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Chiara Ferrari – Partigiano ha cento penne

Patria Indipendente

Cantavano i partigiani

Chiara Ferrari

Breve rassegna (e breve storia) di alcune famose canzoni della Resistenza,

dei loro testi e dei luoghi dove sono nate

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Il partigiano o Il bersagliere ha cento penne è un adattamento di una canzoni militare, alpina, da parte di partigiani che ne hanno fatto una canzone di lotta per la Liberazione. Questo motivo nasce dai partigiani operanti sulle montagne liguri nel 1944, ma lo si ritrova in tutte le regioni dove avvenne la Resistenza. In questo canto si afferma la superiorità del partigiano sugli altri soldati, quelli regolari, che non hanno scelto quella vita: il partigiano è povero, non ha penne sul berretto, ma combatte per la libertà

Per ascoltare

La canzone

https://youtu.be/SBSN9rHE_Ak

Il bersagliere ha cento penne

e l’alpino ne ha una sola

il partigiano ne ha nessuna

e sta sui monti a guerreggiar.

Là sui monti vien giù la neve,

la bufera dell’inverno,

ma se venisse anche l’inferno

il partigiano riman lassù.

Quando viene la notte scura

tutti dormono alla pieve,

ma camminando sopra la neve

il partigiano scende in azion.

Quando poi ferito cade

non piangetelo dentro al cuore,

perché se libero un uomo muore

che cosa importa di morir.

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Chiara Ferrari – Col parabello in spalla

Patria Indipendente

Cantavano i partigiani

Chiara Ferrari

Breve rassegna (e breve storia) di alcune famose canzoni della Resistenza,

dei loro testi e dei luoghi dove sono nate

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Col parabello in spalla è una canzone derivata dal canto degli alpini Col fucile sulle spalle, cantata soprattutto in Veneto, Liguria e Piemonte.

Si menzionano le bombe scippe, ordigni in uso nella prima guerra mondiale, prodotte dalla SIPPE (Società Italiana Per Prodotti Esplosivi).

Per ascoltare

La Canzone

https://youtu.be/QHgkrZ4emY4

Col parabello in spalla
caricato a palla
sempre bene armato
paura non ho
quando avrò vinto
quando avrò vinto/
col parabello in spalla
caricato a palla
sempre bene armato
paura non ho
quando avrò vinto
ritornerò
.E allora il capobanda
giunta la pattuglia
mi vuol salutare
e poi mi disse
e poi mi disse
e allora il capobanda
giunta la pattuglia
mi strinse la mano
e poi mi disse
«I fascisti son là»
.E a colpi disperati
mezzi massacrati
dalle bombe scippe
i fascisti sparivano
gridando «Ribelli»
gridando «Ribelli»/
e a colpi disperati
mezzi massacrati
dalle bombe scippe
i fascisti sparivano
gridando «Ribelli
abbiate pietà!»

Chiara Ferrari – Pietà l’è morta

Patria Indipendente
Cantavano i partigiani
Chiara Ferrari
Breve rassegna (e breve storia) di alcune famose canzoni della Resistenza,
dei loro testi e dei luoghi dove sono nate
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Pietà l’è morta è un brano che commuove. Il testo, steso collettivamente dai partigiani di Nuto Revelli sui monti cuneesi, è scritto sull’aria di Sul ponte di Perati e diventerà il canto della I divisione alpina Giustizia e Libertà, quando, dopo gli ultimi giorni del marzo 1944, il Comando aveva bandito un concorso per una canzone partigiana
Per ascoltare
La Canzone
https://youtu.be/XGxbGfZA2nY
Lassù sulle montagne bandiera nera:
è morto un partigiano nel far la guerra.
È morto un partigiano nel far la guerra,
un altro italiano va sotto terra.

Laggiù sotto terra trova un alpino,
caduto nella Russia con il Cervino
caduto nella Russia con il Cervino.

Ma prima di morire ha ancor pregato:
che Dio maledica quell’alleato!
che Dio maledica quell’alleato!

Che Dio maledica chi ci ha tradito
lasciandoci sul Don e poi è fuggito
lasciandoci sul Don e poi è fuggito.

Tedeschi traditori, l’alpino è morto
ma un altro combattente oggi è risorto
ma un altro combattente oggi è risorto.

Combatte il partigiano la sua battaglia:
Tedeschi e fascisti, fuori d’Italia!
Tedeschi e fascisti, fuori d’Italia!

Gridiamo a tutta forza: pietà l’è morta!

