Archivi categoria: Canti Partigiani

I soldati della palude

I soldati della Palude
Canto di riferimento: Die moorsoldaten [I soldati della palude]

Fin dove lo sguardo può giungere
non si vede che brughiera e palude
non un uccello canta qui attorno
soltanto qualche quercia povera e spoglia
*
Siamo i soldati della palude
marciamo con le vanghe
nel fango!
*
In questa brughiera deserta
sorge il lager abbandonato
dove noi lontani dalla libertà
siamo ammassati dietro ai reticolati
*
Siamo i soldati della palude
marciamo con le vanghe
nel fango!
*
La mattina andiamo in colonna
nella palude dove lavoriamo
Scaviamo nella calura del sole
e parlare di casa non ha senso
*
Siamo i soldati della palude
marciamo con le vanghe
nel fango!

Canto di Buchenwald

Canto di Buchenwald
Canto di riferimento: Buchenwald-Lied

All’alba, ma prima che il sole si levi,
le colonne vanno verso le fatiche della giornata
avanzando nel primo mattino.
E il bosco è nero e il cielo è rosso
e noi portiamo nella bisaccia un tozzo di pane
e nel cuore, nel cuore gli affanni.
*
O Buchenwald, non potrò mai dimenticarti,
perché sei il mio destino.
Solo chi può lasciarti è in grado di sapere
quanto meravigliosa sia la libertà!
O Buchenwald, non ci lamentiamo e non piangiamo:
quale che sia il nostro futuro
vogliamo comunque dire sì alla vita,
poiché verrà il giorno
in cui saremo liberi.
*
La notte è tanto corta ed il giorno tanto lungo,
ma risuona un canto che in patria si cantava:
così il nostro coraggio non viene meno.
Tieni il passo, compagno, e non perderti d’animo,
noi portiamo la volontà di vivere nel sangue
e nel cuore, nel cuore la fede!
*
O Buchenwald…

Il nostro sangue è caldo e la ragazza lontana,
ed il vento canta sommesso ed io le voglio tanto bene:
se mi restasse fedele!
Le pietre sono dure ma il nostro passo è fermo,
e portiamo con noi picconi e vanghe
e nel cuore, nel cuore l’amore!
*
O Buchenwald…

Deportati

Deportati
Canto di riferimento: Deportees

I raccolti sono tutti caricati
e le pesche stanno marcendo
Le arance sono tutte impacchettate
in ammassi di creosoto
Vi stanno riportando indietro
in volo verso il confine messicano
perchè voi poi spendiate tutto
il vostro denaro per guadare di nuovo
*
Addio Juan, addio Rosalita
Addio amici miei, Jesus e Maria
Non avrete un nome quando sarete
su quel grande aeroplano
Il solo nome che vi daranno
sarà deportati
*
Il padre di mio padre guadò
quel fiume
Gli presero tutto il
denaro che aveva guadagnato
nella sua vita
I miei fratelli e le mie sorelle
lavoravano nei frutteti
Guidando i grossi autocarri
per tutta la vita
*
Addio Juan, addio Rosalita
Addio amici miei, Jesus e Maria
Non avrete un nome quando sarete
su quel grande aeroplano
Il solo nome che vi daranno
sarà deportati
*
L’aereo prese fuoco sul
Los Gatos Canyon
Una sfera infuocata
di lampi che fece tremare
le colline
Chi sono questi compagni
che son morti come foglie secche
Alla radio sento dire che sono solo deportati
*
Addio Juan, addio Rosalita
Addio amici miei, Jesus e Maria
Non avrete un nome quando
sarete su quel grande aeroplano
Il solo nome che vi daranno
sarà deportati
*
Abbiam trovato la morte
tra le vostre colline
e nei vostri deserti
nelle vostre valli e nelle
vostre pianure
sotto i vostri alberi
e nei vostri cespugli
Su entrambe le rive
del fiume abbiamo
trovato eguale morte
*
Addio Juan, addio Rosalita
Addio amici miei, Jesus e Maria
Non avrete un nome quando sarete
su quel grande aeroplano
Il solo nome che vi daranno
sarà deportati
*
Alcuni di noi sono clandestini,
altri indesiderati
Il nostro contratto di lavoro
è terminato e dobbiamo
trasferirci
Ma ci sono seicento
miglia dal confine Messicano
Ci danno la caccia c
ome fuorilegge, come ladri
di bestiame, come rapinatori
*
Addio Juan, addio Rosalita
Addio amici miei, Jesus e Maria
Non avrete un nome quando sarete
su quel grande aeroplano
Il solo nome che vi daranno
sarà deportati
*
E’ questo il modo migliore
con cui possiam far crescere
i nostri frutteti
E’ questo il modo migliore
con cui possiam far crescere
la buona frutta
morire come foglie secche
e marcire sul terreno
ed esser conosciuti con nessun
nome se non "deportato"
*
Addio Juan, addio Rosalita
Addio amici miei, Jesus e Maria
Non avrete un nome quando
sarete su quel grande aeroplano
Il solo nome che vi daranno
sarà deportati.

