in ammassi di creosoto
Vi stanno riportando indietro
in volo verso il confine messicano
perchè voi poi spendiate tutto
il vostro denaro per guadare di nuovo
*
Addio Juan, addio Rosalita
Addio amici miei, Jesus e Maria
Non avrete un nome quando sarete
su quel grande aeroplano
Il solo nome che vi daranno
sarà deportati
*
Il padre di mio padre guadò
quel fiume
Gli presero tutto il
denaro che aveva guadagnato
nella sua vita
I miei fratelli e le mie sorelle
lavoravano nei frutteti
Guidando i grossi autocarri
per tutta la vita
*
Addio Juan, addio Rosalita
Addio amici miei, Jesus e Maria
Non avrete un nome quando sarete
su quel grande aeroplano
Il solo nome che vi daranno
sarà deportati
*
L’aereo prese fuoco sul
Los Gatos Canyon
Una sfera infuocata
di lampi che fece tremare
le colline
Chi sono questi compagni
che son morti come foglie secche
Alla radio sento dire che sono solo deportati
*
Addio Juan, addio Rosalita
Addio amici miei, Jesus e Maria
Non avrete un nome quando
sarete su quel grande aeroplano
Il solo nome che vi daranno
sarà deportati
*
Abbiam trovato la morte
tra le vostre colline
e nei vostri deserti
nelle vostre valli e nelle
vostre pianure
sotto i vostri alberi
e nei vostri cespugli
Su entrambe le rive
del fiume abbiamo
trovato eguale morte
*
Addio Juan, addio Rosalita
Addio amici miei, Jesus e Maria
Non avrete un nome quando sarete
su quel grande aeroplano
Il solo nome che vi daranno
sarà deportati
*
Alcuni di noi sono clandestini,
altri indesiderati
Il nostro contratto di lavoro
è terminato e dobbiamo
trasferirci
Ma ci sono seicento
miglia dal confine Messicano
Ci danno la caccia c
ome fuorilegge, come ladri
di bestiame, come rapinatori
*
Addio Juan, addio Rosalita
Addio amici miei, Jesus e Maria
Non avrete un nome quando sarete
su quel grande aeroplano
Il solo nome che vi daranno
sarà deportati
*
E’ questo il modo migliore
con cui possiam far crescere
i nostri frutteti
E’ questo il modo migliore
con cui possiam far crescere
la buona frutta
morire come foglie secche
e marcire sul terreno
ed esser conosciuti con nessun
nome se non "deportato"
*
Addio Juan, addio Rosalita
Addio amici miei, Jesus e Maria
Non avrete un nome quando
sarete su quel grande aeroplano
Il solo nome che vi daranno
sarà deportati.

All’assalto – Canti Partigiani

All’assalto
Canto di riferimento: Na juriš!

All’assalto, all’assalto, all’assalto,
echeggia nei boschi l’urlo dei combattenti,
le file nemiche sono folte!
Colpisci, irrompi,
picchia, spara!
*
All’assalto, oh -bel, partigiano
innanzi a te è il giorno della libertà.
*
All’assalto, all’assalto, all’assalto,
vendichiamo le case bruciate,
vendichiamo tutte le nostre tombe!
Scaccia gli indemoniati,
e salva i sofferenti!
*
All’assalto, oh bel, partigiano
innanzi a te è il giorno della libertà.
*
All’assalto, all’assalto, all’assalto,
al rogo gli alberi marci,
diventi un paradiso la terra;
splenda per tutti il sole,
vi prosperi soltanto la gioia!
*
All’assalto, oh bel, partigiano
innanzi a te è il giorno della libertà.
*
All’assalto, all’assalto, all’assalto,
fratelli oppressi venite con noi,
conquistiamoci da soli la libertà!
Attraverso la fame e il dolore,
per una vita migliore!
*
All’assalto, oh bel partigiano
innanzi a te è il giorno della libertà.