Jean-Paul Grappin – Francia

Jean-Paul Grappin – Francia

Avevo fatto dei progetti cosí belli!

Ma muoio per la Francia, per il mio

ideale, perché il vero socialismo trionfi,

perché trionferà.

(Il mio sangue si riverserà su coloro che lo fanno scorrere).

 

 Jean-Paul Grappin

Di anni 21 – studente in chimica farmaceutica – nato a Nancy (Meartlie-et-Moselle) l’8 Maggio 1922 — E’ membro del gruppo , « Guy Moquet » con il quale partecipa ad azioni di sabotaggio e a colpi di mano -. Arrestato il 5 luglio 1943 nel corso delle retate com­piute da reparti tedeschi nella Franca Contea – tradotto nelle carceri « La Butte » a Bé­sanson (Doubs) – seviziato -. Processato in quelle stesse carceri, dal 15 al 18 settembre 1943, dal Tribunale Militare tedesco -.

 

Fucilato il 26 settembre 1913, nella Fortezza di Bésanson,

con Henri Fertet e altri quattordici compagni.

 

26 settembre 1943

Cari genitori,

non so piú cosa pensare: so che sarò fucilato. Sono coraggioso, ma non avrei pensato che la mia vita finisse in un modo cosí brutale. Cosa ne sarà di voi? Non so cosa dirvi di più. Ma non avrei mai cre­duto che un errore cosí poco grave fosse passibile della pena di morte.

La mia vita sarà stata ben corta: è stata felice: avrebbe potuto diven­tare meravigliosa dopo questa guerra, ma no, ancora no, non posso credere che morirò. Miei cari, vi  stringo nelle mie braccia e vi abbraccio con tutto il mio cuore.

(Seconda lettera i cui brani censurati — qui tra parentesi — sono stati resi noti grazie a una indiscrezione).

Papà e mamma carissimi,

avrei tanto voluto vivere. Avevo fatto dei progetti cosí belli! Ma muoio per la Francia, per il mio ideale, perché il vero socialismo trionfi, perché trionferà. (Il mio sangue si riverserà su coloro che lo fanno scorrere).

Poveri miei cari, che vita per voi. Perché non sono scappato da casa quando gli altri sono stati arrestati? Ma non credevo di esser così terri­bilmente colpito (e cosí vicino alla vittoria…)

Vi abbraccio, miei, cari. Il vostro dolore è immenso: non vi posso consolare: ma il mio dolore è grande pensando a voi che restate. Deve essere atroce.

Jean

 

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