Chiara Ferrari – Con la guerriglia

Patria Indipendente

Cantavano i partigiani
Chiara Ferrari
Breve rassegna (e breve storia) di alcune famose canzoni della Resistenza,
dei loro testi e dei luoghi dove sono nate

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Con la guerriglia (1944), canto di battaglia della Brigata Garibaldina Cichero e di altre formazioni partigiane combattenti sull’Appennino ligure, successivamente passerà ad altre formazioni liguri come la Brigata Centocroci e la Brigata Muccini. Intonato sull’aria della famosa canzone anarchica Inno della Rivolta, nel dopoguerra il brano verrà poi rielaborato in differenti versioni, diffuse prevalentemente in Italia Centrale, Lazio in particolare
Per ascoltare
La canzone
https://youtu.be/OHGsX1ENgmE
Con la guerriglia
E noi farem del mondo un baluardo
Sapremo rider e disprezzar la vita
Per noi risorgerà la nuova Italia
Con la guerriglia

Per tutte le vittime nostre invendicate
Per liberar l’oppressa nostra gente
Ritorna sempre invitto nella lotta
Il patriota

Il nostro grido è libertà o morte
Sull’aspro monte ci siam fatti lupi
Al piano scenderem per la battaglia
Per la vittoria

Famelici di pace e di giustizia
Annienterem il fascismo ed i tiranni
Rossi di sangue e carichi di gloria
Nel fior degli anni

Ai nostri morti scaverem la fossa
Sulle rupestri cime sarà posta
Per noi risorgerà la nuova Italia
Con la guerriglia

Valsesia! Valsesia!

Patria Indipendente
Cantavano i partigiani
Chiara Ferrari
Breve rassegna (e breve storia) di alcune famose canzoni della Resistenza, dei loro testi e dei luoghi dove sono nate
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Valsesia! Valsesia! è la canzone della brigata di Cino Moscatelli, e si muove sulla stessa melodia e sullo stesso ritmo. Ecco l’esecuzione del Gruppo Popolare e Solisti dell’Oltrepo Pavese (tema):
Per ascoltare
La Canzone
https://youtu.be/EhkwvjiZLqM
Valsesia, Valsesia

Quando si tratta di attaccare
noi del Moscatelli siamo i primi
tutti si fermano a guardare
tutti si affacciano ai balcon

Contro i tedeschi e repubblichini
combatteremo siam partigiani
ai nostri monti l’abbiam giurato
dobbiamo vincere o morir

Valsesia! Valsesia!
cosa importa se si muore
questo è il grido del valore
partigiano vincerà

Quando si tratta di attaccare
Quelli del Pedar sono i primi
tutti cominciano a sparare
e dalla Valsesia vincerem

A Moscatelli l’abbiam giurato
Ai nostri morti gridiam così
Ai nostri monti l’abbiam giurato
Vogliamo vincere o morire

Valsesia! Valsesia!/
cosa importa se si muore
questo è il grido del valore
partigiano vincerà

Valsesia! Valsesia!
cosa importa se si muore
questo è il grido del valore
partigiano vincerà

Delle belle città – Inno dei massacrati

Canto dei Massacrati

È l’inno dei partigiani che combattevano sulle montagne tra le province di Alessandria e di Genova, nell’area di Capanne di Marcarolo. Nella notte tra il 5 e il 6 aprile 1944 nazisti e fascisti iniziarono un imponente rastrellamento contro le bande partigiane il cui comando era insediato presso l’antico monastero della Benedicta. Centocinquanta partigiani caddero in combattimento o furono giustiziati, altri 400 avviati verso i lager, soprattutto Mauthausen. Il loro inno è tra i più belli dell’intero canzoniere della Resistenza.

Dalle belle città
Dalle belle città date al nemico
fuggimmo un dì su per l’arida montagna
Cercando libertà tra rupe e rupe
Contro la schiavitù del suol tradito
Lasciammo case, scuole ed officine
Mutammo in caserme le vecchie cascine

 

Armammo le mani di bombe e mitraglia
Temprammo i muscoli ed i cuori in battaglia
Siamo i ribelli della montagna
Viviam di stenti e di patimenti
Ma quella fede che ci accompagna

 

Sarà la legge dell’avvenir
Di giustizia è la nostra disciplina
Libertà è l’idea che c’avvicina
Rosso sangue è il color della bandiera
Partigiana è la forte e ardente schiera
Per le strade dal nemico assediate
Lasciammo talvolta le carni straziate
Sentimmo l’odor della grande riscossa

Chiara Ferrari – 8 settembre

 

Patria Indipendente

 

Cantavano i partigiani

Chiara Ferrari

Breve rassegna (e breve storia) di alcune famose canzoni della Resistenza,

dei loro testi e dei luoghi dove sono nate

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Canzone dell’otto settembre, canto ricavato sull’aria di una più antica ballata diffusa in tutto l’Appennino, Un bel giorno andando in Francia. Registrato da Roberto Leydi sull’Appennino modenese (Casola, frazione di Montefiorino) e da Cesare Bermani in Abruzzo, può essere considerato un canto di prigionia. Ma anche se riproduce il lamento in prima persona di un soldato, ritrae di riflesso la condizione dei civili.

