Archivi categoria: Canti Partigiani

Stormy Six – Stalingrado

Stormy Six

Stalingrado

Fame e macerie sotto i mortai
Come l’acciaio resiste la città
Strade di Stalingrado di sangue siete lastricate
Ride una donna di granito su mille barricate
*
Sulla sua strada gelata la croce uncinata lo sa
D’ora in poi troverà Stalingrado in ogni città
*
L’orchestra fa ballare gli ufficiali nei caffè
l’inverno mette il gelo nelle ossa
ma dentro le prigioni l’aria brucia come se
cantasse il coro dell’armata rossa
*
La radio al buio e sette operai
sette bicchieri che brindano a Lenin
e Stalingrado arriva nella cascina e nel fienile
vola un berretto un uomo ride e prepara il suo fucile
*
Sulla sua strada gelata la croce uncinata lo sa
D’ora in poi troverà Stalingrado in ogni città

4 Agosto 1944 – La Brigata Sinigaglia entra in Firenze

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4 Agosto 1944
La Brigata Sinigaglia entra a Firenze

Inno Partigiani Fiorentini

Sinigaglia, Lanciotto, Potente

sono nomi coperti di gloria
trucidati sì barbaramente
dai nemici di tutta la storia.
Ma se i martiri nostri son morti
guarderan verso di noi così
e diranno: no, non siam morti,
marceremo con voi come un dì.
Siamo partigiani
si lotta, si vince, si muor
siamo gli italiani
abbiamo una fede nel cuor
per l’Italia bella
tutto daremo ancor
contro i barbari nazifascisti
inesauribile è il nostro valor.
Vai fuori d’Italia
va’ fuori ch’è l’ora
va’ fuori d’Italia,
va fuori stranier!
Fanciullacci, Caiani, Rosselli
son brigate di garibaldini
che guidati dagl’inni più belli
marcian verso i migliori destini
di un’Italia tradita vilmente
da un ventennio di lutti e di orror
liberata sarà finalmente
dal tedesco tiranno invasor.
Siamo partigiani
si lotta, si vince, si muor
siamo gli italiani
abbiamo una fede nel cuor
per l’Italia bella
tutto daremo ancor
contro i barbari nazifascisti
inesauribile è il nostro valor.
Vai fuori d’Italia
va’ fuori ch’è l’ora
va’ fuori d’Italia,
va fuori stranier!

Parole e Musica – Fischia il vento

 

Patria Indipendente
Cantavano i partigiani
Chiara Ferrari
Breve rassegna (e breve storia) di alcune famose canzoni della Resistenza, dei loro testi e dei luoghi dove sono nate
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Per ascoltare
La Canzone
https://youtu.be/BZNbGwXsV1U

 

Fischia il vento

 

Fischia il vento e infuria la bufera
scarpe rotte e pur bisogna andar
a conquistare la rossa primavera
dove sorge il sol dell’avvenir.

 

A conquistare…

 

Ogni contrada è patria del ribelle,
ogni donna a lui dona un sospir,
nella notte lo guidano le stelle
/forte il cuor e il braccio nel colpir.

 

Nella notte…

 

Se ci coglie la crudele morte,
dura vendetta verrà  dal partigian;
ormai sicura è già  la dura sorte
del fascista vile e traditor

 

/Ormai sicura…

 

Cessa il vento, calma è la bufera
torna a casa il fiero partigian,
sventolando la rossa sua bandiera
vittoriosi, al fin liberi siam!

 

Sventolando…

Parole e Musica – Attraverso monti e valli

Patria Indipendente
Cantavano i partigiani
Chiara Ferrari
Breve rassegna (e breve storia) di alcune famose canzoni della Resistenza,
dei loro testi e dei luoghi dove sono nate
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Attraverso valli e monti (1944) è un canto nato nell’Udinese come rielaborazione di una canzone rivoluzionaria russa, a opera di un militante comunista anonimo. Oggi viene cantato tradizionalmente il 25 aprile dai partigiani e dalla popolazione di Udine
Per ascoltare la canzone
https://youtu.be/TgBB2E9KSw0
Attraverso valli e monti
eroico avanza il partigian
per scacciare l’invasore
all’istante e non doman.

Per scacciare l’invasore
all’istante e non doman.

E si arrossan le bandiere
tinte nel sangue del partigian;
giù dai monti a balde schiere
sotto il fuoco avanti van

I tedeschi e i traditori
saran scacciati con l’acciar
e il clamor della vittoria
varcherà le Alpi e il mar.