Così come oggi uccidono i negri

Così come oggi uccidono i negri
Canto di riferimento: Asì como hoy matan negros

Così come oggi uccidono negri
Prima forono messicani.
Così, uccidendo cileni,
nicaraguensi o peruani,
si dissetavano i “gringos”
con istinti inumani.
Chi disputa loro il terreno
E chi gli sbarra la strada?
E’ un bandito cileno,
è il nostro Joaquin Murieta.
Un giorno per il marciapiede
Passò un cavallo di seta.
Ora per il cammino
Galoppano i nostri destini
E come papaveri
Si incendiarono le sue pistole.

All’assalto – Canti Partigiani

All’assalto
Canto di riferimento: Na juriš!

All’assalto, all’assalto, all’assalto,
echeggia nei boschi l’urlo dei combattenti,
le file nemiche sono folte!
Colpisci, irrompi,
picchia, spara!
*
All’assalto, oh -bel, partigiano
innanzi a te è il giorno della libertà.
*
All’assalto, all’assalto, all’assalto,
vendichiamo le case bruciate,
vendichiamo tutte le nostre tombe!
Scaccia gli indemoniati,
e salva i sofferenti!
*
All’assalto, oh bel, partigiano
innanzi a te è il giorno della libertà.
*
All’assalto, all’assalto, all’assalto,
al rogo gli alberi marci,
diventi un paradiso la terra;
splenda per tutti il sole,
vi prosperi soltanto la gioia!
*
All’assalto, oh bel, partigiano
innanzi a te è il giorno della libertà.
*
All’assalto, all’assalto, all’assalto,
fratelli oppressi venite con noi,
conquistiamoci da soli la libertà!
Attraverso la fame e il dolore,
per una vita migliore!
*
All’assalto, oh bel partigiano
innanzi a te è il giorno della libertà.

Claudio Misculin, Bianca d’Aponte.–Il Lager dei matti

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Il Lager dei matti

Il pezzo manifesto dell’Accademia della Follia.
In ricordo di Bianca d’Aponte.
Testi e musiche:
Claudio Misculin, Bianca d’Aponte.

Noi siamo quelli che chiamano matti
Nella notte vaghiamo distratti
Pecore nere d’ogni famiglia
Noi giochiamo solo con chi ci somiglia
Non fa paura la notte più nera
Inseguiamo la nostra chimera
Siamo viandanti, sognatori
Quelli che i benpensanti chiamano errori
Sembriamo un popolo di mendicanti
Ma con niente poi siamo contenti
Mano tesa a voi passanti
Non chiediamo monete ma sogni in contanti
Bimbi tirati da padri impauriti
Perchè guardano a noi incuriositi
"Devi scordarli, disprezzarli
Possono metterti in testa strani tarli"
Ma gli ideali non chiedono tanto
Basta niente che scoppiano in canto
Un cantuccio per germinare
E adolescenze inquiete per farli sbocciare
Son come perle le nostre parole
Crescono e splendono intorno a un dolore
Intorno a sabbia di clessidra
Mentre scandisce i secondi sbeffeggia ogni vita
Noi siamo quelli che chiamano matti
Nella notte sappiamo orientarci
Stella polare da seguire
E una luna d’avorio che sta per sparire
Che quando è piena sbadiglia assonnata
Che se è a spicchio si culla beata
Brilla per tutti, come trofeo
E se vuoi ti accompagna nel viaggio a Morfeo
Noi siamo quelli che piacciono ai gatti
Al mattino arriviamo disfatti
Noi siamo artisti, sognatori
Quelli che i benpensanti chiamano errori.

