Francia – Lettere di condannati a morte

 

Francia – Introduzione

Sono Caduti per la “Libertà”

Con il nome della “Patria sulle labbra

E “Bandito” sul cartello al collo dell’impiccato

 

Aux armes citoyens!

Formez vos bataillons,

Marchons, marchons!

Qu’un sang impur

Abreuve nos sillons.

 

Secondo dati tuttora incompleti e non ufficiali le perdite francesi in vite umane a causa dell’occupazione sono state le seguenti:

su circa 115 mila deportati politici, 75 mila non hanno fatto ritorno. Non risulta se questa cifra comprenda i deportati non francesi: esuli politici, cioè, che in grande numero erano riparati in F. fra le due guerre, molti dei quali, al momento dell’occupazione tedesca, furono presi e deportati. Per i deportati razziali cfr. quanto detto piú sotto;

circa 30 mila resistenti morti in combattimento o giustiziati. Anche per questa cifra non risulta se vi siano compresi i resistenti di altre nazionalità che in grande numero si unirono ai maquis e morirono per mano tedesca.

A proposito di questi dati, forniti dal prof. H. Michel del Comité d’Histoire de la Guerre di Parigi, va osservato che essi si riferiscono al solo territorio metropolitano francese, esulando dal presente studio l’esame delle forze che operarono nei possedimenti francesi e sui vari fronti della lotta contro l’« Asse» ; e va ricordato che i territori occupati da tedeschi e italiani furono, sino al 1942, la parte nord della Francia., le fasce costiere e di confine, nonché l’Alsazia e la Mosella (Lorena) annesse al Reich. Dopo il novembre 1942 l’intero territorio francese fu occupato da tedeschi e italiani, e, dopo l’armistizio italiano, dai soli tedeschi, eccetto la Corsica, liberata dall’ottobre 1943•

Violenze e crimini vanno attribuiti nella quasi totalità all’occupante tedesco. Tuttavia un grande contributo alla repressione del movimento di resistenza fu portato dalle molteplici organizzazioni dipendenti dal governo di Vichy e dagli elementi collaborazionisti dell’amministrazione francese delle zone occupate, oltre a quelle che operavano alla diretta dipendenza dei tedeschi. Di tali organizzazioni le piú importanti furono :

la Milice («Milizia») di Darnan, con le sue formazioni dette Francs-Gardes;

il P.P.F. (Parti Populaire Francaise « Partito Popolare Francese »), i cui membri furono particolarmente impiegati nella repressione dei movimenti operai del nord;

il Rassemblement National Populaire (« Raggruppamento Nazionale Popolare ») di Marcel Déat;

il Mouvement Social Révolutionnaire (« Movimento Sociale Rivoluzionario ») di Déloncle;

la L.V.F. (Légion Volontaires Francais (« Legione dei Volontari Francesi »), impiegata contro il maquis;

il Parti Collettiviste (« Partito Collettivista ») di Clementi.

Fra le forze direttamente dipendenti dai tedeschi si ricorda:

la banda del belga Masuy di rue Henri-Martin, Parigi, che operò circa 2 mila arresti;

la banda Bony e La Font di rue Lauriston, Parigi;

la banda Guicciardini di rue La Pompe, Parigi;

la Gestapo Géorgienne (« Gestapo Georgiana ») con a capo emigrati georgiani;

la Gestapo Nord-Africaine (« Gestapo Nord-Africana ») addetta alla repressione della resistenza fra gli arabi e i negri di Parigi;

le bande Hervé a Caén, Francis André a Lione e Costantini a Digione.

Gran parte degli arresti in ogni parte della Francia. furono compiuti dalla Súreté Nazionale (la Polizia);

una sola delle brigate speciali della Prefettura di Parigi operò, tra il 1941 e il 1944, 2071 arresti e consegnò ai tedeschi 495 persone delle quali 125 vennero fucilate.