Per ascoltare

La Canzone

https://youtu.be/fKunTv-h0lI

 

L’otto settembre fu la data,

l’armistizio fu firmato

mi credevo congedato

e alla mamma ritornai.

Al giorno dopo fu fallito

quel bel sogno lusinghiero,

mi hanno fatto prigioniero

e in Germania mi mandar.

Lunghi son quei tristi giorni

di tristezza e patimenti.

Siam rivati a tanti stenti

che in Italia tornerò.

Compagni Fratelli Cervi

Patria Indipendente

Cantavano i partigiani

Chiara Ferrari

Breve rassegna (e breve storia) di alcune famose canzoni della Resistenza,

dei loro testi e dei luoghi dove sono nate

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Compagni fratelli Cervi (1944) è uno dei tanti canti dedicato alla tragedia e alla memoria della famiglia Cervi.

Le parole furono composte dai partigiani del Distaccamento Fratelli Cervi, operante nel Reggiano, costituito fra il maggio e il giugno 1944 e comandato dal partigiano Sintoni, appartenente alla 144ª brigata garibaldina Antonio Gramsci. Il canto, infatti, si colloca nella zona di Reggio Emilia. Molto noto fa parte delle numerose canzoni che hanno adottato la melodia della vecchia canzone irredentista Dalmazia

Per ascoltare

La Canzone

Metti la giubba di battaglia,

mitra, fucile e bombe a mano,

per la libertà lottiamo,

per il tuo popolo fedel.

È giunta l’ora dell’assalto,

il vessillo tricolore,

e noi dei Cervi l’abbiam giurato

vogliam pace e libertà, e libertà.

Compagni, fratelli Cervi,

cosa importa se si muore

per la libertà e l’onore

al tuo popolo fedel.

È giunta l’ora dell’assalto…

Compagni, fratelli Cervi…

Chiara Ferrari – Col parabello in spalla

Patria Indipendente

Cantavano i partigiani

Chiara Ferrari

Breve rassegna (e breve storia) di alcune famose canzoni della Resistenza, dei loro testi e dei luoghi dove sono nate

Col parabello in spalla è una canzone derivata dal canto degli alpini Col fucile sulle spalle, cantata soprattutto in Veneto, Liguria e Piemonte. Si menzionano le bombe scippe, ordigni in uso nella prima guerra mondiale, prodotte dalla SIPPE (Società Italiana Per Prodotti Esplosivi).

Per ascoltare

La Canzone

Col parabello in spalla
caricato a palla
sempre bene armato
paura non ho
quando avrò vinto
quando avrò vinto/
col parabello in spalla
caricato a palla
sempre bene armato
paura non ho
quando avrò vinto
ritornerò.

E allora il capobanda
giunta la pattuglia
mi vuol salutare
e poi mi disse
e poi mi disse
e allora il capobanda
giunta la pattuglia
mi strinse la mano
e poi mi disse
«I fascisti son là».

E a colpi disperati
mezzi massacrati
dalle bombe scippe
i fascisti sparivano
gridando «Ribelli»
gridando «Ribelli»/
e a colpi disperati
mezzi massacrati
dalle bombe scippe
i fascisti sparivano
gridando «Ribelli
abbiate pietà!»

Salvatore Quasimodo – Epigrafe per i Partigiani di Valenza

Salvatore Quasimodo

Epigrafe per i Partigiani di Valenza

Questa pietra
ricorda i Partigiani di Valenza
e quelli che lottarono nella sua terra,
caduti in combattimento, fucilati, assassinati
da tedeschi e gregari di provvisorie milizie italiane.
Il loro numero e grande.
Qui li contiamo uno per uno teneramente
chiamandoli con nomi giovani
per ogni tempo.
Non maledire, eterno straniero nella tua patria,
e tu saluta, amico della libertà.
Il loro sangue è ancora fresco, silenzioso
il suo frutto.
Gli eroi sono diventati uomini: fortuna
per la civiltà. Di questi uomini
non resti mai povera l’Italia.
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