Alfred Schmidt-Sas – Germania

 Alfred Schmidt-Sas – Germania

Mezzogiorno e trenta. In questo momento quattro compagni di martirio
sono stati prelevati dalla cella… Cosí, due o tre volte la settimana,
mi conducono sull’orlo dell’abisso, e mentre mi costringo a
guardarvi dentro con calma, aspetto la piccola spinta
che basterà a farmi preci­pitare…
 
Alfred Schmidt-Sas
Di anni 48- maestro di scuola elementare – nato a Schlegel presso Zittau (Slesia) il 26 marzo 1895 Volontario pilota, ferito nella prima guerra mondiale – compie studi che lo portano al marxismo – dopo l’avvento di Hiticr al potere abbandona l’insegnamento, per non dover rinunciare alle proprie idee, e lavora come operaio nei cantieri navali di Am­burgo, perfezionando intanto lo studio della musica – insegna quindi musica a Berlino costituendo fra i suoi allievi un gruppo di opposizione clandestina – arrestato una prima volta nel 1941, viene detenuto per un anno nel campo di concentramento di Sachsenhau­sen – alla fine della pena ritorna a Berlino dove costituisce un gruppo clandestino che da lui prende il nome di gruppo « Sas » e che si dedica particolarmente alla diffusione di stampa antinazista -. Arrestato dopo pochi mesi a Berlino, in seguito a tradimento, con numerosi membri del suo gruppo -. Processato il 9 ottobre 1942 dal Tribunale del Popolo di Berlino « Senat II >,, con sei compagni (tutti fra i 19 e i 20 anni di età) di cui quattro vengono condannati a morte -.
 
Giustiziato a Berlino-Plótzensee il 5 aprile 1943
 
(Stralci di lettere scritte alla moglie).
Questo lo scrivo il lunedí 8 marzo. Anche i terribili minuti verso le ore 13, quando vengono a prelevare dalle celle le vittime per la sera e quando tutta la casa trattiene il respiro, anche questi minuti sono per oggi trascorsi e la giornata può essere registrata come un’altra giornata guadagnata…
21 marzo 1943
Domani è di nuovo una giornata critica di prim’ordine, e nessuno può sapere se tra ventiquattr’ore sarò ancora in questa cella, se fra trenta ore sarò ancora vivo. Ma alla morte è tolta ogni amarezza, non la tri­stezza, naturalmente, ma non è forse questa quasi dolce? Proprio ora la sento fortissimo, ora che da una indefinibile e profonda unione con te ritrovo la via verso le parole, le idee. Donde ci verrà questa cosa che con magica forza tocca i nostri animi e li unisce? Perché questa sorgente non sgorga sempre? Sedevo sul duro sgabello della mia cella, , come cento e cento ore prima d’allora, e mi trovai profondamente im­merso nel tutto: nella natura, nell’uomo, nell’arte. La differenza fra la vita e la morte era scomparsa in un’unica gioia, quella d’esistere…
28 marzo 1943
Mezzogiorno e trenta. In questo momento quattro compagni di martirio sono stati prelevati dalla cella… Cosí, due o tre volte la settimana, mi conducono sull’orlo dell’abisso, e mentre mi costringo a guardarvi dentro con calma, aspetto la piccola spinta che basterà a farmi preci­pitare…
4 aprile 1943
Di nuovo mi avvicino a un crepuscolo… è il crepuscolo che annuncia la mattina e il nuovo giorno. Non riesco a immaginarmelo se non con te accanto a te, in te… Sono trascorse cinque ore, mi hanno appena trasferito al numero sette, questa sera cioè, tra altre cinque ore, sarò giustiziato
Ho in me una grande pace, una grande leggerezza. Ogni gravame è caduto! E mai ho avuto piú puro, immacolato, intimo, l’amore tuo e dgli altri. Sono inspiegabilmente felice. Ricordami cosí…
 

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