Va aggiunto che molte vittime del periodo dell’occupazione tedesca furono comunisti messi in campo di concentramento, per ordine dei governi di Daladier e Reynaud, dall’agosto 1939•

Le esecuzioni capitali di patrioti francesi avvennero generalmente per fucilazione, in parte a mezzo di ghigliottina e in un numero limitato di casi per impiccagione. Esempi isolati di esecuzioni si hanno già all’indomani dell’occupazione;

cosí un mercante di vino di Bordeaux, fucilato nel luglio 1940 per aver insultato un ufficiale tedesco;

Karp, fucilato il 27 agosto 1940 a Bordeaux, per aver agitato un bastone mentre passava un reparto tedesco;

P. Roche, preso dalla polizia francese di Bordeaux, consegnato ai tedeschi e fucilato a La Rochelle il 7 settembre 1940.

L’andamento delle esecuzioni, e particolarmente quello della fucilazione di ostaggi, segue quindi il diffondersi del movimento di resistenza e colpisce maggiormente le zone dove tale movimento è piú intenso: la Bretagna, la Savoia, il Dròme-et-Isère, lo Jura, le Alpi Marittime, il Massiccio Centrale e i maggiori centri abitati. Ecco il calendario delle maggiori esecuzioni di ostaggi compiute nella sola seconda metà del 1941:

fine luglio, al campo di Drancy: 20 ostaggi, di cui 10 comunisti e 10 ebrei;

16 settembre, a Parigi: 10 ostaggi;

20 settembre, a Parigi: 11 ostaggi;

23 ottobre, a Cháteaubriant e Souges (Nantes): 100 ostaggi;

il 15 dicembre, a Parigi: 100 ostaggi.

Fra i piú noti eccidi di combattenti dei maquis si ricorda quello dell’altipiano del Vercors (Dróme-et-Isère) dove erano concentrati circa 3 mila patrioti; quando i tedeschi, dopo duri combattimenti, raggiunsero le posizioni partigiane (23 luglio 1944), massacrarono tutti i feriti, gli ammalati e i loro medici che si trovavano nella grande grotta di Luire trasformata in ospedale, oltre a compiere sanguinose rappresaglie nei villaggi della zona.

Analogamente, dopo il rastrellamento tedesco nella zona di Glières (Haute-Savoie) contro circa 500 partigiani ivi raccolti, 100 partigiani catturati vennero fucilati sul posto mentre la quasi totalità degli altri risulta caduta in combattimento.

Le maggiori violenze si hanno dopo lo sbarco Alleato in Normandia, quando in tutto il territorio francese, ove piú ove meno, il fronte interno entra in movimento con scioperi, azioni di disturbo nelle retrovie, combattimenti e insurrezioni popolari, come quella con cui viene liberata Parigi. Da fosse comuni sono stati esumati prigionieri fucilati in massa dai tedeschi in ritirata. Nei giorni immediatamente precedenti l’evacuazione di Parigi vengono fucilati nella capitale18 operai e, al Bois de Boulogne, 37 studenti della Sorbonne.

I luoghi di Francia. piú tristamente famosi per il calvario dei patrioti catturati furono:

come carceri, Fresnes (Parigi), Fort de Brion (Lione), Le Milles (Aquisgrana), Embrun, Fréjus, Modane e Sospello, questi ultimi quattro usati, fino all’8 settembre 1943, dall’occupante italiano;

come luoghi di tortura, la sede della Gestapo in avenue Foch (Parigi), la sede della Súreté Generale in rue de Saussaies II (Parigi), l’Hotel Masseria sede della Gestapo di Nizza; le sedi di piace Bellecourt a Lione e di rue Paradis a Marsiglia;

come luoghi di fucilazioni, il Mont-Valérien e il Bois de Boulogne di Parigi.

Le violenze contro la popolazione civile cominciarono già durante l’invasione tedesca; nei comuni di Courrières e di Oignies (Nord) i tedeschi, pretendendo di essere stati attaccati da partigiani, fucilarono o massacrarono a colpi di baionetta circa 140 uomini, donne e bambini. Il trattamento della popolazione fu particolarmente duro nelle zone annesse (Alsazia e Mosella) e nella « zona interdetta » (Borgogna, Lorena e i 5 dipartimenti del Nord); zone che l’occupante, con la connivenza di Pétain, tentò di germanizzare o colonizzare, alla stregua, seppure in forme meno drastiche, di quanto avvenne nei territori annessi della Polonia e nel Protettorato di Polonia; divieto ai profughi di rientrare in quelle zone, espulsione in massa, retate in grande stile per il reclutamento ai lavori forzati, espropri di terreni, ecc. Retate per il servizio del lavoro obbligatorio, per realizzare il programma di mobilitare oltre 600 mila lavoratori, si ebbero in ogni parte di F., spesso nelle forme piú violente; cosí a Parigi, a Grenoble e in alcuni centri di Aquitania e del Cantai dove furono prelevati di forza tutti gli uomini validi; cosí ancora contro professori, studenti e inservienti dell’università di Strasburgo che si erano trasferiti a Clermont-Ferrand. Oradour-sur-Glane