A Silvia

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4 Agosto 1944 La Brigata Sinigaglia entra a Firenze

A “Silva”

Il Partigiano Francesco Zaltron "Silva"

vive ancora oggi nel ricordo.

“Viola” con il Bren dietro ad un masso
Giove lì vicino con la sua pistola
Rino “il folletto”, Carli e il siciliano
tutti e tre imbottiti
con le bombe a mano
Silva non può morire
Silva non può cadere
di tutti noi è il migliore
soli sarà la fine
ahi Maria!
corri lungo la contrada
in casa c’è chi prega
fuori c’è chi spara
Dietro a quella curva
arriva come una saetta
furgone bestia nera
carico di fretta
si alza la polvere
la polvere contro il vento
parte il primo sparo
urla di lamento
Il convoglio arresta
Silva prova a scappare
ma incappucciato cade
alzati o sarà la fine
al buio del suo sguardo
l’ultima primavera
un colpo di pistola
e già si è fatta sera
Silva non può morire
Silva non può cadere
di tutti noi è il migliore
soli sarà la fine
ahi Maria!
piange tutta la contrada
in casa c’è chi prega
fuori c’è chi spara
Aria di primavera
in questa terra di frontiera
dove la resistenza
alza la sua bandiera
Silva non può cadere
Silva non può morire
per lui non c’è una fine

Pietro Gori – Addio a Lugano

Pietro Gori
Addio a Lugano
*
Addio, Lugano bella,
o dolce terra pia,
scacciati senza colpa
gli anarchici van via
e partono cantando
colla speranza in cor.
*
Ed è per voi sfruttati,
per voi lavoratori,
che siamo ammanettati
al par dei malfattori;
eppur la nostra idea
non è che idea d’amor.
*
Anonimi compagni,
amici che restate,
le verità sociali
da forti propagate:
è questa la vendetta
che noi vi domandiam.
*
Ma tu che ci discacci
con una vil menzogna,
repubblica borghese,
un dì ne avrai vergogna
ed oggi t’accusiamo
di fronte all’avvenir.
*
Banditi senza tregua,
andrem di terra in terra
a predicar la pace
ed a bandir la guerra:
la pace tra gli oppressi,
la guerra agli oppressor.
*
Elvezia, il tuo governo
schiavo d’altrui si rende,
di un popolo gagliardo
le tradizioni offende
e insulta la leggenda
del tuo Guglielmo Tell.
*
Addio, cari compagni,
amici luganesi,
addio, bianche di neve
montagne ticinesi,
i cavalieri erranti
son trascinati al nord.

Pietro Gori – Inno del Primo Maggio

Pietro Gori
Inno del Primo Maggio
Vieni o Maggio t’aspettan le genti

ti salutano i liberi cuori
dolce Pasqua dei lavoratori
vieni e splendi alla gloria del sol.

Squilli un inno di alate speranze

al gran verde che il frutto matura
a la vasta ideal fioritura
in cui freme il lucente avvenir.

Disertate o falangi di schiavi

dai cantieri da l’arse officine
via dai campi su’ da le marine
tregua tregua all’eterno sudor!

Innalziamo le mani incallite

e sian fascio di forze fecondo
noi vogliamo redimere il mondo
dai tiranni de l’ozio e de l’or.

Giovinezze dolori ideali

primavere dal fascino arcano
verde maggio del genere umano
date ai petti il coraggio e la fè.

Date fiori ai ribelli caduti

collo sguardo rivolto all’aurora
al gagliardo che lotta e lavora
al veggente poeta che muor!

(1892)

Anonimo – Oltrepò, vita santa

Anonimo

Oltrepò, vita santa

Quando saremo a Varzi
nella caserma alpina
ti scriverò biondina
la vita del partigian.

La vita del partigiano
si l’è una vita santa
s’ mangia, s’ bev, as canta
pensieri non ce n’è.

Pensieri ce n’è uno solo
l’è quel della morosa
che gli altri fanno sposa
e mi fo il partigian.