Adam Kuckhoff – Germania

 

Adam Kuckhoff – Germania
Mio caro figlio, gioia grande e tardiva,
Dunque, ti lascio senza padre?
Tutt’un popolo no, ancora troppo poco,
Tutto il genere umano sarà padre per te.
  Adam Kuckhoff
Di anni 55 – scrittore – nato ad Aquisgrana (Renania) il 30 agosto 1887 -. Studia matema­tica, legge, economia e filosofia – si afferma come scrittore, drammaturgo e critico tea­trale – redattore del periodico « Die Tat » (« L’azione »), promuove lo studio e la diffu­sione del pensiero socialista – sin dall’avvento di Hitler al potere svolge attività di oppo­sizione insieme alla moglie Greta e al cognato Hans Otto che nel 1933 viene prelevato e soppresso dalla Gestapo – nel 1941 si unisce al gruppo « Rote Kapelle » in cui si occupa particolarmente della stampa clandestina -. Arrestato nei primi giorni del settembre 1942, a Berlino, dalla Gestapo – tradotto nelle carceri della Prinz-Albrechtstrasse – torturato -. Processato dal 15 al 19 dicembre 1942, a Berlino-Charlottenburg, dal Tribunale di Guerra del Reich, « Senat II », con dodici dirigenti del gruppo -.
Impiccato il 5 agosto 1943, a Berlino-Plótzensec,
con Cato Bontjes van Beck, Hilde Coppi e altri otto patrioti*.
Mio caro piccolo grande figlio,
si, il mio grande tu sei, con il tuo cuore intelligente capisci già tante cose, me ne sono accorto quando sei venuto a trovarmi qui, e perciò sai, e lo devi sapere, che il tuo papà è triste perché non potrà essere con te il giorno del tuo compleanno. Come mi piacerebbe andare con te davanti alla casa di Francoforte, quando fa buio, o meglio ancora salire sulla grande terrazza a tetto di Berlino per guardare le stelle che già ti piacevano tanto quando non eri che un piccolo frugolo.
Qui ho letto molto in un grande libro che parla di stelle (ti ricordi?) e intanto pensavo spesso a te e a come una volta, dopo l’allarme aereo, volevi vedere le stelle, e c’erano quelle due belle luminose che stanno sempre insieme e anche quella grande, e tu volevi sapere come si chiama. Lo sai ancora?, o no, certamente no; è il re degli astri, Giove. Pensa un po’, Giove ha otto lune come la nostra luna, ma è tanto lontano che
non si possono vedere. Ma a Berlino c’è un palazzo, un osservatorio astronomico
con dei telescopi, e se ci si guarda dentro, si vedono le lune di Giove, e la nostra che si vede grandissima con montagne alte come a Traunkirchen .Mi dispiace che non ci siamo andati mai, avremmo visto anche Saturno che ha intorno a sé un grande anello luminoso. Sai cosa? ‘siccome a noi due piacciono tanto le stelle, all’ora della tua nascita, fra le quattro e mezzo e le cinque, guarderemo tutt’e due dalla finestra il cielo e, penseremo con un affetto speciale l’uno all’altro e alla mamma.
E se il cielo dovesse essere coperto di nuvole, allora pensa che è cosíì com’era quel giorno in cui la mamma ti mise al mondo e quasi ne moriva se invece è sereno, pensa che sono quelle stesse stelle che prima nascoste dietro le nuvole scure.
E ora ti auguro una buona giornata con i nonni e certamente con Harold, Karin e la zia Kite che mi saluterai di tutto cuore. E di loro che la mamma mi ha scritto e io a lei e che ciò ci ha reso molto felici. Ho potuto anche vedere le deliziose bambole che lei ti ha fatto, ti dovranno essere molto care perché in ogni punto vi è un pensiero di amore e/di nostalgia per te.
Bambino amato, ti prendo nelle mie braccia e ti bacio. Scrivi qualche volta
il tuo papà
(Biglietto scritto pochi istanti prima di morire).
Mio caro figlio, gioia grande e tardiva,
Dunque, ti lascio senza padre?
Tutt’un popolo no, ancora troppo poco,
Tutto il genere umano sarà padre per te.
Note
*Greta Kuckoff ha scritto la biografia del marito: Adam Kuckhoff zuin Gedenken
(In me­moria di Adam Kuckhoffi, Aufbau Verlag, Berlino.

 

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