Combattiam per vendicare
tanta infamia e atrocità
combattiam perché l’Italia
viva in pace e libertà

Parole e Musica – Dalle belle città

Patria Indipendente
Cantavano i partigiani
Chiara Ferrari
Breve rassegna (e breve storia) di alcune famose canzoni della Resistenza, dei loro testi e dei luoghi dove sono nate
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Dalle belle città o Ribelli della montagna (1944) è l’inno della III Brigata d’assalto garibaldina in Liguria che venne quasi completamente distrutta il 6 aprile 1944. Il canto diventerà poi l’inno della Brigata Mingo. Autore delle parole è Emilio Casalini “Cini”; della musica, invece, tra le poche completamente originali, è Angelo Rossi detto Lanfranco che la compose durante i turni di guardia. Come per molte altre canzoni nate sul campo di battaglia, però, i testi sono il frutto della collaborazione dei numerosi partigiani presenti.
Per ascoltare la canzone
https://youtu.be/oZAnRM8xbRY
Dalle belle città date al nemico
fuggimmo un dì su per l’aride montagne
cercando libertà tra rupe e rupe,
contro la schiavitù del suol tradito.
Lasciammo case, scuole ed officine,
mutammo in caserme le vecchie cascine
 armammo le mani di bombe e mitraglia
temprammo i muscoli ed i cuori in battaglia.
Siamo i ribelli della montagna
Siamo i ribelli della montagna,
viviam di stenti e di patimenti,
ma quella fede che ci accompagna
sarà la legge dell’avvenir
ma quella fede che ci accompagna
sarà la legge dell’avvenir.
Di giustizia è la nostra disciplina,
libertà è l’idea che ci avvicina,
rosso sangue è il color della bandiera
partigian della folta e ardente schiera.
Sulle strade dal nemico assediate
lasciammo talvolta le carni straziate
sentimmo l’ardor per la grande riscossa,
sentimmo l’amor per la patria nostra.
Siamo i ribelli della montagna…

La Guardia Rossa

La guardia Rossa

Quel che si avanza è uno strano soldato
viene da Oriente e non monta destrier
la man callosa ed il viso abbronzato
è il più glorioso fra tutti i guerrier.
*
Non ha pennacchi e galloni dorati
ma sul berretto scolpiti e nel cor
mostra un martello e una falce incrociati
gli emblemi del lavor
viva il lavor.
*
È la guardia rossa
che marcia alla riscossa
e scuote dalla fossa
la schiava umanità.
*
Giacque vilmente la plebe in catene
sotto il tallone dei ricco padron
dopo millenni di strazi e di pene
l’asino alfine si cangia in leon.
*
Sbrana furente il succhion coronato
spoglia il nababbo dell’or che rubò
danna per fame al lavoro forzato
chi mai non lavorò
non lavorò.
*
È la guardia rossa
che marcia alla riscossa
e scuote dalla fossa
la schiava umanità.
*
Accorre sotto la rossa bandiera
tutta la folla dei lavorator
rimbomba il passo dell’immensa schiera
sopra la tomba di un mondo che muor.
*
Tentano invano risorgere i morti
tanto a che vale lottar col destin
marciano al sole più ardenti e più forti
le armate di Lenin
viva Lenin.
*
È la guardia rossa
che marcia alla riscossa
e scuote dalla fossa
la schiava umanità.
*
Quando alla notte la plebe riposa
nella campagna e nell’ampia città
più non la turba la tema paurosa
del suo vampiro che la svenerà.
Ché sempre veglia devota e tremenda
la guardia rossa alla sua libertà
la tirannia cancrenosa ed orrenda
più non trionferà
trionferà.
*
Ché la guardia rossa
già l’inchiodò alla fossa
nell’epica riscossa
dell’umanità.

I soldati della palude

I soldati della Palude
Canto di riferimento: Die moorsoldaten [I soldati della palude]

Fin dove lo sguardo può giungere
non si vede che brughiera e palude
non un uccello canta qui attorno
soltanto qualche quercia povera e spoglia
*
Siamo i soldati della palude
marciamo con le vanghe
nel fango!
*
In questa brughiera deserta
sorge il lager abbandonato
dove noi lontani dalla libertà
siamo ammassati dietro ai reticolati
*
Siamo i soldati della palude
marciamo con le vanghe
nel fango!
*
La mattina andiamo in colonna
nella palude dove lavoriamo
Scaviamo nella calura del sole
e parlare di casa non ha senso
*
Siamo i soldati della palude
marciamo con le vanghe
nel fango!

