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Pietro Zanella – Due povere strofe

Pietro Zanella

Due povere strofe

lo non conosco l’arte dello scrivere, pertanto lascio degnamente esternare le ansie, gli spaventi, i sentimenti di noi tuttia chi sa.
Mi permetto solo di trascrivere due povere strofe di una poesia che l’animo mio, non ancor ventenne, mi ispirò pochi giorni dopo la liberazione:

E venne, finalmente, il giorno sospirato,
dagli sgherri, dai tiranni fui rilasciato,
dietro assicurazione del padre benedettino
che nel suo convento mi tenne dalla sera al mattino.
Eran passate quarantacinque notti

da quando da Trentanove e compagni stolti
venni fermato, arrestato e percosso
perché volantini antifascisti mi trovarono addosso.

Anonimo – All’assalto

All’assalto
Canto di riferimento: Na juriš!

All’assalto, all’assalto, all’assalto,
echeggia nei boschi l’urlo dei combattenti,
le file nemiche sono folte!
Colpisci, irrompi,
picchia, spara!
*
All’assalto, oh -bel, partigiano
innanzi a te è il giorno della libertà.
*
All’assalto, all’assalto, all’assalto,
vendichiamo le case bruciate,
vendichiamo tutte le nostre tombe!
Scaccia gli indemoniati,
e salva i sofferenti!
*
All’assalto, oh bel, partigiano
innanzi a te è il giorno della libertà.
*
All’assalto, all’assalto, all’assalto,
al rogo gli alberi marci,
diventi un paradiso la terra;
splenda per tutti il sole,
vi prosperi soltanto la gioia!
*
All’assalto, oh bel, partigiano
innanzi a te è il giorno della libertà.
*
All’assalto, all’assalto, all’assalto,
fratelli oppressi venite con noi,
conquistiamoci da soli la libertà!
Attraverso la fame e il dolore,
per una vita migliore!
*
All’assalto, oh bel partigiano
innanzi a te è il giorno della libertà.

Salvatore Quasimodo – ANNO DOMINI MCMXLVII

Salvatore Quasimodo

ANNO DOMINI MCMXLVII

Avete finito di battere i tamburi

a cadenza di morte su tutti gli orizzonti
dietro le bare strette alle bandiere,
di rendere piaghe e lacrime a pieta’
nelle citta’ distrutte, rovina su rovina.
E piu’ nessuno grida: “Mio Dio
perche’ m’hai lasciato?”. E non scorre piu’ latte
ne’ sangue dal petto forato. E ora
che avete nascosto i cannoni fra le magnolie,
lasciateci un giorno senz’armi sopra l’erba
al rumore dell’acqua in movimento,
delle foglie di canna fresche tra i capelli
mentre abbracciamo la donna che ci ama.
Che non suoni di colpo avanti notte
l’ora del coprifuoco. Un giorno, un solo
giorno per noi, padroni della terra,
prima che rulli ancora l’aria e il ferro
e una scheggia ci bruci in piena fronte.

Alfonso Gatto – Ai compagni d’Italia

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Alfonso Gatto

Ai compagni d’Italia

Milano vi manda il suo cuore,
il vento delle pianure
le sue nevi
bianche di tanti morti, di tante case,
il lungo inverno in cui attese
l’ora e l’urlo della riscossa.
*
Vi manda la sua bandiera rossa,
il cielo d’aprile,
le fabbriche difese ad una ad una
la gioia che l’invase
(l’esser viva e libera nel mondo.
*
Milano vi manda il suo cuore,
compagni.
che, batte sull’Europa, questo cuore,
batte sull’Italia: sveglia i morti,
sveglia i vivi nel cielo d’aprile

Alfonso Gatto – Innamorarsi allora

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Alfonso Gatto
Innamorarsi allora

Innamorarsi allora
e che voleva dire?
I giorni d’ora in ora
per l’ora di morire.
*
L’amor non si nasconde
passeggia per le vie,
ma girano le ronde
aspettano le spie,
*
per indicare: è lui.
Un’ombra nei viali
negli angoli più bui,
l’inseguono i segnali
*
delle pattuglie. Certo
la notte è bella, odora
di pascolo all’aperto
della campagna, è l’ora
*
d’arrendersi alla piena
di quel cielo stellato.
Si perde nella lena di
correre, sul prato

vivo si guarda intorno,
ma tacciono i latrati
dei cani, nasce il giorno
dei giorni innamorati.
*
La bella morte sposa
il piccolo corriere
che dorme con la rosa
di sangue all’origliere.
*
Innamorarsi allora
e che voleva dire?
I giorni d’ora in ora
per l’ora di morire.