Il piú terribile eccidio di civili fu quello compiuto il 10 giugno 1944 a Oradour-sur-Glane. In seguito al ferimento di 4 soldati tedeschi dovuto a tronchi messi su di una strada su cui transitava un’autocolonna, e dopo il rifiuto del sindaco di consegnare i 30 ostaggi richiesti, le S.S. assassinarono l’intera popolazione,cioè 634 persone. Donne e bambini rifugiatisi nella chiesa vennero anch’essi mitragliati e la chiesa venne quindi fatta saltar in aria e incendiata; altri, che si erano rifugiati nelle case coloniche dei dintorni, vennero raggiunti e massacrati mentre il paese veniva dato alle fiamme.

Cosí il 2 aprile 1944 ad Ascq (Pas-de-Calais), per un atto di sabotaggio compiuto sulla linea ferroviaria e che aveva ritardato il passaggio di un convoglio tedesco, le S.S. assassinano con un colpo alla nuca 86 uomini del villaggio (secondo altra fonte le vittime furono 111);

ad Habère-Lullin (Haute-Savoie), la notte del Natale 1943, vengono uccisi 24 giovani riuniti per ballare;

1’8 giugno 1944 a Tulle (Sud) 99 abitanti vengono appesi a ganci da macellaio;

a Maillé-en-Touraine (Indre-et-Loire), il 25 agosto 1944, vengono massacrati 124 abitanti fra cui 2 neonati;

a Etobon (Belfort) il 27 settembre 1944, 39 uomini vengono massacrati nella chiesa protestante.

Anche per i civili, dunque, come si rileva da questi esempi, le massime violenze coincisero con la fase successiva allo sbarco Alleato.

Per quanto riguarda in particolare le persecuzioni razziali, esse furono condotte sia dai tedeschi che, sebbene con un certo ritardo, dal governo di Vichy; quest’ultimo istituí il famoso campo di Gurs (Alti Pirenei) nel quale perirono, nel solo inverno 1940-41, oltre 800 detenuti. La valutazione del numero complessivo di ebrei scomparsi (in maggioranza ad Auschwitz e in altri campi di eliminazione) è ancora alquanto incerta; si va dai 60 mila calcolati (per difetto) dal REITLINGER, op. cit., ai 160 mila del « Comitato d’inchiesta anglo-americano sull’ebraismo europeo e la Palestina » (Losanna 1946).

Come già accennato, oltre al campo di Gurs, vi furono numerosi campi, alcuni dei quali istituiti dal governo Daladier fin dal 1939, dove furono rinchiusi dirigenti e militanti comunisti, ebrei, emigrati politici ecc., molti dei quali furono poi presi dai tedeschi o addirittura consegnati come ostaggi dal governo di Vichy ai tedeschi. Cosí il campo di Drancy (Parigi) per gli ebrei, quello di Argelès (Pirenei orientali) per gli spagnoli, quello di La Lande (Tours) per gli zingari, quelli di Voves (Loiret) e Saint-Sulpice (Taru) per i comunisti. Campi di smistamento per la Germania furono quelli di Pithiviers (Loiret), Beaune-la-Rolande nonché Compiègne con la sua succursale femminile di Romainville, questi ultimi particolarmente noti per le sofferenze patite dai detenuti e per i prelevamenti di ostaggi destinati alla fucilazione. E infine il campo tedesco di Stutthof in Alsazia. Di deportati francesi, politici e militari, si trovano tracce nei maggiori campi di concentramento e di eliminazione di Germania e anche di Polonia.

 

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