Canto di Buchenwald

Canto di Buchenwald
Canto di riferimento: Buchenwald-Lied

All’alba, ma prima che il sole si levi,
le colonne vanno verso le fatiche della giornata
avanzando nel primo mattino.
E il bosco è nero e il cielo è rosso
e noi portiamo nella bisaccia un tozzo di pane
e nel cuore, nel cuore gli affanni.
*
O Buchenwald, non potrò mai dimenticarti,
perché sei il mio destino.
Solo chi può lasciarti è in grado di sapere
quanto meravigliosa sia la libertà!
O Buchenwald, non ci lamentiamo e non piangiamo:
quale che sia il nostro futuro
vogliamo comunque dire sì alla vita,
poiché verrà il giorno
in cui saremo liberi.
*
La notte è tanto corta ed il giorno tanto lungo,
ma risuona un canto che in patria si cantava:
così il nostro coraggio non viene meno.
Tieni il passo, compagno, e non perderti d’animo,
noi portiamo la volontà di vivere nel sangue
e nel cuore, nel cuore la fede!
*
O Buchenwald…

Il nostro sangue è caldo e la ragazza lontana,
ed il vento canta sommesso ed io le voglio tanto bene:
se mi restasse fedele!
Le pietre sono dure ma il nostro passo è fermo,
e portiamo con noi picconi e vanghe
e nel cuore, nel cuore l’amore!
*
O Buchenwald…

Deportati

Deportati
Canto di riferimento: Deportees

I raccolti sono tutti caricati
e le pesche stanno marcendo
Le arance sono tutte impacchettate
in ammassi di creosoto
Vi stanno riportando indietro
in volo verso il confine messicano
perchè voi poi spendiate tutto
il vostro denaro per guadare di nuovo
*
Addio Juan, addio Rosalita
Addio amici miei, Jesus e Maria
Non avrete un nome quando sarete
su quel grande aeroplano
Il solo nome che vi daranno
sarà deportati
*
Il padre di mio padre guadò
quel fiume
Gli presero tutto il
denaro che aveva guadagnato
nella sua vita
I miei fratelli e le mie sorelle
lavoravano nei frutteti
Guidando i grossi autocarri
per tutta la vita
*
Addio Juan, addio Rosalita
Addio amici miei, Jesus e Maria
Non avrete un nome quando sarete
su quel grande aeroplano
Il solo nome che vi daranno
sarà deportati
*
L’aereo prese fuoco sul
Los Gatos Canyon
Una sfera infuocata
di lampi che fece tremare
le colline
Chi sono questi compagni
che son morti come foglie secche
Alla radio sento dire che sono solo deportati
*
Addio Juan, addio Rosalita
Addio amici miei, Jesus e Maria
Non avrete un nome quando
sarete su quel grande aeroplano
Il solo nome che vi daranno
sarà deportati
*
Abbiam trovato la morte
tra le vostre colline
e nei vostri deserti
nelle vostre valli e nelle
vostre pianure
sotto i vostri alberi
e nei vostri cespugli
Su entrambe le rive
del fiume abbiamo
trovato eguale morte
*
Addio Juan, addio Rosalita
Addio amici miei, Jesus e Maria
Non avrete un nome quando sarete
su quel grande aeroplano
Il solo nome che vi daranno
sarà deportati
*
Alcuni di noi sono clandestini,
altri indesiderati
Il nostro contratto di lavoro
è terminato e dobbiamo
trasferirci
Ma ci sono seicento
miglia dal confine Messicano
Ci danno la caccia c
ome fuorilegge, come ladri
di bestiame, come rapinatori
*
Addio Juan, addio Rosalita
Addio amici miei, Jesus e Maria
Non avrete un nome quando sarete
su quel grande aeroplano
Il solo nome che vi daranno
sarà deportati
*
E’ questo il modo migliore
con cui possiam far crescere
i nostri frutteti
E’ questo il modo migliore
con cui possiam far crescere
la buona frutta
morire come foglie secche
e marcire sul terreno
ed esser conosciuti con nessun
nome se non "deportato"
*
Addio Juan, addio Rosalita
Addio amici miei, Jesus e Maria
Non avrete un nome quando
sarete su quel grande aeroplano
Il solo nome che vi daranno
sarà deportati.

Così come oggi uccidono i negri

Così come oggi uccidono i negri
Canto di riferimento: Asì como hoy matan negros

Così come oggi uccidono negri
Prima forono messicani.
Così, uccidendo cileni,
nicaraguensi o peruani,
si dissetavano i “gringos”
con istinti inumani.
Chi disputa loro il terreno
E chi gli sbarra la strada?
E’ un bandito cileno,
è il nostro Joaquin Murieta.
Un giorno per il marciapiede
Passò un cavallo di seta.
Ora per il cammino
Galoppano i nostri destini
E come papaveri
Si incendiarono le sue pistole.