Alfonso Gatto dedicata a Eugenio Curiel

 

Bandiera_animata_Italia_Nazionale_dal_1946
Alfonso Gatto
Dedicata a
Eugenio Curiel

 

 

In un giorno della vita
ho camminato con Giorgio
a capo scoperto nel cielo.
Giorgio era un compagno
Giorgio era il Partito,
maturo come un frutto,
Giorgio era la sua voce
inceppata e sicura,
(i) denti neri (il) tabacco nero
(la) sigaretta arrotolata
un desiderio di svegliare
il mondo coi suoi pensieri.
*
Ho udito Giorgio
ho visto Giorgio
alto come le case
nell’orizzonte del cielo.
*
Come un grande studente
usciva in fretta alle porte
a insegnare la strada
ai giovani compagni.
Compagna anche la morte,
diceva, il sangue è rosso.
*
A maggio lo portammo al cimitero.
Se potevamo camminare
e coprirlo di fiori e di bandiere
era perchè da morto c’indicava
la grande strada della primavera.
Lui che c’indicava
la grande strada della primavera.

Complaint" del partigiano

"Complaint" del partigiano
Canto di riferimento: Complainte du partisan

I tedeschi sono stati da me
mi hanno detto: arrenditi,
ma io non potevo
e ho ripreso le armi.
*
Nessuno mi chiese
da dove vengo e dove vado,
voi che lo sapete
cancellate il mio passaggio.
*
Ho cambiato cento volte nome
ho perso compagna e bambini,
ma ho molti amici
e ho la Francia intera.
*
Un vecchio in un granaio
ci nascose per la notte,
i tedeschi l’han preso
morì senza sorprendersi.
*
Ancor ieri eravamo in tre,
oggi non resto che io
a girare attorno
nella prigione delle frontiere.
*
Il vento soffia sulle tombe
la libertà ritorna,
ci dimenticheranno
e saremo di nuovo nell’ombra.

Anonimo – Bosco e caserma

Bosco e caserma
Canto di riferimento: Caserne et forêt

Speravo, a Fontainebleau
di godermi i boschi solitari,
ma, per sventura, ques’ameno luogo
pullula di militari.
*
Tra la foglia ed il granito,
sin dall’alba, uno stronzo di soldato
sveglia l’uccello nel suo nido
al suono della tromba.
*
Il silenzio si stende come velluto
nelle cavità d’un vallone selvaggio ;
ma sulle rocce, dei tamburi
fanno il loro addestramento.
*
Mentre, a canzoni, si rifà il mondo,
il grande avvenire e la speranza,
ci si sveglia di soprassalto, sbattendo
contro dei pantaloni vermigli.
*
Puzzando forte di vino e d’amore
delle puttane da soldati macchiano
prati dove fino a quel giorno
avevo visto pascolar le vacche.
*
Ma non potremmo, di soppiatto,
e senza far male al governo al potere
Una notte spostare il bosco
lontano lontano dalla caserma ?…

Anonimo – All’assalto

All’assalto
Canto di riferimento: Na juriš!

All’assalto, all’assalto, all’assalto,
echeggia nei boschi l’urlo dei combattenti,
le file nemiche sono folte!
Colpisci, irrompi,
picchia, spara!
*
All’assalto, oh -bel, partigiano
innanzi a te è il giorno della libertà.
*
All’assalto, all’assalto, all’assalto,
vendichiamo le case bruciate,
vendichiamo tutte le nostre tombe!
Scaccia gli indemoniati,
e salva i sofferenti!
*
All’assalto, oh bel, partigiano
innanzi a te è il giorno della libertà.
*
All’assalto, all’assalto, all’assalto,
al rogo gli alberi marci,
diventi un paradiso la terra;
splenda per tutti il sole,
vi prosperi soltanto la gioia!
*
All’assalto, oh bel, partigiano
innanzi a te è il giorno della libertà.
*
All’assalto, all’assalto, all’assalto,
fratelli oppressi venite con noi,
conquistiamoci da soli la libertà!
Attraverso la fame e il dolore,
per una vita migliore!
*
All’assalto, oh bel partigiano
innanzi a te è il giorno della libertà.

Santino Spinelli – Liberate le catene

Santino Spinelli
Liberate le catene

Liberate le catene che avvinghiano il cuore,
spezzatele di tenero amore!
Liberate le catene
che imprigionano la verità,
aprite gli occhi d’umana solidarietà.
Liberate le catene
che seminano dolore,
morti, lutti e cataclismi!
Liberate la catene
che soffocano l’amata libertà
Liberate, liberate, liberate…
il mondo dalle fredde catene dell’indifferenza!